La Commissione UE ha presentato un pacchetto sulla mobilità equa dei lavoratori (una Comunicazione e 5 proposte legislative) per rendere più semplice lavorare in un altro Paese europeo, facendo viaggiare con i lavoratori qualifiche, diritti previdenziali e sanitari.
I lavoratori potranno dimostrare e rivendicare i loro diritti in materia di sicurezza sociale e di assicurazione sanitaria, nonché di far riconoscere le loro qualifiche ovunque nell’UE, anche formalmente laddove la professione è regolamentata. Nuove norme e nuovi strumenti proteggeranno meglio i lavoratori mobili dagli abusi ed elimineranno le procedure amministrative lente e complesse che impediscono alle imprese di assumere talenti o fornire servizi in tutta l’UE. Le amministrazioni nazionali beneficeranno di una cooperazione più efficiente per far rispettare i diritti dei lavoratori e combattere le frodi.
Sono alcuni aspetti delPacchetto sulla mobilità equa dei lavoratori che la Commissione UE ha adottato il 15 settembre 2026 con unaComunicazione, per garantirediritti sociali chiari a tutti, ovunque nell’UE, indipendentemente dal luogo in cui scelgono di vivere e lavorare.
“Il mercato unico deve diventare anche un autentico mercato delle competenze con maggiori opportunità per i lavoratori e le imprese– ha dichiarato la Presidente della Commissione UE,Ursula von der Leyen–E quanto questo pacchetto si propone di fare: affrontare due delle dieci terribili barriere, sfruttare al meglio i talenti che abbiamo in Europa e attrarre di più. Semplificazione e rafforzamento dell’applicazione vanno di pari passo: competenze, riconoscimento e protezione si muoveranno senza soluzione di continuità a livello transfrontaliero. Una vittoria per tutti”.
Nel 2024 vivevano in un altro Stata membro 14 milioni di europei, tra cui 10 milioni di persone in età lavorativa (il 3,9 % della popolazione in età lavorativa dell’UE). Allo stesso tempo, il 18% degli intervistati di un sondaggio diEurobarometrodichiarato di voler lavorare all’estero.

Fonte: Eurobarometro
Al vertice dell’UE dello scorso marzo i leader dell’UE hanno chiesto misure volte a rafforzare la mobilità dei lavoratori migliorando il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali e rafforzando la portabilità delle competenze, anche attraverso la digitalizzazione. Inoltre, il pacchetto sulla mobilità equa dei lavoratori tiene conto dell’iniziativa “Un’Europa, un mercato”, l’ambiziosa tabella di marcia promossa dall’UE lo scorso aprile che punta a tagliare entro il 2027 la burocrazia e ridurre la frammentazione normativa tra i 27 Stati membri per rafforzare la competitività e la crescita economica dell’UE, con un monitoraggio costante e una rendicontazione periodica, per garantire la trasparenza e il rispetto delle tempistiche di attuazione.
Il Pacchetto, oltre la Comunicazione sulla mobilità equa dei lavoratori, comprende5 proposte legislative.
–Regolamentoche istituisce unatessera europea di sicurezza sociale (ESSPASS)checonsentirà alle persone di richiedere e ricevere documenti di sicurezza sociale interamente online, tra cui latessera europea di assicurazione malattiae ildocumento portatile A1per i lavoratori distaccati.
Attraverso ilportafoglio di identità digitale dell’UE, le persone che si trasferiscono in un altro paese dell’UE potranno archiviare e presentare tali documenti in formato digitale, mentre le amministrazioni saranno in grado di verificarli in modo rapido e sicuro. Questo spazio digitale sarà disponibile per le persone e le imprese in tutta l’UE entro la fine dell’anno.
In 12 anni ladigitalizzazione potrebbe risparmiare fino a 64 milioni di euro per le imprese, 69 milioni di euro per i prestatori di assistenza sanitaria e 72 milioni di euro per gli ispettori del lavoro attraverso una verifica transfrontaliera più rapida. Le firme digitali potrebberoevitare frodi fino a 277 milioni di euro nello stesso periodo.

Fonte Commissione UE, Factsheet European Social Security Pass
–Legge sulla portabilità delle competenze(“Skills Portabilty Act“), che permetterà ilrilascioin un formato digitale standardizzato delle qualifiche e saranno disponibili nel portafoglio di identità digitale dell’UE, facilitandone la verifica dell’autenticità. La Commissione propone inoltre di fornire un nuovo strumento di confronto delle qualifiche dell’UE, basato sulle informazioni provenienti dalle banche dati nazionali delle qualifiche. Ciò offrirà ai datori di lavoro e ai lavoratori un modo semplice e gratuito per comprendere e confrontare le qualifiche tra gli Stati membri.
La Commissione ha inoltre proposto di aggiornare le norme per il riconoscimento delle qualifiche professionali nelle professioni regolamentate. Unaprocedura digitale obbligatoriarenderà il riconoscimento transfrontaliero per professionisti come medici, infermieri, ingegneri e insegnanti più rapido (cinque settimane anziché tre mesi), più economico e più sicuro, mantenendo nel contempo un’elevata sicurezza pubblica, la protezione dei consumatori e gli standard professionali.
Attraversoquadri comuni di formazione,la Commissione estenderà ilriconoscimento automaticoalle professioni più regolamentate, in particolare a quelle che registrano carenze sulla base di un elenco preliminare di 10 professioni aggiuntive. Contestualmente al Pacchetto, la Commissione ha adottato il primo quadro di questo tipo per ifisioterapisti, una delle professioni più mobili dell’UE.
Le nuove normefisseranno inoltre norme comuni per il riconoscimento delle qualifiche ottenute al di fuori dell’UEper i cittadini dell’UE e per i professionisti di paesi terzi che lavorano nel mercato unico o che presentano domanda dall’estero. Tali procedure richiedono oggi in media 14 mesi, mentre gli standard comuni li porteranno a 4 mesi, riducendo fino alla metà i costi amministrativi delle assunzioni per i datori di lavoro. Per sette professioni in cui esistono già standard di formazione a livello dell’UE, le qualifiche rilasciate da istituzioni accreditate al di fuori dell’UE e riesaminate dagli organismi europei di garanzia della qualità saranno riconosciute automaticamente. Gli Stati membri mantengono il pieno controllo su chi è ammesso nel loro territorio e sulle norme per l’esercizio di una professione.

Fonte Commissione UE, Factsheet Skills Portability Initiative
–Regolamentoper rafforzare l’Autorità europea del lavoro(ELA) distrumenti più solidi per sostenere gli Stati membri nell’applicazionedel diritto dell’UE, consentendo all’ELA di migliorare la sua capacità di fornire una valutazione del rischio per le ispezioni al fine di aiutare gli ispettorati nazionali a orientare meglio i controlli. Propone inoltre di rafforzare la cooperazione e le competenze transfrontaliere con funzionari nazionali di collegamento incaricati delle ispezioni. Migliorerà ulteriormente l’accesso alle informazioni sui diritti e sugli obblighi fornendo sovvenzioni alle organizzazioni che sostengono le persone che lavorano in altri Stati membri e i datori di lavoro che forniscono servizi o assunzioni attraverso le frontiere dell’UE.
La proposta estende ulteriormente il mandato dell’ELA alla lotta contro gli abusi nei confronti dei cittadini di paesi terzi che lavorano nell’UE e al lavoro illegale. Semplificherà inoltre la procedura di mediazione dell’ELA, aiutando gli Stati membri a risolvere più rapidamente le controversie transfrontaliere ed evitando contenziosi, riducendo in tal modo i costi e l’incertezza e migliorando la cooperazione amministrativa.

Fonte Commissione UE, ELA Factsheet
–Direttivadi revisione sullequalifiche professionaliche introduce un canale telematico standardizzato in tutti gli Stati membri per la presentazione e la gestione delle istanze, il taglio dei tempi di attesa, la drastica riduzione della durata del procedimento, l’introduzione della tessera professionale europea (EPC), il consolidamento e l’estensione del certificato elettronico basato sul sistema di informazione del mercato interno (IMI) per semplificare il mutuo riconoscimento senza nuove trafile cartacee, diritto di esercitare l’attività limitatamente ai settori in cui si è già pienamente qualificati nel Paese d’origine, riducendo l’imposizione di ingiustificate misure compensative.
–Direttivasul riconoscimento delle qualifiche dei cittadini extracomunitari, che introduce criteri comuni per il riconoscimento delle qualifiche ottenute fuori dall’UE sia dai cittadini europei sia dai cittadini di Paesi terzi che lavorano nel mercato unico o presentano domanda dall’estero.
Secondo i dati riportati dalla Commissione, le procedure richiedono attualmente in media14 mesi,mentre il nuovo sistema punta a ridurre il periodo medio aquattro mesie a diminuirefino alla metà i costi amministrativi sostenuti dai datori di lavoro per le assunzioni.
Per le7 professioni che dispongono già di standard formativi a livello europeo(Medici,Infermieri,Dentisti,Ostetriche,Veterinari,FarmacistieArchitetti) viene inoltre previsto il riconoscimento automatico delle qualifiche rilasciate da determinate istituzioni accreditate situate fuori dall’Unione europea, a condizione che le qualifiche siano sottoposte al controllo degli organismi europei competenti per la garanzia della qualità.
Le principali misure previste dal Pacchetto entreranno in vigore direttamente una volta che le iniziative saranno adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio.
“Questo pacchetto cambierà profondamente in meglio il mercato unico– ha dichiarato alla Conferenza stampa di presentazione del Pacchetto la Vicepresidente esecutiva per i Diritti sociali e le competenze, i posti di lavoro di qualità e la preparazione,Roxana Mînzatu –Per gli europei si tratta di emancipazione: la tua scelta, i tuoi diritti, le tue competenze. Le persone dovrebbero essere in grado di lavorare in tutta Europa con i loro diritti sociali protetti e le loro qualifiche riconosciute più rapidamente. Le aziende dovrebbero essere in grado di reclutare i talenti di cui hanno bisogno con meno scartoffie e meno ritardi. Una maggiore cooperazione tra le autorità nazionali contribuirà a contrastare le frodi e gli abusi, in modo che coloro che infrangono le norme non possano compromettere i lavoratori e le imprese responsabili. Un’equa mobilità del lavoro deve funzionare per tutti, sia che decidano di vivere in altre parti d’Europa o di rimanere nel loro paese d’origine”.
Immagine di copertina: Commissione europea – Direzione generale per l’Occupazione, gli Affari sociali e l’Inclusione
