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SDR 2020: gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile al tempo di Covid-19

Il Sustainable Development Solutions Network, diretto dall’economista Jeffrey Sachs, e la Fondazione Bertelsmann hanno diffuso il Rapporto sullo Sviluppo Sostenibile (SDR) che quest’anno, oltre ai progressi dei Paesi verso gli obiettivi dell’Agenda ONU al 2030, introduce un Indice relativo all’efficacia della risposta al Covid-19 di tutti i Paesi dell’OCSE.

In vista del Forum Politico ad Alto Livello (HLPF) sullo Sviluppo Sostenibile di New York (7-16 Luglio 2020) che farà il punto sugli OSS alla luce dell’impatto della pandemia di COVID-19, è stato presentato il 30 giugno 2020 il Rapporto Sustainable Development 2020 (SDR), predisposto da un gruppo di esperti indipendenti della Sustainable Development Solutions Network (SDSN) e della Fondazione Bertelsmann, ,, e pubblicato dalla Cambridge University Press.

Il SDR identifica i probabili impatti a breve termine del Covid-19 sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e descrive come gli stessi possano favorire il processo di risanamento e ripresa a livello globale. Monitora, inoltre, i progressi registrati in ciascun Paese nel raggiungimento di ogni Obiettivo. A partire dal suo lancio nel 2016, il Sustainable Development Report fornisce annualmente dati aggiornati per testimoniare e classificare il livello di realizzazione degli OSS da parte degli Stati Membri delle Nazioni Unite.

Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sono più necessari che mai – ha affermato il Direttore di SDSN Jeffrey Sachs, Economista e Direttore dell’Earth Institute alla Columbia University, nonché editorialista e autore di studi su sviluppo economico e lotta alla povertà – I loro principi fondamentali di inclusione sociale, accesso universale ai servizi pubblici e cooperazione globale sono i pilastri per combattere il Covid-19 e per la ripresa guidata dagli investimenti che il mondo dovrebbe adottare per superare la crisi economica causata dalla pandemia. Il rapporto di quest’anno si concentra sulla lotta a breve termine per fermare il Covid-19 – sottolineando l’importanza delle strategie di salute pubblica – e sulle trasformazioni a lungo termine per guidare la ripresa. Come mostra il rapporto, prima della pandemia ci sono stati chiari progressi sugli OSS. Con solide politiche e una forte cooperazione globale, possiamo ripristinare tali progressi anche nel prossimo decennio”.

SDR 2020 presenta un nuovo approccio ed un Indice pilota per l’efficacia della pronta risposta al Covid-19 di tutti i Paesi dell’OCSE, esclusi Cile, Colombia e Messico, dove il Covid-19 è comparso più tardi, e l’Islanda, a causa della mancanza di dati sulla mobilità fisica utilizzati per costruire questo indice che integra considerazioni sanitarie ed economiche.

Dall’analisi è emerso come i vari Paesi hanno risposto alla crisi socio-sanitaria che, peraltro, ha evidenziato profonde debolezze nei sistemi di salute pubblica, anche in molti dei Paesi più ricchi che erano ritenuti in grado di essere ben preparati ad un simile evento.

Al contempo, alcuni Paesi, in particolare quelli della regione Asia-Pacifico – sottolinea la SDSN –  hanno (finora) avuto successo nel contenere il Covid-e nel ridurre al minimo i danni per le loro economie”.

Complessivamente, la Corea del Sud è stato il Paese che si pone al vertice di questo nuovo Indice, seguito dai Paesi baltici e da altri Paesi dell’Asia-Pacifico. Viceversa, i Paesi dell’Europa occidentale e gli Stati Uniti hanno avuto meno successo nel mitigare gli impatti sulla salute e sull’economia. I blocchi rigorosi e prolungati, sebbene costosi, sarebbero stati probabilmente la risposta politica giusta per i Paesi che non dispongono di dispositivi di protezione individuali (DPI) e con capacità di test e cure ospedaliere intensive. I lock-down hanno contribuito, peraltro, a salvare molte migliaia di vite.

L’Italia si posiziona al 29° posto per effetto dell’impatto sanitario causato dal nuovo coronavirus (tasso di mortalità, tasso di riproduzione del virus), oltre che l’impatto economico altrettanto elevato e dovuto all’adozione di un confinamento estremamente severo e lungo.

Per quanto attiene agli OSS, il Rapporto rileva che tra il 2015 e il 2019 la comunità globale ha compiuto significativi progressi sugli OSS, che variano tra i vari OSS e tra gli Stati o regioni. Come negli anni precedenti, nessun Paese è sulla buona strada per raggiungere gli Obiettivi, tant’è che SveziaDanimarca e Finlandia, che continuano a guidare la classifica debbono affrontare sfide significative in almeno uno degli obiettivi.

L’Italia è 30esima nella classifica (SDG Index 2020), con lo stesso punteggio (77) del 2019, anche se “i ritardi nella pubblicazione dei dati internazionali non permettono d’integrare l’impatto del Covid-19 negli obiettivi con rispetto alla salute, la riduzione della povertà, lo sviluppo economico e sociale, e la protezione dell’ambiente”.

L’attuale valutazione e le tendenze del percorso dell’Italia verso il conseguimento degli OSS.

La regione che ha fatto i migliori progressi è l’Asia orientale e meridionale, mentre a livello di singoli Paesi, Costa d’Avorio, Burkina Faso e Cambogia sono stati quelli con i progressi maggiori. Al contrario, Venezuela, Zimbabwe e Repubblica Democratica del Congo sono i Paesi che hanno arretrato di più per effetti di conflitti e altri disordini sociali ed economici.

I Paesi ad alto reddito generano impatti transfrontalieri significativi incorporati nel commercio e nei consumi che minano le capacità di altri Paesi di raggiungere gli OSS.

Per la prima volta, nel Rapporto vengono presentate anche le tendenze nel tempo. In particolare, la deforestazione e la perdita di biodiversità sono indicate come le maggiori minacce alle catene di approvvigionamento sostenibile e in grado di aumentare la probabilità di future epidemie.

Proprio i deludenti progressi sugli OSS ambientali dei Paesi UE sono stati evidenziati dal recente Rapporto di Eurostat, che ha rimarcato la necessità di una loro integrazione in tutte le politiche di Governo.

Nonostante la retorica politica, conclude SDSN, pochi Paesi hanno integrato in modo significativo gli OSS nelle pratiche e nelle procedure di gestione pubblica, compresi i bilanci nazionali. In particolare, considerando l’importanza economica e le dimensioni del commercio globale, i Paesi del G20 dovrebbero intensificare gli sforzi politici e le azioni per il conseguimento degli OSS.

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