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Sanzioni economiche unilaterali: letali quanto i conflitti armati

Uno studio, coordinato da economista statunitense di spicco e pubblicato sulla rivista medicaThe Lancet Global Health, rivela che le sanzioni economiche unilaterali causano ogni anno più di mezzo milione di morti, all’incirca lo stesso numero di vite umane di tutte le attuali guerre nel mondo messe insieme, senza riuscire “a raggiungere gli obiettivi dichiarati e puniscono solo le popolazioni civili dei paesi presi di mira”.

Le sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti e dall’UE hanno effetti negativi sostanziali sulla salute pubblica, con un bilancio di vittime dal 1970 di oltre 560.000 vittime, simile al carico di mortalità globale associato ai conflitti comprese le vittime civili e 5 volte più letali dei combattimenti sul campo di battaglia. Mentre quelle sancite dall’ONU non hanno alcuna evidenza statistica.

È il risultato delloStudioEffects of international sanctions on age-specific mortality: a cross-national panel data analysis”, il primo a esaminare gli “effetti delle sanzioni sui tassi di mortalità per età in dati panel transnazionali, utilizzando metodi progettati per affrontare l’identificazione causale nei dati osservazionali“, coordinato daFrancisco Rodríguez,Economista di spicco che ha guidato il team di ricerca dell’Ufficio per il Rapporto sullo Sviluppo Umano delle Nazioni Unite dal 2008 al 2011 e attualmente Professore di Pratica degli Affari Internazionali e Pubblici della Rice Family School presso laJosef Korbel School of Global and Public Affairsdell’Università di Denver (Colorado) in collaborazione conSilvio RendóneMark WeisbrotdelCenter for Economic and Policy Research(CEPR) di Washington, e pubblicato sul numero di agosto 2025 della rivista medicaThe Lancet Global Health.

Precedenti ricerche precedenti, sottolineano gli autori, hanno documentato unacorrelazione tra l’imposizione di sanzioni e il peggioramento delle condizioni di salute nei Paesi target. Tuttavia, la direzione della causalità in questa relazione rimaneva poco chiara, in quanto nessuno studio aveva ancora esaminatogli effetti delle sanzioni sui tassi di mortalità specifici per età in dati panel transnazionali utilizzando metodi progettati per affrontare l’identificazione causale nei dati osservazionali.

L’effetto delle sanzioni sulla salute è stato analizzato utilizzando un set di dati panel ditassi di mortalità specifici per età ed episodi di sanzioni per 152 Paesi tra il 1971 e il 2021, applicando una gamma di metodi progettati per affrontare questioni causali con dati osservazionali, tra cui il bilanciamento dell’entropia, la causalità di Granger, le rappresentazioni degli studi sugli eventi e le variabili strumentali.

Dallo studio emerge unasignificativa associazione causale tra sanzioni e aumento della mortalità. Gli effetti sulla mortalità variavano da 8,4 punti logaritmici (IC 95% 3,9-13,0) per i bambini di età inferiore ai 5 anni a 2,4 punti logaritmici (0,9-4,0) per gli individui di età compresa tra 60 e 80 anni. La stima è che le sanzioni unilaterali siano associate a un bilancio annuale di 564.258 decessi (IC 95% 367.838-760.677), simile al carico di mortalità globale associato ai conflitti armati.

Confronto dei tassi di mortalità infantile negli episodi pre-sanzioni e sanzioni. I dati rappresentano i confronti in media tra i logaritmi dei tassi di mortalità nei paesi sottoposti a sanzioni e durante i periodi precedenti alle sanzioni, dopo aver controllato gli effetti specifici per episodio (caso) e periodo (anno). Un episodio include il periodo precedente e durante il quale un paese è soggetto a un regime di sanzioni, a partire dalla conclusione di qualsiasi precedente regime di sanzioni (Fonte:The Lancet Global Health, 2025)

È immorale e indifendibile che una forma così letale di punizione collettiva continui a essere utilizzata, per non parlare del fatto che sia stata costantemente ampliata nel corso degli anni– ha dichiaratoWeisbrot, co-Direttore del CEPR –E le sanzioni sono ampiamente fraintese come un’alternativa politica meno letale, quasi non violenta, alla forza militare“.

Mentre le sanzioni delle Nazioni Unite mirano principalmente a evitare l’impatto sulla popolazione civile, le sanzioni statunitensi sono progettate per colpire intere popolazioni, per influenzarne il comportamento politico e promuovere un cambio di regime.

Tuttavia, lo Studio ha rilevato il ripetuto fallimento delle sanzioni statunitensi nel raggiungere obiettivi politici, causando viceversa il collasso delle economie, danneggiando le persone comuni molto più dei leader apparentemente presi di mira, che hanno il potere e le risorse per proteggersi dagli effetti peggiori delle sanzioni.

Le sanzioni spesso non riescono a raggiungere gli obiettivi dichiarati e puniscono solo le popolazioni civili dei paesi presi di mira– ha affermatoRodríguezÈ ormai giunto il momento che gli Stati Uniti, e altri potenti attori della comunità internazionale riconsiderino seriamente questo meccanismo crudele e spesso controproducente“.

Nonostante da tempo siano stati sollevati dubbi sull’impatto umanitario negativo dellesanzioni mirate, spesso definite “sanzioni intelligenti“, e unacrescente letteratura metta in dubbio l’efficacia delle sanzioni nell’ottenere il rispetto delle stesse da parte dello Stato bersaglio, anche quando il loro impatto sulla sua economia è considerevole il loro utilizzo ha registratouna tendenza all’aumento, dall’8% dei paesi presi di mira negli anni ’60 al 25% tra il 2010 e il 2022.

Immagine di copertina : Fonte CEPR, foto di Youssef Al-Za’noun.

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