Un Rapporto della FAO, con la collaborazione di Landscape Alliance, evidenziando il ruolo critico degli ecosistemi forestali, invita i governi globali a smettere di considerare le foreste solo come beni ambientali da proteggere, riconoscendole invece come componenti essenziali di sistemi alimentari sostenibili, resilienti e nutrienti.
Foreste e alberi svolgono un ruolo cruciale nel fornire cibo nutriente e oltre 5 miliardi di persone in tutto il mondo dipendono in qualche misura da essi per il proprio sostentamento. Eppure il loro contributo alla sicurezza alimentare e alla nutrizione rimane in gran parte trascurato nelle statistiche nazionali e nei quadri normativi.
A sottolineare l’importanza delle foreste nella riduzione della fame e della povertà e invitare i Paesi a includerle nelle politiche del sistema agroalimentare, è il nuovoRapporto“Forests for Food. Nourishing people, sustaining the planet” pubblicato il 15 settembre 2026 dallaFAO(Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, in collaborazione conLandascape Alliance, la partnership internazione congiunta tra ilCenter for International Forestry Research(CIFOR) e l’International Centre for Research in Agroforestry(ICRAF).
Il Rapporto esamina i molteplici modi in cui le foreste contribuiscono alla sicurezza alimentare e alla nutrizione, con particolare attenzione agli alimenti forestali, in quanto tra le componenti meno visibili e meno documentate dei sistemi alimentari. Il documento raccoglie dati provenienti da tutto il mondo e contribuisce a un cambiamento di prospettiva, passando da una visione delle foreste principalmente come risorse ambientali al riconoscimento del loro ruolo fondamentale in sistemi alimentari sostenibili, resilienti e nutrienti.
“Collaborando e integrando pienamente le foreste nelle strategie nazionali, regionali e globali, possiamo costruire sistemi agroalimentari più efficienti, inclusivi, resilienti e sostenibili– sottolinea nella Prefazione del Rapporto il Direttore Generale della FAO,QU Dongyu–Dobbiamo farlo, perché la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste sono fondamentali per nutrire le persone, preservare il pianeta e migliorare il benessere delle generazioni presenti e future”.
Secondo l’ultimo Rapporto sullo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo (SOFI 2026), circa 645 milioni di persone hanno sofferto di fame cronica nel 2025.
Allo stesso tempo, le foreste di tutto il mondo continuano ad affrontare diverse sfide.Nell’ultimo decennio, il mondo ha perso in media 10,9 milioni di ettari di foresta ogni anno. La deforestazione e il degrado forestale riducono la biodiversità, indeboliscono i servizi ecosistemici e possono, in ultima analisi, compromettere la produttività agricola e l’accesso a cibo nutriente.
Esiste unaforte correlazione tra la copertura forestale e la qualità dell’alimentazione. Ad esempio, uno studio condotto in Africa ha rilevato che i bambini che vivono in aree con una maggiore copertura arborea tendono ad avere una dieta più varia e nutriente.
Le foreste e gli alberi contribuiscono alla sicurezza alimentare e nutrizionale (FSN) fornendo frutta, noci, tuberi, funghi, insetti commestibili e carne selvatica. Oltre 50.000 specie selvatiche vengono utilizzate per l’alimentazione, la medicina e altri scopi, tra cui almeno 10.000 specie consumate direttamente come cibo.In alcune comunità che dipendono dalle foreste, gli alimenti forestali possono fornire fino all’80% del fabbisogno proteico giornaliero.
I frutti di bosco sono ricchi di minerali e vitamine, mentre semi e noci apportano calorie, olio e proteine alla dieta. Radici e tuberi commestibili sono fonti di carboidrati e i funghi forniscono importanti nutrienti come potassio, selenio e vitamine.Le foglie selvatiche sono ricche di proteine e micronutrienti, tra cui vitamina A, calcio e ferro, spesso carenti nella dieta delle comunità nutrizionalmente vulnerabili.
Le foreste contribuiscono alla salute. Oltre un miliardo di persone in tutto il mondo si affidano alle piante medicinali provenienti dalle foreste, tra cui rimedi per malattie che possono compromettere l’assorbimento dei nutrienti e il benessere generale.
Oltre a fornire cibo e salute, leforeste offrono combustibile(circa 1,8 miliardi di persone dipendono dalla legna da ardere per cucinare), reddito e occupazione,contribuendo al contempo alla biodiversità, alla fertilità del suolo, alle risorse idriche e alla mitigazione dei cambiamenti climatici.
Tali benefici sono integrati dal più ampio contributo delle foreste alla resilienza economica e ai servizi ecosistemici che sostengono comunità, città e paesaggi produttivi:i bacini idrografici forestali forniscono acqua dolce a oltre l’85% delle principali città e supportano l’agricoltura, l’allevamento e la pesca attraverso servizi ecosistemici fondamentali, tra cui la regolazione delle acque, la protezione del suolo, il ciclo dei nutrienti, l’impollinazione, il controllo dei parassiti e la conservazione della biodiversità. In molte regioni, le foreste generano anche fino al 20% del reddito delle famiglie rurali e fungono da indispensabili reti di sicurezza durante i periodi di insicurezza alimentare e difficoltà economiche.
Il rapporto evidenzia le differenze regionali nel contributo degli alimenti forestali all’alimentazione animale e vegetale. In alcune zone dell’Africa, alcune comunità ricavano fino all’80% del loro fabbisogno proteico giornaliero dalla carne di animali selvatici. In Amazzonia, il pesce rappresenta il 44% del cibo totale consumato in peso, insieme alla carne di animali selvatici, alle noci del Brasile e alle bacche di açaí.
L’Asia vanta il maggior numero di specie selvatiche forestali utilizzate a scopo alimentare. In Europa, un’indagine condotta in 28 paesi ha rilevato cheil 90% degli intervistati consuma almeno un alimento di origine forestale ogni anno, mentre più di un terzo consuma carne di selvaggina annualmente. In Nord America, la carne di selvaggina viene consumata più a scopo ricreativo che di sussistenza.
Nonostante la loro importanza, il contributo delle foreste e degli alberi alla sicurezza alimentare e alla nutrizione non è ancora sufficientemente considerato nelle politiche e nella pianificazione dei sistemi forestali e agroalimentari. Ciò è dovuto in parte alla mancanza di definizioni e metodologie concordate a livello globale per la misurazione dei prodotti alimentari forestali e dei servizi ecosistemici forestali, nonché ad approcci politici frammentati.
Il rapporto presenta12 raccomandazioni per sfruttare appieno il contributo delle foreste alla sicurezza alimentare e sociale in termini di politiche, gestione, informazione e governance, tra cui:
– Adottare politiche integrate e specifiche per il contesto e rafforzare i quadri giuridici e politici;
– Diversificare i sistemi di produzione e promuovere la gestione e l’utilizzo sostenibili dei prodotti forestali;
– Incrementare gli investimenti pubblici e mobilitare diverse fonti di finanziamento per l’agricoltura sostenibile e la gestione forestale;
– Rafforzare i sistemi di dati relativi al settore forestale e alimentare e investire in ricerca, innovazione e tecnologia;
– Rafforzare le capacità istituzionali e umane e promuovere partenariati multisettoriali tra governi, società civile e settore privato.
L’aumento dei costi di cibo ed energia, l’instabilità economica, gli impatti climatici e le conseguenze persistenti della pandemia di COVID-19 continuano a compromettere la sicurezza alimentare di milioni di persone in tutto il mondo. Nel frattempo, si prevede che la popolazione mondiale aumenterà di quasi un miliardo di persone nei prossimi 25 anni.
In questo contesto, leforeste assumono un ruolo sempre più importante nel rafforzare la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e aiutare le comunità a sviluppare la resilienza.
