Biodiversità e conservazione Fauna Flora

Stato della natura in UE: persistono pressioni su specie e habitat

Basandosi sul Rapporto tecnico dell’AEA, la Commissione UE ha pubblicato la Valutazione sullo stato della natura in UE, da cui emerge che molte specie e habitat, pur protetti, non riescno a resistere alle forti pressioni e si trovino in uno stato considerato scadente o cattivo, e alcuni mostrano una continua tendenza al deterioramento.

La Commissione UE ha pubblicato il 19 ottobre 2020 la Valutazione sullo Stato della natura nell’Unione europea, che offre una panoramica completa della situazione in cui versano le specie e gli habitat europei più vulnerabili tutelati dalla legislazione dell’UE in materia di protezione della natura.

Ogni sei anni gli Stati membri riferiscono sullo stato di conservazione delle specie e dei tipi di habitat protetti dalle Direttive dell’UE e sulle tendenze osservate. L’attuale ciclo di presentazione di relazioni è l’esercizio di raccolta di dati più ampio e completo sullo stato della natura europea mai intrapreso prima.

La relazione fornisce un’analisi dei dati sullo stato e sulle tendenze relativi a tutte le specie di uccelli selvatici presenti nell’UE (460 specie), a 233 tipi di habitat e a quasi 1.400 altre specie di piante e animali selvatici di interesse europeo.

Tali conoscenze guideranno l’azione dell’UE in materia di biodiversità nei prossimi anni, andando a costituire una base di riferimento fondamentale per monitorare i progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi della nuova Strategia dell’UE sulla biodiversità fino al 2030, adottata lo scorso maggio In questo contesto, sarà fondamentale dare piena attuazione agli obiettivi e ai traguardi proposti nella Strategia citata e nella StrategiaDal produttore al consumatore”. 

Le specie e gli habitat protetti sono in costante declino, principalmente a causa dell’agricoltura intensiva, dell’urbanizzazione, delle attività forestali non sostenibili e dei cambiamenti negli habitat di acqua dolce. L’inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo è un altro fattore che incide sugli habitat, insieme ai cambiamenti climatici, allo sfruttamento eccessivo degli animali attraverso la pesca illegale, e alla caccia e alla pesca insostenibili. Senza un intervento, questo declino comporterà inevitabilmente la continua erosione della nostra biodiversità e dei suoi servizi essenziali, mettendo a rischio la prosperità e la salute umana.

La Valutazione sottolinea chiaramente che se desideriamo offrirci una reale possibilità di riportare la biodiversità europea sulla via della ripresa entro il 2030 (come previsto nella nuova Strategia) l’azione è un imperativo.

Questa valutazione rappresenta la verifica dello stato della natura più completa mai condotta nell’UE e mostra ancora una volta molto chiaramente che stiamo perdendo il nostro fondamentale sistema di sostegno alla vita: nell’UE gli habitat protetti che versano in cattive condizioni sono infatti ben l’81 % – ha dichiarato  Virginijus Sinkevičius, Commissario UE per l’Ambiente, gli Oceani e la Pesca – Dobbiamo rispettare gli impegni assunti nella nuova strategia dell’UE sulla biodiversità per invertire questa tendenza a vantaggio della natura, delle persone, del clima e dell’economia, e dobbiamo farlo subito“.

La Valutazione della Commissione UE è basata sul dettagliato Rapporto tecnico Stato della natura nell’UE. Risultati delle comunicazioni ai sensi delle Direttive sulla natura 2013-2018”, pubblicato contestualmente dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), che mostra come, sebbene vi siano specie e habitat protetti che riescono a resistere pur essendo soggetti a forti pressioni, la maggior parte si trovi a livello di UE in uno stato considerato scadente o cattivo e alcuni mostrano una continua tendenza al deterioramento.

Tra le specie, prosegue il declino degli uccelli strettamente associati all’agricoltura, mentre i pesci d’acqua dolce presentano la percentuale più elevata di cattivo stato di conservazione (38 %), principalmente a causa dei cambiamenti nei corpi idrici e nei corsi d’acqua e degli impianti idroelettrici. Per quanto concerne gli habitat, solo il 15 % si trova in buone condizioni. Il ripristino delle torbiere e di altre zone umide può apportare benefici per la natura, oltre a contribuire in modo significativo a far fronte ai cambiamenti climatici, creando opportunità di lavoro nelle zone rurali e periferiche.

Il Rapporto mostra, inoltre, che grazie a interventi mirati di conservazione si ottengono risultati: le popolazioni di lince pardina, renna selvatica e lontra, ciascuna delle quali è stata oggetto di importanti progetti di conservazione, sono ora in ripresa. Le iniziative nell’ambito del Programma LIFE, i regimi agroambientali specifici nel quadro della politica agricola comune (PAC) e la Rete Natura 2000 con i suoi 27 000 siti, continuano a produrre un impatto positivo, ma occorre ampliarne notevolmente la portata. 

“Il Rapporto dell’AEA dimostra che per salvaguardare la salute e la resilienza della natura europea e il benessere dei cittadini occorrono cambiamenti radicali nel modo in cui produciamo e consumiamo alimenti, gestiamo e utilizziamo le foreste e costruiamo le città – ha osservato il Direttore esecutivo dell’Agenzia, Hans BruyninckxTali sforzi devono essere accompagnati da una migliore attuazione e applicazione delle politiche di conservazione, da un’attenzione particolare al ripristino della natura e da un’azione per il clima sempre più ambiziosa, in particolare nel settore dei trasporti e dell’energia”.

E.B.

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