Sostenibilità

Sostenibilità: leva di competitività, crescita e innovazione

Il Rapporto 2025 “Il Valore della Sostenibilità – Finanza, Economia, Infrastrutture”, pubblicato dall’Associazione Infrastrutture Sostenibili (AIS) evidenzia come la sostenibilità, anziché un onere per il sistema produttivo, costituisca valore in termini di ritorno sugli investimenti e che le aziende con alti standard ESG (Environmental, Social, Governance) registrino migliori performance economiche, maggiore capacità innovativa e un più facile accesso ai mercati internazionali.

La sostenibilità non è un vincolo o un costo per l’economia, bensì un investimento imprescindibile e ad alta redditività, capace di generare valore duraturo per le imprese, per i territori e per il Paese.

Lo evidenzia IlRapporto 2025“Il Valore della Sostenibilità – Finanza, Economia, Infrastrutture”, presentato il 19 giugno 2025 nel corso di un Convegno dedicato a Milano, curato dal giornalista economicoMarco Panaraper conto dell’Associazione Infrastrutture Sostenibili (AIS) l’associazione tecnico-scientifica, a cui aderiscono oltre80 aziendetra stazioni appaltanti, società di ingegneria, imprese di costruzioni, produttori di materiali e tecnologie, società di servizi, impegnate nella realizzazione delle più importanti infrastrutture in Italia, caratterizzata come un think tank di eccellenza, che si pone come un interlocutore autorevole e prezioso per le istituzioni pubbliche e private, così come per l’ampia platea degli stakeholder del mercato. Aderiscono ad AIS oltre 80 aziende tra stazioni appaltanti, società di ingegneria, imprese di costruzioni, produttori di materiali e tecnologie, società di servizi, impegnate nella realizzazione delle più importanti infrastrutture in Italia, e che esprimono complessivamente oltre il 2% del PIL nazionale.

Il Rapporto, basato su fonti internazionali autorevoli e analisi economico-finanziarie,sfata l’idea che la sostenibilità costituisca un onere per il sistema produttivo. Al contrario, ne dimostra il valore in termini di ritorno sugli investimenti e di creazione di valore duraturo. Leaziende con alti standardESG(Environmental, Social, Governance) registranomigliori performance economiche,maggiore capacità innovativae unpiù facile accesso ai mercati internazionali. Uno studio comparativo su 180 imprese ha rilevato che quelle ad alta sostenibilità hanno registrato unacrescita del valore azionario superiore del 46%rispetto a quelle con basso impegno ESG. Anche i fondi green si confermano più attrattivi: nel primo semestre 2024,gli asset gestiti in fondi sostenibili hanno raggiunto i 3.500 miliardi di dollari, con rendimenti medi dell’1,7% contro l’1,1% dei fondi tradizionali.

Di contro, il costo dell’inazione è enorme: si stima che lamancata mitigazione dei cambiamenti climaticipossa generare danni globali per oltre 5.000 miliardi di dollari l’anno, tra perdite economiche, infrastrutturali e produttive. Solo lo stress da calore porterà alla perdita di oltre il 2% delle ore lavorative mondiali entro il 2030, per undanno stimato di 2.400 miliardi di dollari all’anno. Inoltre, ogni euro non investito oggi nella transizione richiederà investimenti aggiuntivi doppi o tripli nei prossimi decenni.

Il Rapporto evidenzia con forza anche il ruolo strategico delle infrastrutture sostenibili. Quando progettate, realizzate e gestite secondo criteri ESG, essediventano fattori moltiplicatori dell’economia, strumenti per accrescere la resilienza dei territori, ridurre i costi sociali e ambientali e attrarre investimenti. Si conferma così “la necessità di favorire una nuova cultura della progettazione infrastrutturale, che metta al centro la sostenibilità come valore aggiunto e non come limite”.

Il quadro geopolitico internazionale, pur con alcune criticità, lascia intravedere dinamiche incoraggianti. L’UE continua a guidare il processo di transizione con il Green Deal e nuovi strumenti di politica industriale; la Cina investe massicciamente in energie rinnovabili e tecnologie green; l’Indiasi è impegnata a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2070. Preoccupano invece gli sviluppi negliStati Uniti, dove l’amministrazione Trump ha dichiarato la sua contrarietà all’Agenda 2030 e ai principi ESG, ridimensionando o revocando alcuni dei principali programmi ambientali federali.

Per quanto riguarda l’Italia, il Paese risultavulnerabile agli effetti del cambiamento climatico, come dimostrato dagli oltre 9 miliardi di danni causati dalla sola alluvione in Emilia-Romagna del 2023. La transizione ecologica rappresenta un’opportunità cruciale per rilanciare l’economia nazionale, soprattutto in settori strategici come l’energia, le costruzioni, la mobilità e l’innovazione tecnologica. Tuttavia, permangono alcune criticità, tra cui la necessità di un quadro normativo più organico e una maggiore efficacia nell’utilizzo delle risorse europee del PNRR.

«La sostenibilità non è un elemento accessorio né una moda passeggera, ma un fattore centrale per creare competitività reale e durevole– ha dichiaratoLorenzo Orsenigo, Presidente di AIS –Questo Rapporto lo dimostra con i numeri, andando oltre la retorica. Chi sceglie oggi la sostenibilità, investe nella solidità della propria impresa, nella resilienza dei territori e nella qualità del futuro. Il nostro compito come AIS è rafforzare questa consapevolezza e offrire strumenti concreti per agire, ora”.

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