In occasione della riunione a Bruxelles dellaZero Pollution Stakeholder Platform, l’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) e il Centro Comune di Ricerca (JRC) hanno pubblicato il Rapporto di monitoraggio sui progressi degli Stati membri dell’UE nel conseguimento degli obiettivi di inquinamento zero, per supportare l’ambizione dell’UE che entro il 2050 l’inquinamento non rappresenti più un rischio per la salute umana e l’ambiente.
È necessaria un’azione molto più incisiva affinché l’UE raggiungai suoi obiettivi di riduzione dell’inquinamento per il 2030.
Lo sottolinea il secondoRapportoZero Pollution Monitoring and Outlookpubblicato congiuntamente il 3 marzo 2025, in occasione della riunione a Bruxelles dellaZero Pollution Stakeholder Platform, dall’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) e dal Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione UE, che funge da regolare monitoraggio biennale suiprogressi degli Stati membrinel raggiungimento degliobiettivi diinquinamento zero dell’UE al 2030del relativoPiano di azione, e che informa anchesulle future politiche progettate per supportare l’ambizione entro il 2050 in cui l’inquinamento non rappresenti più un rischio per la salute umana e l’ambiente.
“La riduzione dell’inquinamento è una parte fondamentale delle nostre ambizioni di sostenibilità a lungo termine, che mirano in ultima analisi a ridurre l’inquinamento nella misura in cui non rappresenti più un rischio per la salute umana e l’ambiente – ha dichiarato la Direttrice esecutiva dell’EEA,Leena Ylä-Mononen–Tuttavia, la nostra revisione dell’inquinamento zero mostra che sono urgentemente necessarie ulteriori azioni in aree chiave per ridurre le perdite di nutrienti e gli impatti sull’ambiente, ridurre gli impatti sulla salute del rumore e ridurre l’inquinamento da plastica. Le azioni per frenare i consumi e ridurre gli sprechi, che sono i motori finali delle pressioni ambientali, e per promuovere un’economia circolare sono cruciali se vogliamo progredire verso i nostri obiettivi. L’UE deve passare a modelli di consumo che offrano più valore per i cittadini, riducendo al contempo i consumi nelle aree che causano il danno ambientale maggiore: in altre parole, dobbiamo consumare meglio, in modo diverso e di meno”.
Rimangono contrastanti i progressi verso i 6 obiettivi del Piano di azione inquinamento zero:
– migliorare la qualità dell’aria in modo da ridurre del 55 % il numero di morti premature causate dall’inquinamento atmosferico;
—migliorare la qualità dell’acqua, riducendo i rifiuti, i rifiuti di plastica in mare (del 50 %) e le microplastiche rilasciate nell’ambiente (del 30 %);
– migliorare la qualità del suolo, riducendo del 50 % le perdite di nutrienti e l’uso di pesticidi chimici;
–ridurre del 25 % gli ecosistemi dell’UE in cui l’inquinamento atmosferico minaccia la biodiversità;
– ridurre del 30 % la percentuale di persone che soffrono di disturbi cronici dovuti al rumore dei trasporti;
– ridurre in modo significativo la produzione di rifiuti e del 50 % i rifiuti urbani residui.
Secondo il Rapporto la qualità dell’aria è migliorata in tutta Europa, supportata da sviluppi normativi e riduzioni delle emissioni, con conseguente significativa diminuzione delle morti premature. Tuttavia, il numero di decessi causati dall’aria inquinata rimane troppo alto. Inoltre, l’inquinamento in corso, in particolare da ammoniaca e ossidi di azoto, continua a minacciare gli ecosistemi dell’UE, come evidenziato dal4° Rapporto Clean Air Outlookcontestualmente presentato dalla Commissione UE che evidenzia che, mentre le emissioni di inquinanti atmosferici nell’UE continuano a diminuire, laqualità dell’aria rappresenta un grave rischio per la salute e la qualità degli ecosistemi nell’UE. Entrambi i rapporti mostrano che sono necessarie ulteriori azioni per ridurre ulteriormente l’inquinamento atmosferico.
Il Rapporto Zero Pollution Monitoring and Outlook rileva inoltre che i livelli di inquinamento da rumore nocivo, microplastiche, nutrienti e rifiuti rimangono troppo elevati.
Per quanto riguarda l’inquinamento acustico, sono necessari maggiori sforzi, in particolare nelle aree urbane, per ridurre il numero di persone cronicamente disturbate dal rumore dei trasporti.
Per lemicroplastiche, sono necessarie ulteriori misure per affrontare questa fonte di inquinamento. Inoltre,le perdite di nutrienti sono rimaste sostanzialmente invariate, in particolare a causa delle persistenti sfide del deflusso agricolo e dell’uso di fertilizzanti. Per quanto attiene airifiuti, sono necessari maggiori sforzi, poiché la produzione di rifiuti continua ad aumentare nell’UE.
Il rapporto mostra chiaramente che sono necessarie ulteriori azioni per raggiungere l’ambizione di inquinamento zero dell’UE. La piena attuazione e applicazione della legislazione ambientale dell’UE è quindi fondamentale per raggiungere gli obiettivi di inquinamento zero del 2030, come stabilito nel Piano di azione. Sul fronte legislativo, l’UE ha già adottato misure con lerevisioni delle Direttivesuemissioni industriali,qualità aria-ambiente,trattamento acque reflue urbane,rifiuti,acque, deiRegolamentisumercurioeripristino della natura, che contribuiranno a ridurre ulteriormente le pressioni dell’inquinamento sugli ecosistemi e ad aumentare la resilienza complessiva degli ecosistemi.

Nell’ambito di questo pacchetto, l’EEA ha inoltre sviluppato unpannello di controllo, composto da45 indicatori quantitativi che forniscono valutazioni sulle conoscenze disponibili e sulle tendenze passate dell’inquinamento relative a3 diverse componenti: Produzione e Consumo,SaluteedEcosistemi. Gli indicatori sono integrati da 24 segnali che forniscono approfondimenti aggiuntivi (dati qualitativi e/o quantitativi) e possono indicare una tendenza per un fenomeno specifico che si ritiene valga la pena esplorare, nonostante la copertura incompleta.
Daldashboard regionaleche confronta le diverse aree territoriali tra loro e con la media dell’UE, emerge che15 regioni in Austria, Finlandia, Francia, Germania e Svezia, attualmente vantano livelli di inquinamento più bassi.
“I cittadini europei vogliono aria, acqua e suolo puliti e sostanze chimiche sicure in modo che la loro salute e il loro ambiente siano protetti– ha dichiarato in occasione della presentazione del Rapporto la nuova Commissaria UE per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva, Jessika Roswall –Ma anche le aziende e gli agricoltori hanno bisogno di un ambiente pulito per prosperare. Oggi facciamo il punto sul nostro percorso verso gli obiettivi di inquinamento zero per il 2030. Stiamo andando nella giusta direzione, ma le sfide rimangono. Quindi dobbiamo concentrarci su una migliore attuazione sul campo negli Stati membri. Solo un’attuazione tempestiva e ambiziosa delle nostre politiche ci consentirà di creare un ambiente di vita migliore per tutti. Non vedo l’ora di lavorare con gli Stati membri e altre parti interessate per assicurarci di ottenere i risultati di cui abbiamo bisogno“.
