Nel pacchetto di infrazioni di gennaio 2026 per l’Italia ci sono 6 lettere di costituzione in mora per i settori: Ambiente (2) Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI; Mobilità e trasporti (2); Lavoro e ditti sociali.
La Commissione UE ha adottato il 30 gennaio 2026 il Pacchetto mensile di infrazioni che contiene per l’Italia 6 lettere di costituzione in mora, la prima fase formale della procedura di infrazione, riguardanti: acque; inquinamento atmosferico; prescrizioni in materia di comunicazione nei settori degli alimenti e dei loro ingredienti, dell’emissione acustica ambientale, dei diritti dei pazienti e delle apparecchiature radio; servizi portuali; sistemi di trasporto intelligenti; trasferimento dei diritti di pensione di funzionari UE.
Ambiente
La Commissione invita l’Italia a recepire correttamente la Direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE), compreso l’obbligo di eseguire il riesame periodico dei permessi relativi alle risorse idriche. La piena attuazione delle norme relative alla qualità dell’acqua dell’UE è fondamentale per proteggere la salute umana e l’ambiente. La direttiva impone agli Stati membri di definire un programma di misure per ciascun distretto idrografico al fine di garantire un buono stato dei corpi idrici europei, come fiumi e laghi. Ciascun programma deve comprendere misure volte al controllo dei diversi tipi di pressioni cui sono sottoposti i corpi idrici, quali l’estrazione, gli scarichi da origini puntuali e le fonti diffuse di inquinamento. Gli Stati membri sono tenuti a riesaminare e aggiornare periodicamente tali misure di controllo, compresi gli eventuali permessi che sono stati concessi, per determinare se siano ancora atte a conseguire i loro obiettivi, e ad aggiornarle, ove necessario. In Italia la legislazione nazionale non prevede la registrazione di tutti i permessi di estrazione e/o arginamento delle acque, ad esempio per l’arginamento delle acque mediante la costruzione di una diga. Inoltre le concessioni non sono soggette ad alcun riesame periodico, sebbene i periodi di validità possano essere di 30 o 40 anni. Ciò non è in linea con gli obiettivi della direttiva. La Commissione procede pertanto all’invio di lettere di costituzione in mora all’Italia che dispone ora di 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione, trascorsi i quali, in assenza di una risposta soddisfacente, quest’ultima potrà decidere di emettere un parere motivato.
La Commissione invita l’Italia ad aggiornare i suoi programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico per ridurre le emissioni di determinati inquinanti atmosferici a norma della Direttiva NEC sulla riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici (2016/2284/UE). La Direttiva prevede la riduzione delle emissioni di diversi inquinanti atmosferici che ciascuno Stato membro deve conseguire ogni anno tra il 2020 e il 2029 e riduzioni più ambiziose a partire dal 2030. Impone inoltre di adottare programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico (NAPCP) che stabiliscano misure volte a rispettare tali impegni e di aggiornare i loro programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico almeno ogni 4 anni, mostrando i progressi compiuti dagli Stati membri nell’attuazione del programma e il modo in cui essi continuano a rispettare gli impegni assunti. Ciò contribuisce a ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici, migliorando in tal modo la qualità dell’aria. Nonostante diversi solleciti, finora l’Italia non ha presentato alla Commissione il programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico aggiornato richiesto. La Commissione procede pertanto all’invio di una lettera di costituzione in mora all’Italia, che dispone ora di 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.
Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI
La Commissione ha deciso di avviare procedure di infrazione con una lettera di costituzione in mora nei confronti dell’Italia per la mancata notifica delle misure nazionali di recepimento della Direttiva che semplifica le prescrizioni in materia di comunicazione nei settori degli alimenti e dei loro ingredienti, dell’emissione acustica ambientale, dei diritti dei pazienti e delle apparecchiature radio (2024/2839/UE). Per quanto riguarda la Direttiva 2000/14/CE sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto, la Direttiva semplifica e razionalizza gli obblighi di comunicazione, riducendo gli oneri amministrativi e mantenendo nel contempo l’attuale livello di protezione dell’ambiente. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.
Mobilità e trasporti
La Commissione ha deciso di avviare procedure di infrazione nei confronti dell’Italia inviando lettera di costituzione in mora per il mancato rispetto degli obblighi incombenti a norma dell’articolo 4, paragrafi 3 e 4, del Regolamento sui servizi portuali (2017/352/UE). Le disposizioni del Regolamento consentono agli Stati membri, nel rispetto di rigorose condizioni di trasparenza, non discriminazione e proporzionalità e con l’obiettivo di garantire il rispetto del loro diritto sociale e del lavoro, comprese le norme sulle ispezioni del lavoro, di imporre un obbligo di bandiera alle navi che effettuano operazioni di rimorchio o ormeggio nei porti situati nel loro territorio. L’Italia ha imposto alle navi che effettuano operazioni di rimorchio od ormeggio nei rispettivi porti il requisito di battere la loro rispettiva bandiera nazionale. L’Italia teme che le leggi sociali nazionali non siano applicabili ai rimorchiatori che non battono una bandiera nazionale. Secondo la Commissione, questa interpretazione non è tuttavia corretta, in quanto il regolamento sui servizi portuali conferisce già agli Stati membri il potere di applicare tali leggi nazionali in materia sociale e di lavoro indipendentemente dalla bandiera della nave soggetta a ispezione. Qualora l’Italia decida comunque di imporre un obbligo di bandiera, questo deve essere definito come la bandiera di qualsiasi Stato membro dell’UE, anziché come la bandiera nazionale di un determinato Stato membro. Un obbligo di bandiera quale formulato da Italia non è pertanto in linea con gli obblighi dell’UE di cui all’articolo 4, paragrafi 3 e 4, del regolamento sui servizi portuali e con la libertà di stabilimento di cui all’articolo 49 del Trattato sul funzionamento dell’UE. La Commissione procede pertanto all’invia di lettera di costituzione in mora all’Italia che dispone ora di 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, quest’ultima potrà decidere di emettere un parere motivato.
La Commissione ha deciso di avviare procedura di infrazione inviando all’Italia una lettera di costituzione in mora all’Italia per il non completo recepimento nell’ordinamento nazional della Direttiva 2023/2661/UE, che modifica la Direttiva 2010/40/UE sui sistemi di trasporto intelligenti (ITS). La Direttiva modificata mira a rispondere all’emergere di nuove opzioni di mobilità stradale, applicazioni di mobilità e mobilità connessa e automatizzata. Sono stati introdotti diversi nuovi requisiti in materia di sicurezza dei sistemi di trasporto intelligenti cooperativi (C-ITS), misure provvisorie in caso di situazioni di emergenza, cooperazione obbligatoria tra gli Stati membri e i portatori di interessi, disponibilità di dati e diffusione di servizi e semplificazione della comunicazione sia per la direttiva che per i suoi atti delegati, compresa la definizione di un modello comune e di indicatori chiave di prestazione comuni. Sono stati aggiunti due allegati che definiscono gli elenchi delle serie di dati e dei servizi considerati fondamentali per la diffusione degli ITS. È stato inoltre riconosciuto il ruolo dei punti di accesso nazionali nel rendere accessibili i dati. Ad oggi, l’Italia non ha notificato il completo recepimento della direttiva ITS modificata entro il termine fissato al 21 dicembre 2025. La Commissione procede pertanto all’invio di lettera di costituzione in mora e l’Italia dispone ora di 2 mesi per rispondere, completare il recepimento e darne notifica alla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.Lavoro e diritti sociali
La Commissione invita l’ITALIA a negoziare in buona fede un accordo con la Banca centrale europea sul trasferimento dei diritti a pensione. La violazione riguarda la mancata negoziazione in buona fede da parte dell’Italia di un accordo con la Banca centrale europea (BCE) sul trasferimento dei diritti a pensione dei funzionari dell’UE. È necessario un accordo tra uno Stato membro e un’istituzione dell’UE per consentire ai funzionari dell’UE di trasferire i loro diritti a pensione nazionali al regime pensionistico dell’istituzione dell’UE. Secondo la Commissione, l’Italia ha ostacolato i negoziati di tale accordo con la BCE e viola pertanto il principio di leale cooperazione di cui all’articolo 4, paragrafo 3 del Trattato sull’Unione europea (TUE). L’Italia dispone ora di 2 mesi per rispondere e adottare le misure necessarie. In assenza di una risposta soddisfacente, quest’ultima potrà decidere di emettere
