Nonostante i significativi progressi compiuti negli ultimi due decenni, le stime congiunte di UNICEF, OMS e Banca Mondiale sulla malnutrizione infantile a livello globale e regionale rivelano che siamo ancora lontani da un mondo senza malnutrizione, con oltre 150 milioni di bambini sotto i 5 anni affetti da ritardo della crescita.
I progressi verso gli obiettivi globali contro il ritardo della crescita, il deperimento e il sovrappeso nei bambini sotto i 5 anni restano insufficienti.
Lo rivela l’ultima edizione pubblicata il 21 luglio 2025 delleStime congiunte sulla malnutrizione infantiledal 2000 al 2024 (“Levels and trends in child malnutrition”) del Gruppo interagenzialeUNICEF-OMS-Gruppo della Banca Mondiale, da cui emerge una realtà preoccupante:dopo decenni di progressi, la malnutrizione infantile continua a colpire milioni di bambini in tutto il mondo.
Una buona alimentazione è fondamentale per la sopravvivenza, la crescita e lo sviluppo di un bambino, consentendogli di apprendere, impegnarsi e contribuire positivamente alla società. Al contrario, la malnutrizione può ostacolare questo progresso, compromettendo il suo futuro prima ancora che inizi.
Le ultime stime rivelano che:
–150,2 milioni di bambini sotto i 5 anni hanno sofferto di arresto della crescita, ovveroquando i bambini sono troppo bassi per la loro età, che può comportare danni fisici e cognitivi irreversibili;
–42,8 milioni erano afflitti da deperimento, di cui 12,2 milioni da deperimento grave,ovvero quando i bambini sono troppo magri per la loro altezza, con conseguente rischio di morte, soprattutto se grave;
–35,5 milioni erano in sovrappeso, con conseguente aumenta del rischio di malattie legate all’alimentazione in età adulta.

Il rapporto del 2025 evidenzia che il mondo è lontano dal raggiungimento dell’obiettivo 2.2 di sviluppo sostenibile (SDG) “Entro il 2030, eliminare tutte le forme di malnutrizione, incluso il raggiungimento, entro il 2025, degli obiettivi concordati a livello internazionale sull’arresto della crescita e il deperimento dei bambini sotto i 5 anni di età”.
Poco più di un quarto di tutti i paesi (28%) è “sulla buona strada” per dimezzare il numero di bambini affetti da ritardo della crescita entro il 2030, e unavalutazione dei progressi compiuti finora non è possibile per il 20% dei paesi. Si prevede che un numero ancora inferiore di paesi raggiungerà l’obiettivo del3% di prevalenza di sovrappesoentro il 2030, con solo il17% dei paesi attualmente “sulla buona strada”.
InAsiavive oltre la metà di tutti i bambini affetti da ritardo della crescita (51%), mentre inAfricasi registra il43%. La cosa più preoccupante è che l’Africaè l’unica regione in cuiil numero di bambini affetti da ritardo della crescita è effettivamente aumentato dal 2012, passando da 61,7 milioni a 64,8 milioni di bambini.

Tra le Raccomandazioni del gruppo Interagenziale dell’ONU:
–intensificare gli sforzi per raggiungere gli obiettivi globali relativi a rachitismo, deperimento e sovrappeso;
– raccogliere con continuità i dati, fondamentali per monitorare i progressi e identificare le aree che necessitano di maggiore attenzione;
–affrontare la malnutrizione con uno sforzo coordinato tra diversi settori, tra cui sanità, nutrizione, sicurezza alimentare e istruzione.
Senza interventi, c’è ilrischio di vanificare il potenziale di un’intera generazione.
