Società

Istruzione: Italia in ritardo rispetto agli altri Paesi OCSE

L’annuale Rapporto “Education at Glance” dell’OCSE, che scatta la fotografia dei sistemi di istruzione dei Paesi più avanzati sul piano economico, conferma che l’Italia, pur con un miglioramento contro la dispersione scolastica rimane in ritardo rispetto agli altri Paesi,  con una spesa a livello terziario, inclusa la ricerca e sviluppo (R&S), di 8.992 dollari per studente universitario, rispetto alla media OCSE di 15.102 dollari.

L’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico dei 38 Paesi membri che sono i Paesi sviluppati aventi in comune un sistema di governo di tipo democratico e un’economia di mercato, ha lanciato il 9 settembre 2025, nel corso di uneventoin streaming, ilRapportoEducation at a Glance 2025: OECD Indicator”, un’autorevole fonte di informazioni sullo stato dell’istruzione nei Paesi dell’OCSE e di alcuni altri Paesi (Argentina, Brasile, Cina, Colombia, Costa Rica, India, Indonesia, Federazione Russa, Arabia Saudita e Sudafrica).

L’edizione di quest’anno pone particolare attenzione all’istruzione terziaria, esaminando i tassi di conseguimento, le variazioni nei risultati del mercato del lavoro per campo di studio, i tassi di completamento e le competenze degli adulti con qualifiche terziarie. Un capitolo aggiuntivo fornisce i risultati dell’Indagine sulle competenze degli adulti 2023 (PIAAC) e li collega ad altri indicatori rilevanti. 

Il livello di istruzione rimane elevato, ma persistono disuguaglianze nelle opportunità
Le disuguaglianze di opportunità ostacolano alcuni studenti che trarrebbero beneficio da un’istruzione terziaria. In tutti i paesi, i bambini provenienti da contesti svantaggiati hanno molte meno probabilità di raggiungere livelli di istruzione superiori rispetto a quelli provenienti da contesti più avvantaggiati. In media, nell’OCSE,solo il 26% dei giovani adulti i cui genitori non hanno completato l’istruzione secondaria superiore possiede una qualifica terziaria, rispetto al 70% dei giovani adulti con almeno un genitore con un’istruzione terziaria.

Sostenere un accesso equo all’istruzione terziaria è fondamentale per migliorare la mobilità sociale, poichéil successo formativo influenza fortemente il successo nel mercato del lavoro. Sebbene un diploma di scuola secondaria superiore offra una buona protezione contro la disoccupazione nella maggior parte dei paesi,molti lavori altamente qualificati e ben retribuiti richiedono un diploma di laurea.

Migliorare i tassi di completamento dell’istruzione terziaria
Dati recentemente raccolti dai paesi OCSE e partner mostrano chesolo il 43% dei nuovi iscritti ai corsi di laurea triennale si laurea entro la durata prevista del corso; questa percentuale sale al 59% dopo un anno aggiuntivo e al 70% dopo tre anni aggiuntivi. I tassi di completamento sono particolarmente bassi tra gliuomini, con solo il 63% che completa una laurea triennale entro tre anni dalla data di fine prevista,rispetto al 75% delle donne.

Gli interventi politici per migliorare i tassi di completamento possono includere il rafforzamento della preparazione accademica e dell’orientamento professionale nell’istruzione secondaria, nonché la progettazione di programmi di istruzione terziaria con sequenze di corsi chiaramente definite e misure di supporto che guidino progressivamente gli studenti verso il diploma. Inoltre, fornire credenziali per competenze specifiche acquisite – anche se non completano gli studi – può aiutarli a dimostrare le proprie capacità ai datori di lavoro. Ciò renderebbe più prezioso il completamento parziale dei programmi di istruzione terziaria.

Oltre le credenziali formali: la sfida del divario di competenze
Sebbene i tassi di conseguimento e completamento offrano informazioni preziose sulle prestazioni del sistema educativo, dotare gli studenti di competenze pertinenti è in definitiva più importante. Nonostantel’aumento del livello di istruzione, le competenze di lettura e scrittura e di calcolo degli adulti nella maggior parte dei paesi OCSE sono rimaste stagnanti o sono diminuite tra il 2012 e il 2023, con una percentuale significativa della popolazione adulta nei paesi OCSE con scarse competenze. Ciò sottolinea chela semplice espansione delle opportunità educative non è sufficiente;i sistemi educativi devono anche garantire che gli studenti sviluppino le competenze necessarie per prosperare.

Il Rapporto è corredato dalla scheda Paese. Da quella relativa all’Italia si evince che un italiano su tre, pari al37% degli adulti(la media OCSE è del 27%)comprende solo testi molto brevi, con informazioni minime che non distraggano l’attenzioneovvero che ha un basso livello di alfabetizzazione.

I laureati nelnostro Paese continuano ad essere pochiemeno donne completano la laurea rispetto alla media OCSE, solo il20% dei giovani si laurea in ambito STEM(Scienza, Tecnologia, Ingegneria Matematica) e glistipendi dei docenti, in 10 anni, sono calati del 4,4% mentre negli altri paesi OCSE sono cresciuti di quasi il 15%.

A differenza della maggior parte degli altri Paesi, la spesa pubblica in Italia è inferiore a livello terziario, inclusa la ricerca e sviluppo (R&S), rispetto ai livelli di istruzione primaria e post-secondaria non terziaria. La spesa pubblica in Italia ammonta a8.992 dollari per studente universitario, rispetto allamedia OCSE di 15.102 dollari.

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