2 Dicembre 2022
Scienze e ricerca Società

REPRODIVAC: progetto per prevenire le zoonosi

Il Progetto REPRODIVAC, co-finanziato da Horizon Europe e coordinato da ENEA, lavorerà per 5 anni con l’obiettivo di approntare e migliorare vaccini per controllare 4 malattie abortive del bestiame (sindrome riproduttiva suina; febbre Q, aborto ovino e brucellosi suina) che, oltre a causare notevoli perdite economiche, costituiscono un pericolo anche per la salute umana (zoonosi).  

Le malattie riproduttive infettive endemiche e zoonotiche del bestiame causano gravi perdite economiche a livello globale e minacciano sia la sicurezza alimentare che la salute pubblica.

Ottenere vaccini e test diagnostici di nuova generazione contro alcune malattie endemiche del bestiame che possono essere trasmesse all’uomo è l’obiettivo di REPRODIVAC (Next-generation vaccines and diagnostics to prevent livestock reproductive diseases of worldwide impact), progetto coordinato da ENEA del valore di 6 milioni di euro, di cui circa 3 milioni finanziati dal programma europeo Horizon Europe.

Per i prossimi cinque anni, 16 partner di 7 diversi Paesi europei lavoreranno insieme per migliorare la salute e il benessere degli animali, la produttività e la sostenibilità del settore zootecnico, nonché la salute umana e la salubrità dei cibi.

Le malattie infettive veterinarie sono causa di notevoli perdite economiche per l’industria zootecnica – ha spiegato Selene Baschieri, Ricercatrice ENEA del Laboratorio Biotecnologie e Coordinatrice scientifica del progetto – Inoltre, numerosi agenti patogeni zoonotici possono rappresentare un pericolo diretto per la salute dell’uomo. I vaccini garantiscono un importante strumento di profilassi in grado di contribuire alla riduzione dell’uso di antimicrobici in allevamento, rallentando l’insorgenza di farmacoresistenze, e possono proteggere la salute pubblica con una prospettiva One Health, nella consapevolezza che esseri umani, animali e ambiente sono fortemente interconnessi. Inoltre, questi presidi contribuiscono a rafforzare la redditività dei sistemi animali alimentari, migliorando il benessere degli animali”.

Secondo il Rapporto “Preventing the Next Pandemic: Zoonotic Diseases and how to break the chain of transmission” (Prevenire la prossima pandemia: malattie zoonotiche e come spezzare la catena della trasmissione) dell’UNEP (Programma Ambiente delle Nazioni Unite) e dell’ILRI (Istituto internazionale di ricerca zootecnica), solo negli ultimi due decenni, le malattie zoonotiche hanno causato perdite economiche per oltre 100 miliardi di dollari, a cui si aggiungono i costi economici della pandemia di Covid-19, che dovrebbero raggiungere i 9.000 miliardi.

Nello specifico, verranno sviluppati i vaccini nuovi e migliorati e strumenti diagnostici necessari per controllare meglio 4 malattie abortive prioritarie del bestiame:
– la sindrome riproduttiva e respiratoria suina (PRRS) che, nonostante siano passati quasi trent’anni dalla sua comparsa e siano stati fatti enormi passi avanti nella comprensione di questo virus, il controllo della malattia presenta ancora notevoli difficoltà;
– la febbre Q (la Q sta per querry, sconosciuta come venne etichettata nel 1935 quando venne descritta per la prima volta) è una zoonosi diffusa in tutto il mondo ed è considerata una patologia emergente o riemergente in molti paesi, il cui importante serbatoio d’infezione è rappresentato dai ruminanti domestici da cui il microrganismo può passare all’uomo mediante inalazione di aerosol contaminati;
– l’aborto enzootico ovino (OEA) una malattia infettiva da batterio Chlamydia abortus riconoscibile dall’elevata frequenza di aborti in ovini e caprini, e che è anche una zoonosi poiché sono noti casi di aborto nelle donne incinte;
– la brucellosi suina, una delle specie del batterio Brucella, che provoca aborto precoce e tardivo nei suini ed è una delle zoonosi più diffuse in tutto il mondo, infettando l’uomo attraverso il contatto diretto o indiretto con gli animali infetti o con loro prodotti.

Il Consorzio del progetto REPRODIVAC abbraccia il mondo accademico e industriale con competenze complementari tra cui biologia strutturale, microbiologia, immunologia, scienze vegetali e veterinarie saranno coinvolti sedici partner di sette diversi paesi europei, per i prossimi cinque anni. Oltre a esperti di vaccinologia veterinaria, sarà coinvolto anche un esperto di bioetica. L’ENEA invece sarà coinvolta in tutte le fasi del progetto: dallo sviluppo alla valutazione, fino alla sperimentazione dei vaccini.

I ricercatori del Laboratorio di Biotecnologie saranno nello specifico impegnati nella produzione di anticorpi e di antigeni da inserire sia nelle formulazioni vaccinali che nei saggi diagnostici. Per produrre queste molecole bioattive, i ricercatori dell’ENEA ricorreranno alla piattaforma del Plant Molecular Farming, ovvero all’uso di piante come vere e proprie “fabbriche” per ottenere biofarmaceutici in tempi brevi, a costi competitivi e con tecnologie più facilmente adottabili nei Paesi in via di sviluppo.

REPRODIVAC. il cui termine di Progetto è il 31 agosto 2027, permetterà di realizzare vaccini in grado, attraverso adeguati test diagnostici (sierologici o molecolari), di distinguere gli animali infetti da quelli vaccinati, da cui la denominazione di vaccini DIVA (Differentiating Infected from Vaccinated Animals).

L’opportunità offerta da questi vaccini è molto utile soprattutto durante le operazioni di verifica dei requisiti minimi dello stato di salute e benessere degli animali previste dalla normativa per le azioni di scambio commerciale – ha aggiunto BaschieriI vaccini tradizionali non permettono invece di capire se la positività durante gli esami diagnostici sia dovuta a un’infezione in corso o alla vaccinazione stessa”.

I nuovi vaccini e diagnostici messi a punto nell’ambito del progetto REPRODIVAC saranno ulteriormente sviluppati da partner industriali che li renderanno accessibili agli utenti.

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