22 Gennaio 2022
Biodiversità e conservazione Fauna Sostenibilità

L’UE rafforza l’azione per proteggere e ripristinare le foreste nel mondo

La Commissione UE ha adottato una Comunicazione volta a tutelare e migliorare la salute delle foreste esistenti, in particolare quelle primarie, e di espandere in modo significativo la superficie forestale mondiale, all’insegna della sostenibilità e della biodiversità.

Nel 2008 la Commissione UE adottò una Comunicazione sulla deforestazione con l’obiettivo di arrestare entro il 2030 la perdita di superfici forestali su scala globale e di ridurre la deforestazione tropicale lorda di almeno il 50 % entro il 2020. Nonostante gli sforzi dell’UE, difficilmente sarà possibile conseguire questi traguardi: occorre dunque un impegno più deciso.

Pertanto, il 23 luglio è stata adottata una nuova Comunicazione (Stepping up EU Action to Protect and Restore the World’s Forests) che dà anche seguito alle richieste del Parlamento europeo e del Consiglio, che hanno sollecitato ripetutamente un’azione più coordinata e, in particolare, l’eliminazione della deforestazione dalle filiere dei prodotti agricoli.

L’approccio più risoluto della nuova Comunicazione affronta la questione sia sul piano dell’offerta sia su quello della domanda, introducendo misure a sostegno della cooperazione internazionale con i portatori di interessi e gli Stati membri, della finanza sostenibile, di un migliore uso del suolo e delle risorse, della creazione di posti di lavoro sostenibili, della gestione sostenibile delle catene di approvvigionamento, della ricerca e raccolta di dati mirati.

Avvia, inoltre, una valutazione di possibili nuovi interventi di regolamentazione per ridurre al minimo la deforestazione e il degrado forestale causati dai consumi dell’UE. Le foreste sono imprescindibili per far fronte alle grandi sfide del nostro tempo in materia di sostenibilità, tra cui il declino della biodiversità, i cambiamenti climatici e l’aumento della popolazione.

Gli accordi e gli impegni internazionali riconoscono la necessità di un’azione ambiziosa per invertire la tendenza alla deforestazione. Le emissioni di gas serra derivanti dall’uso del suolo e dai cambiamenti d’uso del suolo, soprattutto per effetto della deforestazione, sono la seconda causa di cambiamenti climatici dopo i combustibili fossili e rappresentano quasi il 12 % del totale (più della quota imputabile al settore dei trasporti).

Le foreste accumulano grandi quantità di anidride carbonica, assorbita dall’atmosfera e fissata nella biomassa e nel suolo; arrestare la deforestazione e il degrado forestale è quindi cruciale per lottare contro i cambiamenti climatici. La creazione di nuove foreste e il ripristino sostenibile di quelle degradate possono essere valide soluzioni per integrare gli sforzi in questo ambito: se pianificato e attuato nel rispetto dei principi della sostenibilità, il rimboschimento può apportare notevoli benefici.

Le foreste sono il polmone verde del Pianeta ed è nostra responsabilità prendercene cura. Se non le proteggiamo sarà impossibile raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati in materia di clima ha dichiarato Frans Timmermans, Primo Vicepresidente responsabile per lo Sviluppo sostenibile – Benché le più grandi foreste primarie al mondo non si trovino sul territorio dell’Unione, il comportamento di ciascuno di noi e le nostre scelte politiche possono fare la differenza. Oggi abbiamo dimostrato ai nostri cittadini e ai partner mondiali che per i prossimi cinque anni e oltre l’UE è pronta ad assumersi un ruolo di primo piano in questo settore“.

La Comunicazione persegue un duplice obiettivo:
– da un lato, tutelare e migliorare la salute delle foreste esistenti, in particolare quelle primarie;
– dall’altro, espandere in modo significativo la superficie forestale mondiale, all’insegna della sostenibilità e della biodiversità.

Per questo, la Commissione ha individuato 5 priorità:
1) ridurre l’impronta dei consumi dell’UE sul suolo e incoraggiare il consumo di prodotti provenienti da catene di approvvigionamento che non contribuiscano alla deforestazione nell’UE;
2) collaborare con i Paesi produttori per diminuire la pressione sulle foreste e spingere l’UE verso una cooperazione allo sviluppo che non sia causa di deforestazione;
3 rafforzare la cooperazione internazionale per arrestare la deforestazione e il degrado forestale e promuovere il ripristino delle foreste;
4) riorientare i finanziamenti verso pratiche più sostenibili di uso del suolo;
5) sostenere la disponibilità, la qualità e l’accesso alle informazioni sulle foreste e le catene di approvvigionamento dei prodotti e promuovere la ricerca e l’innovazione.

Tra l’altro, la Commissione UE ha annunciato l’istituzione di un osservatorio dell’UE sulla deforestazione, il degrado delle foreste e i cambiamenti nella copertura forestale mondiale, che si baserà sugli strumenti di monitoraggio già esistenti sviluppati dal Centro Comune di Ricerca (JRC), in particolare i dati di osservazione effettuati dal Programma UE Copernicus, con l’obiettivo di facilitare l’accesso alle informazioni sulle catene di approvvigionamento a enti pubblici, consumatori e imprese.

Si baserà anche sui lavori relativi alla Strategia per la bioeconomia, il cui Piano d’azione prevede un pilastro per comprendere i confini ecologici della bioeconomia.

Negli ultimi 25 anni, il JRC ha fornito supporto politico basato sulla scienza per le questioni relative alle foreste, sviluppando metodi per monitorare la deforestazione tropicale e il degrado delle foreste europee, come il Forest Information System for Europe  (FISE), Regional Forest Observatories in Africa and Southeast o il Progetto pilota Forest Roadless la cui mappa, descritta nella Comunicazione, mostra l’anno previsto di scomparsa delle foreste pluviali primarie in tutto il mondo.

Entro il 2024 le incontaminate foreste pluviali incontaminate nella loro condizione originaria spariranno dalla Costa d’Avorio; entro il 2040 non ci saranno più nel Madagascar, nell’Angola e in India, se gli attuali tassi di deforestazione e degrado delle foreste saranno mantenuti, secondo una nuova mappa del Centro Comune di Ricerca (JRC).

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.