Arriva al Forte di Bard (Valle d’Aosta) la 60esima edizione di Wildlife Photographer of the Year, il più importante riconoscimento dedicato alla fotografia naturalistica promosso dal Natural History Museum. Le immagini vincitrici saranno esposte dal 21 marzo al 6 luglio 2025
“Comunicare il ruolo vitale degli ecosistemi di acqua dolce, dalle cime delle montagne, alle torbiere e agli altipiani torbosi, ai fiumi e ai laghi, ai delta, alle pianure alluvionali, alle paludi e alle mangrovie. Le immagini possono essere potenti grazie al loro impatto o alla loro bellezza oppure illustrare una storia ambientale o di conservazione che rivela l’importanza delle zone umide per la natura e/o per le persone”.
È la motivazione per cuiShane Gross(Canada) per “LoSciame di vita” (in copertina) è stato dichiarato vincitore per la 60esima edizione diWildlife Photographer of the Year, il più importante riconoscimento dedicato alla fotografia naturalistica promosso dalNatural History Museumdi Londra.
Utilizzando il potere emotivo unico della fotografia per coinvolgere ed emozionare il pubblico, le immagini fanno luce su storie e specie di tutto il mondo e incoraggiano un futuro a difesa del Pianeta.Wildlife Photographer of the Yearfornisce una piattaforma globale che mette in mostra alcuni dei migliori talenti della fotografia provenienti da tutto il mondo. Il concorso ha registrato quest’anno un record di candidature, pari a59.228 scatti realizzati da fotografi di tutte le età e livelli di esperienza provenienti da 117 paesi.
Gross è un fotoreporter professionista per la conservazione marina. Ha fotografato di tutto, da enormi squali, balene e coccodrilli a minuscoli cavallucci marini, nudibranchi e girini, oltre a carismatici leoni marini, lamantini e polpi. Attraverso il suo lavoro, Shane sta facendo luce sull’impatto degli esseri umani sugli oceani attraverso il cambiamento climatico, l’acidificazione degli oceani, l’inquinamento da plastica, le specie invasive, la pesca eccessiva e la distruzione dell’habitat.
Per “The Swarm of Life”, lo scatto per il quale ha ricevuto l’ambito riconoscimento, Gross ha fatto snorkeling in uno stagno sull’isola di Vancouver (Columbia Britannica) per parecchie ore, evitando di sollevare dal fondo limo e alghe che avrebbero ridotto la visibilità. Per evitarlo, ha seguito le tracce lasciate dai castori attraverso i tappeti di ninfee in superficie. L’immagine mostra uno sciame digirini di rospo occidentale(Bufus spinosus) nativi del Nord America occidentale, dove si possono trovare dalla Bassa California a sud fino all’Alaska a nord. I rospi dipendono da ambienti umidi come laghi, paludi, stagni e torbiere, e necessitano di acque libere per riprodursi. Ciò avviene in genere tra febbraio e agosto, periodo in cui le femmine depongono lunghe catene di migliaia di uova e le avvolgono attorno a qualsiasi vegetazione nei margini poco profondi. Dopo la schiusa, ogni giorno i girini risalgono dalle profondità più sicure del lago, schivando i predatori e cercando di raggiungere le acque basse dove possono nutrirsi. I girini iniziano a diventare rospi tra le 4 e le 12 settimane dopo la schiusa. Si stima che circa il 99% non sopravviverà fino all’età adulta. Quelli che riescono a raggiungere l’età adulta devono affrontare le minacce derivanti dalle strade, dai pesticidi, dagli erbicidi e dal fungo chitride (Batrachochytrium dendrobatidis) che divora la pelle degli anfibi, un organo che gli animali usano per respirare e regolare liquidi corporei e temperatura.
“Le rane e i rospi hanno sviluppato molti comportamenti larvali davvero interessanti– ha spiegato il Dott.Jeff Streicher, Curatore senior e responsabile delle Sezione Anfibi e Rettili delNatural History Museumdi Londra– È una situazione interessante, perché molti anfibi hanno questo ciclo di vita bifasico in cui hanno larve acquatiche che vivono libere e poi si trasformano in adulti terrestri. E ci sono molte varianti in questo senso. Alcune producono larve acquatiche che poi si trasformano in rane acquatiche. Altre depongono le uova sulla terraferma, dove poi si sviluppano direttamente nella loro forma adulta. Poi ci sono alcune specie specializzate i cui adulti nutrono le loro uova e larve sulla propria schiena. Ma è quando una specie di anfibio produce migliaia di larve all’interno di un singolo stagno che si manifesta questo affascinante comportamento in banchi. Nelle specie di rospi e rane che hanno larve acquatiche si sono evoluti un paio di interessanti comportamenti di branco in cui, proprio come i pesci, i girini si uniscono”.

LoYoung Wildlife Photographer of the Year 2024(15-17 anni) è andato adAlexis Tinker-Tsavalas(Germania) con “Life Under Dead Wood”(C’èvita sotto il legno morto). L’interesse per la fotografica naturalistica è davvero decollato durante il blocco del Covid-19, quando trascorreva quasi ogni giorno osservando e documentando la fauna selvatica nel suo quartiere. Attivo da tempo sulla piattaforma scientifica della comunitàiNaturalist, nel 2021 ha finito per coordinare laBerlin City Nature Challengee da allora ha continuato a organizzare l’evento ogni anno.
La fotografia mostra ilcorpo fruttifero di muffa melmosae un piccolocollembolo, un tempo ritenuto insetto ora iscritto a 7500 specie di Esapodi, di dimensioni contenute (raramente superano i 2 mm), caratterizzati da un tegumento poco sclerificato che li costringe a vivere in luoghi ad elevata umidità tra muffe e lettiera di foglie. Si nutrono di microrganismi come batteri e funghi, migliorando il terreno e aiutando la materia organica a decomporsi. Caratteristica dei Collemboli è l’attitudine a compiere salti improvvisi in una frazione di secondo. Alexis ha dovuto lavorare velocemente per scattare questa fotografia, utilizzando una tecnica chiamatafocus stacking, combinando 36 immagini, ciascuna con un’area a fuoco diversa.
“La macro-fotografia è una sfida quando si cerca di catturare una specie, figuriamoci due– ha affermatoKathy Moran, Photo Editor e Presidente della giuria per il Wildlife Photographer of the Year –Vederle entrambe fotografate con così tanti dettagli è eccezionale. Nel momento in cui il fotografo ha scattato la foto, sembra che la muffa melmosa e il collembolo stiano dialogando“.
Per celebrare il 60° anniversario del concorso è stato introdotto il premio Impact Award che riconosce il successo nella conservazione; una storia di speranza e di cambiamento positivo. L’Adult Impact Award è stato assegnato al fotografo australiano Jannico Kelk per “Hope for the Ninu” (Speranza per i Ninu), l’immagine di unbilby maggiore(Macrotis lagotis) in una riserva recintata, in modo che il piccolo marsupiale possa prosperare dopo essere stato portato quasi all’estinzione da predatori come volpi e gatti. Liwia Pawłowska (Polonia) si è aggiudicata loYoung Impact Award per “Recording by Hand” (Registrazione a mano): un esemplare disterpazzola(Sylvia communis) rilassata durante l’inanellamento degli uccelli, tecnica che aiuta gli sforzi di conservazione registrando la lunghezza, il sesso, le condizioni e l’età di un uccello per aiutare gli scienziati a monitorare le popolazioni e tracciare i modelli migratori.

Tra i premiati per le varie categorie ci sono 2 italiani: Fortunato Gatto, vincitore della categoria Piante e funghi con lo scatto “Old Man of the Glen”(Il vecchio della valle) e con menzione d’onore nella stessa categoria per “High tide indicator” (Indicatore di alta marea) e “A carpet of woods” (Un tappeto di boschi); Filippo Carugatiha ricevuto la Menzione d’onore nella categoria Subacquee con lo scatto “Green, thin and rare to see” (Verde, magro e raro da vedere).
Il Forte di Bard (Valle d’Aosta), come da consuetudine, ospitadal 21 marzo al 6 luglio 2025tutte le immagini (100) vincitrici delle varie sezioni.
In copertina: “The Swarm of Life” di Shane Groos / Wildlife Photographer of the Year 2024. Credito: Natural History Museum di Londra
