28 Luglio 2021
Circular economy Risorse e rifiuti Sostenibilità

Vetro: presentato il progetto europeo “Close the Glass Loop”

La Federazione europea contenitori in vetro (FEVE) ha presentato il Progetto europeo che si pone l’obiettivo di chiudere il ciclo del vetro da imballaggi attraverso una raccolta di almeno il 90% entro il 2030 in tutti i Paesi dell’UE (rispetto all’attuale media del 76%) e di migliorare la qualità del vetro riciclato per essere utilizzato in un nuovo ciclo di produzione. Il CoReVe che proprio nei giorni scorsi ha presentato il Rapporto dell’attività 2019, un anno da record per il Consorzio, ha aderito all’iniziativa.

Promosso dalla Federazione europea contenitori in vetro (FEVE), è stata presentato oggi (30 giugno 2020) il ProgettoClose the Glass Loop” che si pone come principale obiettivo di chiudere il ciclo del riciclo di questo materiale (“da bottiglia a bottiglia”) attraverso una raccolta di almeno il 90% entro il 2030 in tutti i Paesi dell’UE (rispetto all’attuale media del 76%) e il miglioramento della qualità del vetro riciclato per essere utilizzato in un nuovo ciclo di produzione.

Il vetro è un ottimo esempio di materiale circolare – ha affermato in un videomessaggio Virginijus Sinkevičius, Commissario UE per l’Ambiente, la Pesca e gli Oceani – Si stanno già raggiungendo risultati eccezionali nella raccolta e nel riciclo. Ma oggi occorre dimostrare di voler fare di più, di essere determinati ad alzare il livello di qualità in tutta l’Ue e cercare spazi di miglioramento lungo tutta la filiera. Sono fiducioso che la piattaforma Close the Glass Loop rappresenterà un trampolino di lancio verso i livelli più alti della gerarchia dei rifiuti”.

Il recente Piano d’azione per l’Economia circolare, adottato dalla Commissione UE lo scorso marzo, e la revisione delle Direttive sui rifiuti e sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio hanno postoin evidenza le questioni fondamentali relative al fine vita dei prodotti e materiali. In particolare, quella sugli imballaggi si focalizza sugli obiettivi di prevenzione, riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti da imballaggio.

Abbiamo il vantaggio di lavorare con un materiale al 100% e infinitamente circolare per natura, che è già una storia di successo in termini di sostenibilità – ha osservato Michel Giannuzzi, Presidente della FEVE – Più ricicliamo il vetro, meno rifiuti creiamo e meno utilizziamo risorse vergini, producendo allo stesso tempo imballaggi premium in termini di conservazione della qualità, salute e sicurezza. Oggi, il 76% degli imballaggi in vetro nel mercato dell’UE è raccolto per il riciclo, ma c’è ancora molto da fare. Dobbiamo cogliere appieno i vantaggi offerti dal vetro e riciclare di più e meglio. A tal fine, abbiamo bisogno dell’impegno attivo dell’intera filiera“.

L’iniziativa, che riunisce 12 Federazioni europee che rappresentano produttori di vetro, trasformatori, brand, organizzazioni per il recupero degli imballaggi e Comuni, vede l’adesione da parte dell’Italia di Assovetro e CoReVe, e il coinvolgimento di tutti i partner nazionali in ogni Stato membro dell’UE.

In Italia, nel 2019, il tasso di riciclo è stato del 77,3%, conseguente ad un tasso di raccolta differenziata dell’87%.
L’Italia da sempre è stata molto attiva nella raccolta e nel riciclo del vetro e i risultati già ottenuti rendono più semplice raggiungere l’obiettivo numerico posto dalla piattaforma europea – ha sottolineato  Gianni Scotti, Presidente del CoReVe (Consorzio Recupero Vetro) – Ma, al di là dei numeri, ‘Close the Glass Loop’ servirà a evidenziare e diffondere le buone pratiche, a migliorare la qualità delle raccolte differenziate, a uniformare e razionalizzare i sistemi in un’ottica europea“.

Proprio nelle scorse settimane, il CoReVe ha presentato il suo annuale Rapporto da cui emerge che il 2019 è stato un anno record per il Consorzio, per quanto riguarda la raccolta differenziata e il riciclo del vetro in Italia. 

Prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria mondiale, per la pandemia da Covid-19, gli italiani hanno incrementato significativamente sia il consumo di imballaggi in vetro, che la successiva raccolta ed il loro riciclo a fine vita. In pratica, hanno migliorato le loro performance in materia di sostenibilità e salvaguardia delle risorse, sia dal punto di vista economico che ambientale.

Il primo segnale positivo è rappresentato dalla quantità di rifiuti d’imballaggio in vetro recuperati dopo il consumo, grazie alla raccolta differenziata urbana: nel 2019 gli italiani hanno separato 2.336.000 tonnellate di rifiuti d’imballaggio in vetro, il 6,7% in più rispetto all’anno precedente, migliorando quindi le loro performance in materia di sostenibilità e salvaguardia delle risorse, sia dal punto di vista economico che ambientale.

Dopo anni in cui i tassi di crescita maggiormente significativi si sono registrati nel Sud del Paese, impegnato in un’operazione di allineamento con il resto d’Italia, questa volta a guidare la “classifica” è il Centro con un incremento dell’11,3% sul 2018: 432mila tonnellate di rottame di vetro raccolto, 44.169 in più rispetto all’anno precedente. Rimane molto positiva anche la crescita del Mezzogiorno, con 630mila tonnellate di materiale raccolto e un incremento dell’11% pari a 62.302 tonnellate in più del 2018.

In termini assoluti il Nord-Italia, aumentando la propria raccolta di 40.528 tonnellate, pari a un +3,3%, continua a guidare il Paese raggiungendo quota 1 milione e 271mila tonnellate di materiale proveniente dalla raccolta differenziata.

Se sul fronte della quantità raccolta tutti gli indicatori sono positivi, sul versante della qualità emergono molte ombre. Con il costante aumento delle tonnellate recuperate, in concomitanza con la diffusione di sistemi porta a porta, negli ultimi anni la qualità è infatti costantemente peggiorata.

I dati relativi ai comportamenti individuali degli italiani ricalcano ovviamente l’andamento delle quantità raccolte. L’incremento maggiore in termini di raccolta pro capite si registra nelle regioni del Centro, dove nel 2019 ogni abitante ha differenziato in media 36,2 kg di imballaggi di vetro post-consumo, 3,8 kg in più rispetto all’anno prima. Seguono a ruota i cittadini del Mezzogiorno che passano da una raccolta annua pro capite di 27,4 kg nel 2018 a 30,6 kg nell’anno successivo. Mentre al Nord, dove la raccolta differenziata è consolidata, sono stati raccolti in media 45,8 kg, 1,4 kg in più rispetto al 2018. Complessivamente, i cittadini italiani sono passati da una raccolta pro capite di 36,2 kg nel 2018 ai 38,7 kg del 2019.

Nel 2019 il tasso di riciclo degli imballaggi di vetro ha superato il 77%, con un balzo in avanti significativo rispetto al 73,4% dell’anno precedente, superando l’obiettivo previsto al 2030 della nuova Direttiva sugli imballaggi e rifiuti da imballaggi (75% al 2030).

L’eccellente risultato è stato determinato dall’impennata della quantità raccolta ma soprattutto dall’aumento dell’efficienza degli impianti di trattamento che, grazie ad investimenti nell’innovazione tecnologica, hanno contenuto la produzione di scarti, ovvero il vetro perso tra la raccolta e il riciclo, all’11,4% rispetto al 13,2 dell’anno precedente.

Le quantità riciclate (2.069.407 di tonnellate), registrano infatti un 9,8% in più rispetto al 2018, un tasso di crescita più alto sia delle quantità raccolte che degli imballaggi in vetro immessi al consumo, 2.677.830 di tonnellate (+4,2%).

Gli italiani sono tra i cittadini più virtuosi d’Europa per quanto riguarda la raccolta differenziata del vetro e i dati contenuti nel nostro rapporto annuale lo confermano – aveva dichiarato Scotti – Il riciclo del vetro, da sempre modello esemplare di economia circolare, evolve costantemente anche dal punto di vista delle tecnologie impiegate e questo ci permette di incrementare le nostre performance. Basti pensare che in Italia, e solo in Italia, siamo in grado di utilizzare persino la “sabbia di vetro”, derivante dal recupero secondario degli scarti di processo, prodotti negli impianti di trattamento, come la “frazione fine” e gli scarti vetrosi derivanti dalla selezione degli inquinanti presenti nella raccolta, come la ceramica. Nel 2019 abbiamo recuperato 339mila tonnellate di questo materiale, che negli altri Paesi è normalmente smaltito in discarica, riuscendo così a compensare parzialmente gli errori che ancora troppo spesso i cittadini commettono nel momento in cui conferiscono il materiale nei contenitori dedicati al vetro. Su questo punto, però, i margini di miglioramento sono ampi: per questo, oltre a promuovere sistemi di raccolta differenziata efficienti, efficaci ed economici, che per il vetro rimane quello delle campane stradali, dobbiamo sensibilizzare i cittadini a rispettare le regole che ripetiamo da tempo, stando attenti a non gettare insieme al vetro da imballaggio materiali estranei come il cristallo, il pyrex, la ceramica o la porcellana. Questa è la strada da seguire per ottimizzare i benefici ambientali e quelli economici derivanti dalla raccolta e dal riciclo del vetro”.

La corretta gestione dei rifiuti da imballaggi in vetro del CoReVe hanno apportato notevoli benefici ambientali ed economici:
– attraverso il riciclo del vetro è stato possibile ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera di 2,2 milioni di tonnellate;
– l’impiego di materiale riciclato al posto delle materie prime all’interno dell’industria vetraria ha consentito di risparmiare energia equivalente a 2,5 milioni di barili di petrolio;
– grazie all’incremento delle quantità riciclate in vetreria, è stato possibile risparmiare 3,6 milioni di tonnellate di materie prime vergini (sabbia, soda e calcare) per la produzione di nuovi imballaggi di vetro;
– la raccolta differenziata del vetro ha evitato agli Italiani costi per lo smaltimento in discarica per circa 290 milioni di euro;
– CoReVe nel 2019 ha versato ai 7.227 Comuni convenzionati circa 84 milioni di euro di corrispettivi economici per la raccolta differenziata del vetro.

Il nostro modello di economica circolare prima del Covid correva ad un passo straordinario – aveva  concluso Scotti – È difficile fare previsioni per il 2020 ma la tendenza è quella a chiudere l’anno con un calo contenuto nonostante il lockdown”.

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