Uno studio che ha sfruttato i dati satellitari rivela che il 2023 ha segnato un anno senza precedenti per le ondate di calore marine, con livelli record di durata, portata e intensità osservati negli oceani di tutto il mondo, segnalando che per affrontare questa crescente minaccia climatica saranno necessari migliori strumenti di previsione, strategie di adattamento più intelligenti e azioni più rapide per contenere il cambiamento climatico indotto dalle attività umane.
Nel 2023, gli oceani del mondo hanno vissuto le ondate di calore marine più intense e diffuse mai registrate, con alcuni eventi che si sono protratti per oltre 500 giorni e hanno interessato quasi l’intero globo, segnalando cambiamenti climatici più profondi e sistemici.
Leondate di calore marine(MHW) sono eventi intensi e prolungati di temperature oceaniche insolitamente elevate, che rappresentanogravi minacce per gli ecosistemi marini, provocando spessodiffusi sbiancamenti dei coralliemortalità di massa. Hanno anchegravi conseguenze economiche, compromettendo la pesca e l’acquacoltura. È ampiamente riconosciuto che il cambiamento climatico causato dall’uomo sta determinando un rapido aumento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni di degrado ambientale.
Nel 2023, le regioni oceaniche di tutto il mondo, tra cui l’Atlantico settentrionale, il Pacifico tropicale, il Pacifico meridionale e il Pacifico settentrionale, hanno subìto eventi estremi di ondate di calore marino, ma le cause alla base dell’insorgenza, persistenza e intensificazione rimangono poco conosciute.
Per comprendere meglio le ondate di calore marino del 2023, “un evento globale con un periodo di ritorno di 50 anni, con meno del due cento di probabilità di avvenimento”, un gruppo internazionale di ricercatori, coordinati dall’Eastern Institute of Technology, Ningbo(Zhejiang), ha condotto un’analisi globale utilizzando osservazioni satellitari combinate e dati di rianalisi oceanica, compresi quelli del progetto ad alta risoluzione ECCO2 (Estimating the Circulation and Climate of the Ocean-Phase II), i cui risultati sono stati pubblicati sul numero diSciencedel 24 luglio 2025 con il titolo“Record-breaking 2023 marine heatwaves“.
Si è rilevato che le temperature medie globali della superficie del mare nel 2023 hanno raggiunto quasi 21 °C all’inizio di agosto, battendo il precedente record del 2016. Alla fine dell’anno, il 2023 aveva conquistato il titolo di anno più caldo mai registrato a livello globale, con temperature superficiali superiori di 2,12 °F rispetto alla media del XX secolo. L’ondata di calore marina del Nord Atlantico, durata 525 giorni, ha rivelato l’entità del persistente riscaldamento degli oceani, mentre l’ondata di calore del Pacifico sud-occidentale ha superato i record precedenti grazie alla sua ampia copertura spaziale e alla sua persistenza prolungata. Nel Pacifico orientale tropicale, le ondate di calore marine hanno raggiunto il picco di 1,63 °C durante lo sviluppo di El Niño, e il Pacifico settentrionale ha registrato un’anomalia persistente di oltre 4 anni.
“Sebbene non si sia ancora verificato un collasso completo del sistema oceano-clima, stanno già emergendo impatti irreversibili, quali lo ‘sbiancamento’ di massa dei coralli nelle barriere coralline tropicali e il collasso di habitat chiave– ha affermatoTianyun Dongdell’Istituto Orientale di Tecnologia della Cina e autrice principale dello Studio –Lo ‘sbiancamento’ dei coralli nelle barriere coralline, ovvero la perdita di alghe nelle barriere che causa “sbiancamento” e maggiore vulnerabilità a malattie e morte, mostra pochi segni di ripresa, mentre il collasso funzionale di habitat chiave in alcune regioni del mondo mina la biodiversità e il ruolo degli ecosistemi. Questi impatti riflettono più di uno stress a breve termine, suggerendo un passaggio verso un cambiamento ecologico permanente. Le ondate di calore marine del 2023 potrebbero, quindi, segnare un pericoloso passo avanti verso i punti di non ritorno nel sistema oceano-clima“.
Leondate di caldo marino hanno causato diffuse interruzioni ecologiche ed economiche.Oltre allo sbiancamento delle barriere coralline,le popolazioni ittiche si sono spostate drasticamente, costringendo i pescherecci commerciali a spingersi più lontano dalla costa o a tornare a mani vuote. L’effetto combinato del caldo estremo e della siccità associato ha causatoperdite economiche pari a 14,5 miliardi di dollari solo in Nord America, rendendolo il disastro meteorologico e climatico del 2023 più costoso.
Gli scienziati che hanno partecipato allo studio affermano cheper affrontare questa crescente minaccia climatica saranno necessari migliori strumenti di previsione, strategie di adattamento più intelligenti e azioni più rapide per contenere il cambiamento climatico.
In copertina: Sbiancamento di coralli (Fonte: © The Ocean Agency / Ocean Image Bank)
