Salute

Ondate di calore e inquinamento atmosferico: Linee di Indirizzo per la prevenzione

L’edizione 2019 delle Linee di Indirizzo del Ministero della Salute per la prevenzione degli effetti sulla popolazione delle ondate di calore, aggiorna quella del 2013 e la integra con una sezione sull’inquinamento atmosferico e un capitolo dedicato alla mitigazione dell’effetto “isola di calore urbana”.

In Italia negli ultimi decenni si conferma un costante aumento delle temperature estive. La prima analisi intersettoriale e multidisciplinare (“WHO UNFCCC Climate and Health Country Profile – Italy”), realizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e sviluppata in collaborazione con il Ministero della Salute sulla base di modelli climatici prodotti dal Centro EuroMediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC), stima che il nostro Paese avrà un incremento delle temperature per la fine del secolo compreso tra +5.1°C e +1.6°C a seconda degli scenari di emissioni di gas ad effetto serra, con incrementi nel numero dei giorni di ondate di calore (un periodo di 3-6 giorni consecutivi con temperatura media giornaliera superiore alla media del periodo).

Gli effetti avversi del caldo sulla salute sono in gran parte prevenibili. Fin dal 2004, il Ministero della Salute ha dato incarico ad un gruppo di esperti, coordinati dalla Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria, di redigere delle Linee di Indirizzo rivolte alle istituzioni locali, ai medici di medicina generale, ai pediatri, ai medici ospedalieri e, in generale, a tutti gli operatori socio-sanitari coinvolti nell’assistenza e nella protezione delle fasce di popolazione più vulnerabili, al fine di prevenire gli effetti sulla salute della popolazione delle ondate di calore, sempre più frequenti durante l’estate.

Le Linee di Indirizzo per la Prevenzione di luglio 2019 aggiorna e integra quelle di marzo 2013. La principale novità rispetto alla versione precedente è l’inserimento di una sezione specifica su inquinamento atmosferico e prevenzione dei relativi effetti sulla salute e un capitolo dedicato alla mitigazione dell’effetto dell’isola di calore urbano.

L’OMS stima che l’inquinamento atmosferico causi nel mondo circa 4.2 milioni di decessi all’anno, 800.000 dei quali solo in Europa e che il 91% della popolazione mondiale è esposta a livelli di inquinamento superiori alle sue linee guida. Nell’ultimo aggiornamento del Global Burden of Disease, in Italia l’inquinamento atmosferico è all’8° posto tra le cause di malattia e di mortalità, responsabile di circa 30.000 decessi prematuri l’anno.

Tra gli inquinanti atmosferici che con le ondate di calore registrano innalzamenti di livello con effetti sulla salute c’è l’ozono (O3) composto fortemente irritante con effetti maggiori sull’apparato respiratorio e in sottogruppi più suscettibili, composto fortemente ossidativo che si forma nello strato inferiore dell’atmosfera dai gas prodotti da attività antropiche (es. ossidi di azoto), che reagiscono per attività fotochimiche derivanti dalla radiazione solare.

È stato stimato che in Europa l’ozono è responsabile di 21.000 morti premature e 14.000 ospedalizzazioni per cause respiratorie dovute ad esposizioni superiori ai 70 mg/m3 imposti dall’Unione Europea. Tuttavia, l’OMS ha rilasciato un valore soglia consigliato di 100 mg/m3 per le concentrazioni medie giornaliere (calcolate sulla base delle 8 ore diurne), al di sotto dei 120 mg/m3 imposti dall’UE.

Recenti evidenze epidemiologiche hanno dimostrato che l’esposizione a breve termine ad ozono può determinare un rischio di effetti sull’apparato respiratorio e in sottogruppi più suscettibili.

Durante i picchi di inquinamento atmosferico, devono essere protetti in particolare:
– neonati e bambini piccoli,  limitando il tempo passato all’aria aperta e scegliendo luoghi di gioco lontani da zone a traffico intenso;
donne in gravidanza, limitando il tempo all’aperto soprattutto il primo trimestre e le ultime settimane di gestazione;
persone anziane, limitando il tempo passato all’aperto e preferendo i luoghi di soggiorno o ricreativi lontani da strade a traffico intenso;
persone con patologie cardiovascolari, monitorando la pressione arteriosa, evitando di uscire e curando l’aderenza alle terapie per evitare complicanze;
persone con patologie respiratorie, evitando sforzi fisici prolungati all’aperto, monitorando sintomi come tosse e dispnea, irritazione degli occhi e cutanea e curando l’aderenza alle terapie per evitare complicanze;
lavoratori all’aperto, in particolare se si soffre di una patologia respiratoria, allergica o cardiovascolare, usando i dispositivi di protezione individuale per ridurre l’esposizione occupazionale a inquinanti dell’aria nelle categorie professionali più esposte sia outdoor che indoor (es. vigili urbani, industria alluminio, cokerie, asfaltatori, fonderie di acciaio, costruttori di tetti).

In occasione delle ondate di calore il disagio maggiore e gli effetti sulla salute delle persone si registrano nei centri urbani per effetto del fenomeno dell’isola di calore (Urban Heat Island) causato dalla maggiore capacità delle aree urbane di catturare le radiazioni solari e di conservare il calore nelle ore diurne. L’UHI è più evidente nelle ore notturne quando le città risultano più calde delle aree rurali circostanti. Pertanto tale fenomeno fa sì che le popolazioni urbane sono a maggior rischio durante le ondate di calore.

Un programma strutturale a lungo termine dovrebbe prevedere strategie per ridurre l’effetto “isola di calore” urbana con due differenti modalità:
1. con un approccio conservativo attraverso la mitigazione o l’adattamento della situazione esistente;
2. mediante una progettazione più funzionale intervenendo a livello di città, quartiere o singolo edificio.

Tra le misure di mitigazione particolarmente importanti si evidenziano quelle che mirano a:
–  diminuire la domanda di energia da combustibili fossili e utilizzare l’energia in maniera più efficiente, ottimizzando le prestazioni degli elettrodomestici e computer, spegnendoli quando non vengono usati, riducendone l’utilizzo nelle giornate calde, utilizzando la luce naturale e riducendo al massimo l’uso di quella artificiale, sostituendo le lampadine obsolete e utilizzando quelle che consentono un maggior risparmio energetico;
–  produrre energia da fonti rinnovabili, mettendo in opera pannelli solari sui tetti che producono energia verde e riducono la temperatura interna degli edifici nel periodo estivo;
implementare i regolamenti edilizi e gli incentivi volti a incrementare l’energia solare ed eolica al fine di climatizzare gli edifici con energia pulita e promuovere fortemente la realizzazione di edifici in classe A;
incrementare una mobilità sostenibile diminuendo il numero di veicoli circolanti.

Tra le misure di adattamento assumono particolare importanza:
– l’implementazione della vegetazione dal punto di vista quantitativo che qualitativo e quindi aumentando la densità della vegetazione e implementando le aree verdi anche attorno agli edifici soprattutto a ovest e a sud, mettendo a dimora specie caducifoglie che durante la stagione invernale lascino passare la luce e il sole e quindi diminuiscano la necessità di energia elettrica e riscaldamento;
 – la modifica delle superfici artificiali quali cemento e asfalto, utilizzando cemento o asfalto colorati che attenuino il riscaldamento, lavorando sullo spessore delle pavimentazioni e cercando di ridurne lo sviluppo, prediligendo superfici permeabili e utilizzando bitume o calcestruzzo con elevato albedo e quindi lavorando sui materiali e sulla loro tessitura;
– gli interventi sugli edifici, in particolare sui tetti e sulle pareti verdi che aumentano la massa termica dell’edificio e diminuiscono la quantità di calore trasferita verso l’esterno nella stagione invernale e verso l’interno in quella estiva;
–  costruire parcheggi verdi, utilizzando pavimentazioni verdi e la bioritenzione e mettendo a dimora alberi con chioma espansa che favoriscano l’ombreggiamento ovvero mettendo in opera pensiline per ombreggiare e difendere dal sole e che abbiano nella parte alta i pannelli solari.

Nelle nuove progettazioni si dovrà tenere in maggiore conto queste tematiche, con l’obiettivo di rendere sempre più sostenibili gli edifici e spazi urbani e di ridurre la quantità di calore immagazzinata dagli edifici nel periodo estivo e incrementarla nel periodo invernale.

Gli Allegati alle Linee di Indirizzo per la prevenzione di ondate di calore e inquinamento atmosferico contengono:
riferimenti tecnici e normativi;
esempi di buone pratiche;
tabella su azioni di mitigazione ambientale.

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