Il 9° Rapporto MobilitAria 2026, lo studio annuale realizzato da Kyoto Club e dall’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR, che analizza la qualità dell’aria e le politiche di mobilità urbana nelle principali città italiane con riferimento ai target di decarbonizzazione del 2030, mostra una situazione definita “in chiaroscuro”: l’inquinamento atmosferico è in calo, ma l’Italia continua a rimanere intrappolata in una mobilità fortemente incentrata sulle auto private.
Nel 2025 l’Italia conferma uno dei più alti tassi di motorizzazione d’Europa, con valori particolarmente elevati nel Mezzogiorno e nelle Isole. L’auto privata continua a dominare la mobilità urbana, mentre persistono ritardi nello sviluppo del trasporto pubblico, delle reti ciclabili e della mobilità elettrica. Restano inoltre forti divari territoriali: alcune città del Centro-Nord mostrano modelli più sostenibili, mentre nel Sud la carenza di alternative rafforza la dipendenza dall’automobile.
È quanto emerge dalRapporto ‘MobilitAria 2026’, realizzato dal gruppo di lavoro “Mobilità sostenibile” diKyoto Clube dalDipartimento Scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche(Cnr – Dsstta),in collaborazione conClean Cities Campaign, e presentato a Roma presso la sede centrale del CNR l’11 giugno 2026 nel corso dell’evento “Ridurre il gap: dati, politiche e soluzioni per città sostenibili”, che offre unapprofondimento sulla qualità dell’aria e sulle politiche di mobilità urbana nelle 14 grandi città italiane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia) nel periodo 2025.
L’obiettivo del Rapporto, giunto alla IX edizione, èmisurare il divario delle città italiane rispetto agli obiettivi europei di decarbonizzazione e mobilità sostenibile, fornendo dati comparativi, analisi e proposte operative, con un focus sul “Piano di Azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria -2025-2027” che prevede le misure per assicurare il rispetto degli attuali limiti normativi e dei nuovi target europei al 2030.
MobilitAria 2026 si articola in 3 parti:
– nella prima parte vengonoanalizzati i dati sull’inquinamento atmosferico e i suoi effetti sulla salute, arricchiti da contributi di esperti su temi chiave come la mobilità delle donne, il Green Deal, il Piano Sociale per il Clima, le ‘Città 30’, la sicurezza stradale e la promozione della mobilità attiva;
– la seconda sezione si concentra sulleproposte di Kyoto Club e del CNR per migliorare la qualità dell’aria e rendere la mobilità più sostenibile, delineando possibili strade di intervento per il futuro;
– la terza sezione, infine, raccoglie una grande quantitàdi dati sulla mobilità urbana delle 14 principali città italiane, organizzati in schede consultabili anche tramiteQR code, che rimandano all’Osservatorio di Kyoto Club e Clean Cities.
Nel2025 l’Italia conferma uno dei più alti tassi di motorizzazione d’Europa, con valori particolarmente elevati nel Mezzogiorno e nelle Isole. L’auto privata continua a dominare la mobilità urbana, mentre persistono ritardi nello sviluppo del trasporto pubblico, delle reti ciclabili e della mobilità elettrica. Restano inoltreforti divari territoriali: alcune città del Centro-Nord mostrano modelli più sostenibili, mentre nel Sud la carenza di alternative rafforza la dipendenza dall’automobile.
Sul fronte della qualità dell’aria nel 2025migliorano i livelli annuali di NO₂(biossido di azoto)e PM10, mapersistono criticità legate ai superamenti giornalieri di quest’ultimo. Tutti gli inquinanti considerati nel rapporto ‘Mobilitaria 2026’, (NO₂, PM10, PM2,5) sonoancora oltre glistandard OMSe ifuturi limiti UE 2030per quasi tutte le città interessate.
“I dati mostrano un miglioramento della qualità dell’aria nelle città italiane rispetto ai limiti attuali, ma molto distanti rispetto ai nuovi standard europei e alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanitàha dichiaratoFrancesco Petracchini, Direttore Cnr-Dsstta –Il ‘Piano di Azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria’ rappresenta uno strumento centrale proprio per colmare questo divario e superare le procedure di infrazione che l’Italia ha ricevuto dall’Europa per i superamenti di PM10 e biossido di azoto. È un piano che mette a sistema interventi su mobilità, energia, agricoltura e riscaldamento: il punto decisivo è garantirne un’attuazione efficace e coordinata, al fine di ridurre i livelli di inquinamento dell’aria entro i limiti previsti”.
La sfida dei prossimi anni saràtrasformare i miglioramenti registrati in risultati strutturali e duraturi, accelerando gli investimenti in trasporto pubblico, ciclabilità e mobilità elettrica per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati al 2030.

Secondo MobilitAria 2026,le città devono essere messe nelle condizioni di svolgere un ruolo più incisivo nella gestione di traffico, sicurezza stradale e qualità dell’aria, evidenziando la necessità di invertire la lunga fase di stagnazione del trasporto pubblico locale, attraverso unaumento del Fondo Nazionale Trasporti.
Tra le priorità indicate figurano:
– ladrastica riduzione dell’uso dell’auto privata;
– ilpotenziamento del trasporto pubblico e delle reti ferroviarie;
– ilquadruplicamento delle piste ciclabili:
– ladiffusione delle “Città 30”.
Kyoto Club e Dsstta sollecitano una riorganizzazione degli spazi urbani che metta alcentro la mobilità attiva(pedonale e ciclabile). Le proposte comprendono, inoltre,l’estensione delle ZTL e delle aree a basse emissioni,l’elettrificazione del trasporto pubblico e privato,lo sviluppo della logistica urbana sostenibileemisure per contrastare la cosiddetta “povertà dei trasporti”.
“Mobilitaria 2026 racconta lo sforzo in atto da parte delle città per ridurre traffico, inquinamento e congestione, per promuovere la mobilità sostenibile con il potenziamento del trasporto pubblico, la crescita della mobilità attiva, la riduzione di mortalità ed incidentalità, le innovazioni tecnologiche e di servizio, la multimodalità, l’elettrificazione dei veicoli e servizi– ha concluso Anna Donati, Coordinatrice del Gruppo di Lavoro “Mobilità sostenibile” di Kyoto Club –Ma devono essere sostenute in questo sforzo complesso con risorse adeguate, regole snelle, semplificazioni procedurali, investimenti costanti: è quello che chiediamo a Governo e Parlamento, di predisporre misure e risorse adeguate, rimettendo la mobilità urbana al centro dell’agenda nazionale”.
