Acqua

Nuova Carta Idrogeologica d’Italia: per tutelare e valorizzare l’Oro blu

L’ISPRA ha presentato la nuova Carta Idrogeologica d’Italia alla scala 1:500.000 (CII500K), il primo strumento cartografico nazionale aggiornato e uniforme dedicato alla rappresentazione e gestione delle acque sotterranee del Paese, frutto di un’estesa collaborazione scientifica che rappresenta il primo esempio di “cartografia partecipata” del Paese.

In Italia, beviamo acqua sotterranea: oltre l’84% del fabbisogno idrico civile è assicurato da acque sorgive o prelevate per mezzo di pozzi dal sottosuolo. Il 66% del nostro territorio è pieno di veri e propri serbatoi naturali con capacità produttiva medio alta che si concentrano prevalentemente nella Pianura Padano-veneta e lungo l’Appennino centrale e meridionale.Un vero e proprio “Oro Blu” che si rigenera annualmente e che va conosciuto, tutelato e valorizzato.

A queste esigenze risponde la nuovaCarta Idrogeologica d’Italiaalla scala 1:500.000 (CII500K) che è stata presentata il 10 luglio 2026 nel corso dell’evento dedicato “L’oro blu del nostro Paese” per illustrare la sua realizzazione e le tante informazioni in essa rappresentate, curate da ISPRAeDipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio”dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione conISTAT,CMCCe le7 Autorità di Bacino Distrettuali, ma anche con la partecipazione della comunità di esperti del settore delle acque sotterranee:Regioni e Province Autonome,ARPA/APPA,Università,Enti di ricercaeOrdini professionali, in quello che rappresenta il primo esempio di “cartografia partecipata” del Paese.

Uno strumento a disposizione di tutti che mappa per la prima volta, in modo totalmente omogeneo e fruibile su scala nazionale, le zone con la maggiore presenza di acque sotterranee, mettendone a nudo i reali “serbatoi naturali”, ovvero gli “acquiferi”.

A quarant’anni dall’ultima grande ricognizione, l’ISPRA mappa un patrimonio nascosto di dimensioni eccezionali:957 grandi sorgenti con portata superiore a 10 litri al secondo, da cui sicaptano 2,7 miliardi di metri cubi d’acqua potabile all’anno, pari all’80% dell’acqua sorgiva utilizzata per fini civili nel Paese.Sono stati mappati, inoltre,60 mila pozzi,241 sorgenti termomineralie oltre60 punti di sorgenti sottomarine e costiere, oggi disperse in mare ma potenzialmente utili per l’approvvigionamento idrico futuro.

La nuova mappatura include anche laricognizione capillare dei fontanili della Pianura Padano-veneta, ovvero le sorgenti collocate tra l’alta e la bassa pianura, a conferma di come ilsottosuolo italiano sia ricchissimo di acqua quasi ovunque, con una disponibilità diffusa e un patrimonio immenso di risorse idriche sotterranee.

A corredo della Carta, unaBanca dati online, accessibile a tutti e in costante aggiornamento, rappresenta il primo passo verso una conoscenza sempre più approfondita: in programma la realizzazione dellaBanca Dati Nazionale delle Sorgentie unaCarta di maggiore propensione alla ricarica delle falde, pensata per individuare dove sfruttare i serbatoi sotterranei naturali esistenti per stoccare acqua nei periodi di maggiore abbondanza, limitando così la necessità di costruire invasi artificiali in superficie.

“La nuova carta idrogeologica d’Italia rappresenta uno strumento scientifico di fondamentale importanza, considerando che le acque sotterranee sono molto più resistenti agli effetti del cambiamento climatico rispetto a quelle superficiali, come fiumi, laghi e invasi artificiali– ha dichiaratoAlessandra Gallone, Presidente di ISPRA e SNPA –Conoscerne esattamente l’ubicazione, capire dove si infiltrano e come scorrono significa mettere le Istituzioni nelle condizioni di gestire meglio la risorsa, pianificare in modo più efficace e aumentare la consapevolezza del valore strategico dell’acqua sotterranea per il Paese”.

Immagine di copertina: Fonte ISPRA

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