Un nuovo rapporto del Global Preparedness Monitoring Board (GPMB), organismo indipendente istituito dall’OMS e dalla World Bank e incaricato del monitoraggio globale, avverte che il rischio di pandemie sta superando gli investimenti e a mano a mano che le epidemie di malattie infettive sono più frequenti, diventano anche più dannose, con impatti sanitari, economici, politici e sociali sempre più ampi e una minore capacità di ripresa.
A dieci anni di distanza dall’epidemia di Ebola, che ha messo in luce pericolose lacune nella preparazione alle epidemie, e a sei anni dalla trasformazione del COVID-19 in una catastrofe globale, le prove sono inequivocabili: il mondo non è più al sicuro dalle pandemie.
È il verdetto del nuovoRapporto“A World on the Edge Prioritesvfor a Pandemic Resilient Future” del Global Preparedness Monitoring Board (GPMB), organismo indipendente di monitoraggio e accountability istituito nel 2018 dall’OMS e dalla Banca Mondiale con l’obiettivo di rafforzare la preparazione alle crisi sanitarie globali, e presentato in occasione della79ª Assemblea mondiale della sanità(Ginevra, 18-23 maggio 2026 ), che ha rivelato comei focolai di malattie infettive non solo stanno diventando sempre più frequenti, ma anche più devastanti, con impatti sanitari, economici, politici e sociali sempre più ampi e una capacità di recupero sempre più ridotta.
Il Board avverte cheun decennio di investimenti non è riuscito a tenere il passo con l’aumento del rischio pandemico. Nuoveiniziative hanno migliorato alcuni aspetti della preparazione, ma complessivamente questisforzi vengono neutralizzati dagli effetti crescenti della frammentazione geopolitica, del deterioramento ecologico e dell’aumento dei viaggi globali,soprattutto mentre gliaiuti allo sviluppo scendonoa livelli che non si vedevano dal 2009.
Il Rapporto si basa sul quadro di monitoraggio GPMB, che adotta una prospettiva multisettoriale e comprende90 indicatoriraggruppati in 3 dimensioni:rischio;prevenzione, preparazione e resilienza; eimpatto. Il rapporto di quest’anno si concentra sulla dimensione dell’impatto
Il rapporto analizza un decennio di Emergenze di sanità pubblica di rilevanza internazionale (Public Health Emergencies of International Concern, PHEIC), daEbolain Africa occidentale alCovid-19fino alvaiolo delle scimmie(mpox), valutandone gli effetti sui sistemi sanitari, sulle economie e sulle società.
Su indicatori chiave – comel’accesso equo a diagnostica, vaccini e terapie– ilmondo sta andando indietro. I vaccini contro mpoxhanno raggiunto i Paesi a basso reddito colpiti quasi due annidopo l’inizio dell’epidemia, ancora più lentamente rispetto ai 17 mesi necessari per i vaccini anti-Covid-19. E il crescente peso di queste emergenze va ben oltre gliimpatti sanitari ed economici: sia Ebola sia il Covid-19 hanno eroso la fiducia nei governi, nelle libertà civili e nelle norme democratiche, amplificate da risposte politicizzate, attacchi alle istituzioni scientifiche e polarizzazione, effetti che sono sopravvissuti alle crisi stesse, lasciando le società meno resilienti di fronte alla prossima emergenza.

Il rapporto sottolinea che ilrischio concreto e imminente di un’altra pandemia colpirebbe un mondo più diviso, più indebitato e meno capace di proteggere la propria popolazione rispetto a dieci anni fa, esponendo tutti i Paesi a impatti sanitari, sociali ed economici potenzialmente ancora maggiori.
Il documento evidenziainoltre il potenziale dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali nel migliorare la preparazione, soprattutto per il monitoraggio delle minacce pandemiche, ma avverte che,senza una governance efficace e adeguate garanzie, queste tecnologie potrebbero in realtà ridurre la sicurezza sanitaria e ampliare ulteriormente le disuguaglianze di accesso che hanno caratterizzato il Covid-19.
“Il mondo non è privo di soluzioni – ha dichiarato la co-Presidente del GPMB, Kolinda Grabar-Kitarovic–Ma senza fiducia ed equità, queste soluzioni non raggiungeranno le persone che ne hanno più bisogno. I leader politici, l’industria e la società civile possono ancora cambiare la traiettoria della preparazione globale, se trasformeranno gli impegni in progressi misurabili prima che colpisca la prossima crisi”.
Il GPMB – che concluderà il proprio mandato quest’anno, individuatre priorità concrete per i leader politici al fine di invertire queste tendenze:
–istituire un meccanismo permanente e indipendente di monitoraggio del rischio pandemico;
–promuovere un accesso equo a vaccini, test e cure salvavita attraverso la conclusione dell’Accordo pandemico;
–garantire finanziamenti solidi sia per la preparazione sia per le attività di risposta immediata (“Day Zero”).
“Se fiducia e cooperazione continueranno a frammentarsi, ogni Paese sarà più esposto quando arriverà la prossima pandemia– ha aggiunto l’altra co-PresidenteJoy Phumaphi–La preparazione non è soltanto una sfida tecnica: è una prova di leadership politica”.
Il rapporto si conclude evidenziando che questa leadership sarà messa alla prova già quest’anno, mentre i governi lavorano per finalizzare l’Accordo pandemico dell’OMS e concordare una dichiarazione politica significativa delle Nazioni Unite sulla prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie.
