È stato presentato il Rapporto “Soluzioni e Tecnologie per i Piccoli Comuni e le aree montane”, che si inserisce nell’ambito dell’attività dell’Osservatorio di Officina Italia, promosso da Fondazione Symbola, Fondazione Hubruzzo e Carsa, che seleziona le buone pratiche da implementare per la rigenerazione e lo sviluppo di zone d’Italia colpite dal problema dello spopolamento, con l’innovazione tecnologica che trasforma le sfide in opportunità.
Quarantaquattro buone pratiche relative ad undici ambiti: agricoltura, agroalimentare, cultura e turismo, energia, gestione delle acque, gestione delle foreste, interconnessione e networking, mobilità, prevenzione e sicurezza, scuola e formazione e mobilità, servizi alla comunità.
Sono le “Soluzioni e Tecnologie per i Piccoli Comuni e le aree montane”, ilRapportoche si inserisce nell’ambito dell’attività dell’Osservatorio di Officina Italia, promosso daFondazione Symbola,Fondazione HubruzzoeCarsa, con il patrocinio diAnci,Uncem,Touring Club Italiano,Fondazione Garrone,Fondazione Cariplo,Federparchi,Coldiretti,Legambiente,Ance,Cna Pcc,Cni,Cngg,Mobility in Chain,Linfa,Andropolis,Comunità Montana Valle Trompia,Cgil,Cisl,Uil, presentato il 29 marzo 2022 a Roma, presso la sede dell’Anci, nel corso di un evento trasmesso in streaming.
“Nel grande mosaico di un’economia a misura d’uomo, come recita il Manifesto di Assisi, necessaria per contrastare le sfide che abbiamo davanti come la pandemia, la crisi climatica e la drammatica crisi prodotta dall’invasione dell’Ucraina, le 44 tessere presentate in questo rapporto confermano il contributo decisivo che può venire dai territori e dalle comunità– ha dichiaratoErmete Realacci, Presidente di Fondazione Symbola –C’è un’Italia che sfida le crisi, compete e si afferma senza perdere la propria anima. I Piccoli Comuni sono parte importante della nostra identità. Mi sono battuto per avere una legge sui Piccoli Comuni e ora c’è. Un Comune è il suo campanile, la sua comunità, i suoi servizi. Servono scuole, un nuovo modello di sanità, uffici postali, piccoli esercizi commerciali, banda larga anche per attrarre i giovani e creare nuove imprese: un’economia più forte proprio perché più a misura d’uomo. Un’Italia che fa l’Italia e si muove entro le chiavi proposte dal Next Generation EU per affrontare la crisi e rilanciare l’economia: coesione, transizione verde e digitale”.
Il Rapportoriprende e sviluppa l’esperienza decennale maturata nelle ricostruzioni dell’Appennino centrale prima conOfficina L’Aquilaper il sisma del 2009, poi conRicostruire il Piceno,Abitare l’Appennino per il sisma 2016-17, affronta il tema delle aree del Paese interessate da processi di indebolimento economico, sociale e demografico. È un rapporto coerente con la filosofia della legge Realacci (158/2017) sulla valorizzazione dei piccoli comuni, che rimane ancora largamente inapplicata, ma che indica proprio nei territori cosiddetti “marginali” un punto di forza per il futuro dell’Italia.
La messa in sicurezza del territorio rappresenta infatti una condizione fondamentale ma non sufficiente per assicurare condizioni di abitabilità in contesti interessati da antiche e nuove vulnerabilità; da quelle sismiche e idrogeologiche a quelle ambientali conseguenti agli effetti della crisi climatica. Un territorio rappresentativo di realtà prevalentemente montane ed alto collinari – che interessa ben il 66,8% della superficie nazionale non riconducibile a periferia delle grandi conurbazioni urbane – chiamate a svolgere un ruolo decisivo nella risposta alle sfide poste dalle crisi climatica e pandemica; dalle politiche di mitigazione legate alle opportunità offerte dall’economia circolare a quelle di adattamento necessarie per continuare ad assicurare l’erogazione di servizi ecosistemici, fino alla costruzione di nuovi equilibri territoriali e sociali capaci di innalzare il livello di anti-fragilità delle nostre società.
“Con questa ricerca così come con altre sinora realizzate– ha affermatoSergio Galbiati, Presidente della Fondazione Hubruzzo –intendiamo favorire e promuovere progetti di sviluppo locale, a partire dall’Abruzzo, con l’intento di essere d’ispirazione per tutte le regioni italiane. Le aree interne del nostro Bel Paese, oggi interessate da processi di indebolimento economico, sociale e demografico, dovranno rigenerarsi anche sulla base di nuove formule imprenditoriali capaci di coniugare economia circolare, coesione sociale ed etica d’impresa”.
Dal rapporto emerge comel’innovazione sia una chiave per la trasformazione delle sfide in opportunitàper contesti depositari di un immenso patrimonio storico, artistico, ed enogastronomico, della quasi totalità delle aree protette italiane, in cui abbondano risorse boschive ed idriche. Una nuova civitas che nasce da una visione circolare dell’economia e della società in grado di rivitalizzare territori e comunità, anche grazie alripensamento e rafforzamento dei servizi al cittadino– primi tra tutti quelli sanitari, scolastici e di trasporto necessari a rendere migliore la vita delle persone.
Il rapporto è ampio sia dal punto di vista delle tecnologie che dei soggetti presi in esame:dalle strategie promosse da soggetti pubblici e privati, università, centri di ricerca e start up promotrici di innovazioni e studi, per arrivare alle realtà non-profit. Un panorama dal quale emergono il ruolo cruciale, la funzione rigenerativa – anche rispetto alle città – e la spinta verso il futuro dei territori.
Sono state selezionate esperienze e soluzioni persino futuribili, come alcune applicazioni della blockchain o dei big data per il monitoraggio dei territori e la semplificazione dell’apparato burocratico o per migliorare la tracciabilità delle filiere agroalimentari. Tre i parametri chiave adottati: il primo territoriale relativo alla loro applicabilità nelle aree meno densamente abitate e urbanizzate; il secondo riguarda l’innovatività (digitale, tecnologica o di modello); il terzo attiene alla replicabilità. Si tratta di soluzioni human centered che vedono l’uso della tecnologia principalmente come fattore abilitante delle comunità, sostenibili dal punto di vista ambientale ma anche per facilità d’uso e convenienza.
“I piccoli Comuni sono l’ossatura, la spina dorsale che sostiene i nostri territori sempre di più messi a dura prova dalle grandi sfide globali: dai cambiamenti climatici alla pandemia, dalla transizione digitale e alle grandi crisi umanitarie, come quella che purtroppo stiamo vivendo con la guerra in Ucraina. In questo scenario, in cui i sindaci sono sempre più protagonisti, le politiche pubbliche devono andare nella direzione della tutela e della cura dei territori per renderli sicuri e vivibili. Solo così potremo garantire servizi fondamentali e contrastare lo spopolamento che investe i nostri borghi che dimostrano di non arrendersi mai– ha sottolineato il Presidente del Consiglio nazionale di Anci,Enzo Bianco –Le esperienze presentate sono la testimonianza che nei piccoli Comuni si sperimentano le soluzioni più innovative che vanno nella direzione della collaborazione con le comunità locali per rispondere alle crisi del nostro tempo. Cittadini, associazioni locali, piccole aziende e Università di concerto con l’amministrazione locale sono protagoniste di buone pratiche ed esperienze di cura condivisa dei beni comuni e del territorio mettendo in atto un nuovo modello di governance locale centrata sul ‘noi’ e sulla collaborazione. La crescita e lo sviluppo delle aree interne e dei piccoli Comuni rappresenta dunque una sfida decisiva che investe il paese intero: dobbiamo mettere a sistema energie e risorse per rispondere in modo efficace e concreto al nostro tempo anche in attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.
Tre i parametri chiave adottati:
– il primoterritoriale, relativo alla loro applicabilità nelle aree meno densamente abitate e urbanizzate;
– il secondo riguarda l’innovatività(digitale, tecnologica o di modello);
– il terzo attiene allareplicabilità.
Si tratta di soluzionihuman centeredche vedonol’uso della tecnologia principalmente come fattore abilitante delle comunità, sostenibili dal punto di vista ambientale ma anche per facilità d’uso e convenienza. Elaborate e realizzate in larga parte nei piccoli comuni si tratta disoluzioni che possono trovare un’applicazione nei diversi contesti montanie in particolare nell’Appennino centrale interessato dal Programma unitario di intervento per le aree del terremoto del 2009 e 2016 previsto dal Fondo complementare al Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR).
Molto significativo è anche il patrimonio enogastronomico: delle293 DOP e IGPmappate da Fondazione Symbola e Coldiretti sul territorio nazionale,ben 270 coinvolgono i piccoli comuni(92,2%), filiere produttive locali valorizzabili attraverso l’introduzione di tecnologie, meccaniche e digitali, che contribuiscono a ridurre i costi, a fornire strumenti di tracciabilità e di valorizzazione, promozione e vendita dei prodotti. Una rivoluzione tecnologica che consente di reimpostare nuovi mestieri legati al contesto locale, aumentandone il valore aggiunto.
Tra le 44 buone pratiche relative ad 11 ambiti vengono segnalate:
Agricoltura:
–Humus Job, startup innovativa a vocazione sociale nata nel marzo 2019 in Valle Grana (CN) che rappresenta il primo servizio in Italia dijob sharing agricolo;
–Winnica, veicolo terrestre in grado di muoversi autonomamente ed operare nel vigneto, in fase avanzata di sviluppo da parte diBluHubede-Noviain collaborazione conPolitecnico di Milano.
Agroalimentare:Gruppo Caviro, la più grande cooperativa vinicola italiana, è un esempio virtuoso di economia circolare, che dagli scarti agricoli genera alcol etilico di origine agricola, polifenoli, enocianina utilizzati per la produzione di prodotti farmaceutici, cosmetici, alimentari e agronomici.
Cultura e Turismo:
–Revelia, piattaforma web accedendo alla quale si può scegliere data e ora di visita, aggregarsi a gruppi esistenti o crearne uno proprio e permetterel’accesso a luoghi culturali in modalità on demand, ovvero su prenotazione;
–Muse On,app interessante per i piccoli comuni per il suo funzionamento indipendente da internet, minimo consumo di batteria e di memoria,sviluppatadaiThalìa srluna startup innovativa a vocazione sociale nata nel 2016 che ha sede a Bologna, è unaguida multimediale numero uno in Europa, attiva in più di 35 siti, che ha raggiunto quasi 290 mila utenti.
Energia: Valle di Primiero, territorio montano di circa 780 kmq situato in provinciaha raggiunto l’autonomia energetica grazie all’idroelettrico: l’energia prodotta da 9 centrali è pari a 10 volte il consumo annuo e alimenta anche 23 impianti di risalita del comprensorio sciistico. Ha inoltre realizzato due impianti innovativi di teleriscaldamento a biomassa legnosa, differenzia l’82% dei rifiuti prodotti e ha attuato diversi progetti di mobilità sostenibile. Sono presenti nella Valle 5 ciclostazioni di bike sharing con 24 mountain bike elettriche a pedalata assistita e 16 colonnine pubbliche per la ricarica dei veicoli. Anche presso molte delle strutture ricettive sono presenti punti di ricarica.
Gestione delle acque: Anello Acquedottistico Antisismico dei Sibillini, un modello innovativo, il primo in Europa, a cui hanno partecipato tutte le autorità di ambito delle Marche,perrendere resiliente a crisi idriche le infrastrutture di un territorio dell’ItaliaCentrale sottoposto a frequenti eventi sismici.
Gestione delle Foreste: IT FOR IT, piattaforma web di compravendita del legname veneto, cheraccoglie le offerte di vendita di lotti boschivi da parte di enti locali e proprietà collettiveper dare trasparenza e aumentare la competitività degli operatori del settore (segherie, falegnamerie e industrie del legno).
Interconnessione e Networking: sulla base dell’esperienza dismart workingdiffusasi durante il lockdown per le misure di contenimento della pandemia, Open FibereSouth Workinghanno siglato un memorandum d’intesa perdiffondere la cultura digitale tra cittadini e amministratori e favorire iniziative pubbliche e private volte allo sviluppo del lavoro agile soprattutto in aree, come quelle montane, spesso svantaggiate in termini di densità abitativa e connettività.
Mobilità: il progetto Linking Valdera ,avviato dai sindaci dei comuni della Valdera (Pisa) e messo a punto daMIC(Mobility in Chain) eNomisma, con il coinvolgimento attivo della cittadinanza, prevede dimappare, misurare e circoscrivere nel territorio le esigenze di spostamento e quindi di testare e sperimentare le soluzioni di trasportopiù adatte.
Prevenzione e sicurezza:PriMo(Private Mobile), progettato e implementato daAthonet, startup vicentina nata nel2005, selezionata da Enel per il progetto Enel Lab,è unarete mobile trasportabile per emergenze, capace di fornire connessione veloce di ultima generazione in un’area circoscritta, che permette alla Protezione Civile di organizzare i soccorsi al meglio, garantendo un canale di comunicazione solido e stabile, agli sfollati di poter comunicare e tranquillizzare i propri cari sulla loro sicurezza, e anche di installare un sistema di videosorveglianza per il controllo del campo e del paese, per evitare il fenomeno dello sciacallaggio.
Scuola e formazione:
– L’amministrazione comunale di Pacentro (AQ) nel 2015 ha avviato un processo di progettazione partecipata per realizzare un nuovo plesso scolastico, il precedente era stato compromesso dal sisma del 2009, che ha visto l’intera comunità collaborare con l’architettoMario Cucinella,LAP(Laboratorio di Architettura Partecipata),ActionAid,l’associazioneVIVIAMOLAqeINDIRE, dando vita ha un luogo d’incontro, condivisione e scambio di idee;
–IlDigital School Bus, un mini-pulmann elettrico finanziato da risorse nazionali nell’ambito diAppennino Smartche dal 2022 sta portando la didattica digitale in 21 plessi della scuola primaria e secondaria di primo grado nell’Appennino Parmense e Piacentino,riducendo le distanze territoriali,contrastando il divario digitale, ladispersione scolastica e a garantire uguali diritti a tutti i cittadini, anche a quelli che vivono in montagna, nelle periferie o in zone poco popolate, senza lasciare indietro nessuno.
Servizi alla comunità:
– il programma di telemedicina In Touch Health finanziato con un investimento di circa 630.000 euro da parte della Regione Abruzzo fa sì che i pazienti degli ospedali di comunità di Guardiagrele e Casoli, due comuni della provincia di Chieti in Abruzzo, abbiano la possibilità diessere visitati dai medici specialisti degli ospedali di Chieti e Lanciano senza però doverci andare di persona;
–il progettoLinfa, inserito all’interno del progetto AttivAree Valli Resilienti, nell’ambito del programma intersettorialeAttivAree di Fondazione Cariplo, nato dalla cooperativa socialeAndropolis, èun’app per acquisti online di beni e servizi (spesa, medicinali, prestazioni sanitarie), ma è anche un’innovazione tecnologica costruita e pensata come progetto territoriale, che ha come obiettivo la valorizzazione delle botteghe dei piccoli borghi e delle risorse umane che operano sul territorio
