2 Dicembre 2021
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Incendi boschivi: nel 2020 è proseguito il trend di elevata intensità

L’annuale Rapporto sugli incendi boschivi del Centro Comune di Ricerca della Commissione UE evidenzia come lo scorso anno il fuoco abbia divorato340.000 ettari di terreno naturale, un dato inferiore al record di 400.000 ettari del 2019, per il 61% costituito da foreste e aree naturali protette. In Italia gli incendi boschivi nel 2020 sono stati 4.865 (+11% sul 2019 e +38% di superficie interessata) dei quali, secondo l’Arma dei Carabinieri, solo il 2% è da attribuire a cause naturali.

Il Centro Comune di Ricerca (JRC) della Direzione generale Ambiente (DG-ENV) della Commissione UE ha pubblicato il 29 ottobre 2021 l’annuale Rapporto sugli incendi boschivi nel 2020 in Europa e nell’area del Mediterraneo (Forest Fires in Europe, the Middle East and North Africa), sulla base delle informazioni più aggiornate fornite dal Sistema europeo di informazione sugli incendi forestali (EFFIS) e dal Sistema mondiale di informazione sugli incendi (GWIS). 

Le Relazioni sugli incendi boschivi in Europa, Medio Oriente e Nord Africa costituiscono una fonte di informazioni unica nel suo genere per chi si occupa di incendi e per i decisori politici dei Paesi europei e del vicinato: sulla base delle informazioni comunicate ogni anno dalle amministrazioni nazionali competenti, queste relazioni forniscono infatti statistiche ufficiali sull’impatto degli incendi.

Da quanto emerge, dopo il 2019, l’anno peggiore della storia recente dal punto di vista degli incendi boschivi nel mondo, e che in Europa il fuoco ha divorato oltre 400.000 ettari di terreno naturale e danneggiato un numero record di aree naturali protette, il 2020 è stato un altro anno in cui sono stati bruciati circa 340.000 ettari, il 30% più grande del Lussemburgo, e i dati preliminari indicano che nel 2021 la stagione degli incendi è andata peggio. Alla data di pubblicazione del rapporto si parla già di circa 0,5 milioni di ettari andati distrutti, il 61% dei quali sono foreste che avranno bisogno di anni per ricrescere. Circa il 25% delle zone divorate dal fuoco in Europa si trovava all’interno dei siti Natura 2000, le aree di biodiversità dell’UE. Quest’anno l’UE ha potenziato la sua capacità di assistere i Paesi durante la stagione degli incendi, capacità già largamente impiegata per gestire i gravi incendi che hanno colpito la regione mediterranea quest’estate.

Gli effetti dei cambiamenti climatici diventano più evidenti di anno in anno. Una tendenza chiaramente visibile mostra livelli più elevati di pericolo, stagioni degli incendi più lunghe e intensi “mega incendi” a rapida diffusione, che sono difficili da domare con i mezzi tradizionali. Quest’anno, circa 130 000 ettari erano già andati distrutti prima della fine di giugno, il mese che segna di solito l’inizio della stagione degli incendi. Gli incendi non colpiscono più soltanto gli Stati meridionali, ma rappresentano una minaccia crescente anche per l’Europa centrale e settentrionale.

I cambiamenti climatici stanno aggravando il rischio e l’entità degli incendi boschivi in tutto il mondo – ha dichiarato Mariya Gabriel, CommissariaUE per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani e responsabile del Centro comune di ricerca – Gli incendi senza precedenti che si sono verificati a livello mondiale dal 2016 mostrano caratteristiche e intensità mai osservate prima d’ora. Negli ultimi decenni abbiamo visto le nostre foreste tornare a essere rigogliose e ora più che mai dobbiamo preservarle per prenderci cura del pianeta. Il JRC e la Commissione europea stanno mettendo in campo scienza, tecnologie, politiche e cooperazione per prevenire questi gravi incendi, salvaguardare le nostre foreste, preservare la biodiversità e, soprattutto, proteggere vite umane all’interno e all’esterno dell’UE“.

I risultati principali del Rapporto 2020

– È stata la Romania il Paese maggiormente colpito, seguita da Portogallo, Spagna e Italia.

– Gli incendi boschivi hanno colpito duramente i siti protetti Natura 2000 in Europa: si tratta di un totale di 136 331 ettari, circa il 40% dell’area devastata dagli incendi nel 2020. Il dato è leggermente inferiore rispetto al 2019 ma superiore alla media degli ultimi 9 anni.

– Come nel 2019, quasi la metà della superficie dei siti Natura 2000 andati persi è purtroppo concentrata in Romania, in particolare nella riserva naturale del delta del Danubio.

– Nel 2020, incendi di oltre 30 ettari hanno colpito 20 Stati membri, distruggendo complessivamente 339.489 ettari, una superficie inferiore a quella registrata nel 2019.

– Un numero più elevato di persone ha perso la vita nella stagione degli incendi 2020 rispetto al 2019: le segnalazioni nazionali provenienti dalla Spagna indicano 6 vittime, 4 delle quali appartenenti al Corpo dei vigili del fuoco.

– La mappatura rapida del Servizio di gestione delle emergenze di Copernicus è stata attivata 17 volte per un controllo dettagliato degli incendi boschivi, un numero di attivazioni inferiore a quelle effettuate finora nel 2021.

– Nel 2019, il Meccanismo di protezione civile dell’UE è stato integrato con l’introduzione di una flotta aerea antincendio tramite rescEU, la riserva europea di capacità di assistere i Paesi, che comprende aerei ed elicotteri.

Nella Scheda dedicata all’Italia si legge che, secondo le informazioni ricevute dalle Autorità italiane, vi sono stati in totale 4.865 incendi (+11,8% sul 2019) che hanno interessato oltre 55.000 ettari di superficie (+38% sul 2019), di cui quasi il 60% forestale. Il maggior numero di incendi si è verificato in Sardegna, seguita da Campania, Calabria e Sicilia. Secondo le indagini compiute dai Carabinieri sarebbe emerso che solo il 2% di questi incendi hanno avuto origini naturali.

I cambiamenti climatici si ripercuotono sulla durata e sulla gravità della stagione degli incendi, mettendo a repentaglio sempre più vite umane e danneggiando pesantemente l’ambiente naturale ha aggiunto Virginijus Sinkevičius, Commissario UE per l’Ambiente, gli oceani e la pesca –La Commissione europea ha adottato una nuova strategia forestale dell’UE per migliorare la resilienza delle foreste in Europa. Foreste e terreni sani e resilienti, gestiti in modo da proteggere la biodiversità e le persone, sono fondamentali per attenuare l’impatto degli incendi boschivi. Per questo stiamo collaborando con partner e autorità nazionali per fare in modo che la prevenzione degli incendi boschivi basata sul territorio diventi la norma“.

Sulla base della Strategia dell’UE sulla Biodiversità al 2030, la Commissione UE ha proposto lo scorso luglio la nuova Strategia forestale dell’UE al 2030 che intensifica l’azione in materia di prevenzione degli incendi boschivi e promuove una migliore resilienza ai cambiamenti climatici.

Non si deve dimenticare, inoltre, che nell’UE più di 9 incendi su 10 sono causati dall’uomo, per cui la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e le campagne di informazione sul rischio di incendi sono quindi fondamentali per prevenire catastrofi.

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