Inquinamenti e bonifiche

Emissioni gas serra: Italia può ancora centrare gli obiettivi al 2030

Secondo i dati ufficiali pubblicati dall’ISPRA nel Rapporto 2026 sulle emissioni di gas serra  2026, nel 2024 l’Italia ha ridotto le emissioni di gas serra del 30,2% rispetto al 1990, registrando un calo del 3,6% rispetto al 2023 e attestandosi a circa 360 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, in linea con l’obiettivo di riduzione al 2030 del 55%.

L’Italia potrebbe essere in linea con gli obiettivi UE di riduzione del 55% delle emissioni nette entro il 2030.

È quanto emerge dalRapporto: “Le emissioni di gas serra in Italia: obiettivi di riduzione e scenari emissivi”, pubblicato dall’ISPRAil 21 maggio 2026, che fotografai progressi compiuti dal Paese a undici anni dall’Accordo di Parigi e individua le leve strategiche per consolidare il percorso di decarbonizzazione.

Il Rapporto evidenzia come il sistemaETS(Emission Trading System),sostenuto dalla crescita delle energie rinnovabili e dall’innovazione industriale, stia già seguendo unatraiettoria coerente con gli obiettivi europei. Le proiezioni indicano infatti unariduzione delle emissioni compresa tra il 60% e il 69% nei comparti energetici e industriali coinvolti dal mercato europeo del carbonio.

L’ISPRA delinea2 possibili scenari: i
– il primo basato sullepolitiche già in vigore;
– il secondo rafforzato dalleulteriori misure previste dal PNIEC e dal PNRR.
Entrambi confermano lapossibilità concreta per il Paese di proseguire lungo un percorso di progressiva riduzione delle emissioni

Emissioni nazionali di gas climalteranti nel 2024 per categorie settoriali (proporzione stimata in base al contributo in CO2 equivalente) – Fonte: ISPRA, 2026

Il Rapporto sottolinea inoltre il ruolo strategico dei settori legati alla mobilità, all’efficienza energetica degli edifici e all’agricoltura, nei quali investimenti, innovazione tecnologica e politiche integrate potranno contribuire ad accelerare ulteriormente la transizione ecologica e il raggiungimento degli obiettivi europei, con particolare riferimento al cosiddettoRegolamento Effort Sharing, rispetto al quale il Rapporto, in linea con quanto indicato nel Documento di Finanza Pubblica(DFP), approvato dal Governo il 22 aprile 2026  delinea una situazione di difficoltà sia per il primo periodo di impegno 2021-2025 che per il periodo 2026-2030.Sono i settoritrasportieriscaldamentoquelli in cui si concentrano le principalisfideper conseguire il target del43,7% al 2030.

Positivi gli scenari relativi al settore dell’uso del suolo e delle foreste (LULUCF), che dovrebbe raggiungere gli obiettivi previsti sia per il periodo 2021-2025 sia per il 2026-2030, confermando l’importanza del capitale naturale nella strategia climatica nazionale.

Ripartizione percentuale delle emissioni di gas climalteranti nei diversi settori e dettaglio del settore
Energia. Fonte: ISPRA, 2026

A undici anni dall’Accordo di Parigi, i dati mostrano che l’Italia dispone delle competenze, delle tecnologie e degli strumenti per proseguire con determinazione nel percorso di transizione climatica–-ha dichiaratoMaria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA-SNPA –La sfida climatica rappresenta anche una grande opportunità di innovazione, competitività e crescita sostenibile. Gli scenari elaborati da ISPRA indicano con chiarezza che rafforzare le misure già avviate, sostenere i territori e accompagnare la trasformazione dei sistemi produttivi può consentire al Paese di raggiungere gli obiettivi europei. In questo percorso, qualità dei dati, monitoraggio continuo e collaborazione tra istituzioni, ricerca e imprese sono elementi fondamentali per costruire politiche efficaci, trasparenti e orientate al futuro”.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.