28 Gennaio 2022
Cambiamenti climatici

COP26: non è più tempo del solito bla bla bla!

All’apertura della COP26 sul clima di Glasgow i leader riconoscono la necessità di dare una risposta alle giovani generazioni che chiedono un’efficace e convincente azione per conseguire l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 °C, riconoscendo che dopo l’Accodo di Parigi si sono limitati ai soliti “bla bla bla”, per riprendere le parole dell’attivista svedese Thunberg, senza assumere impegni concreti per ridurre le emissioni in linea con l’obiettivo sottoscritto.

Dopo la conclusione del G20 di Roma, i Capi di Stato e di Governo si sono trasferiti a Glasgow per partecipare al Vertice del Leader mondiali (1-2 novembre 2021), secondo il Programma stilato dalla Presidenza britannica della COP26 , per annunciare i propri Piani per mantenere a portata di mano l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C, presentare le misure di finanziamento per l’adattamento  delle comunità più esposte agli impatti dei cambiamenti climatici

Nel suo discorso introduttivo, il Presidente britannico Boris Johnson ha citato i film della serie James Bond, molti dei quali interpretati dall’attore Sean Connery,il figlio più famoso di Glasgow”, in cui l’eroe deve disinnescare la bomba che mette in pericolo l’umanità.

Ma questo non è un film e la minaccia è reale – ha affermato Johnson – Questa volta dobbiamo salvare la terra dal pericolo dei cambiamenti climatici, Se falliamo, i giovani ci giudicheranno male, a ragione.

Rifacendosi alle parole dell’attivista Greta Thunberg, Johnson ha ammesso che, dopo l’Accordo di Parigi del 2015, i leader mondiali hanno fatto troppo “bla bla bla” sul fronte dei cambiamenti climatici:Abbiamo tecnologia e soldi, serve la volontà. Un flop della COP26 scatenerebbe ondate di collera nel mondo. Dobbiamo agire prima che sia tardi”.

 A Johnson ha fatto seguito l’intervento del Segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres che ha chiesto un nuovo quadro per esercitare pressioni sui Paesi affinché aumentino le loro ambizioni climatiche non solo ogni cinque anni, come prevede l’Accodo di Parigi, dal momento che i Piani nazionali proposti dai Paesi (NDC) sono ancora ben al di sotto di quanto necessario per raggiungere l’obiettivo di limitare l’aumento delle temperature a 1,5 °C, come ha confermato l’ultimo Emissions Gap Report.

Non facciamoci illusioni – ha sottolineato il Segretario delle Nazioni Unite – Se gli impegni non saranno all’altezza entro la fine di questa COP26, i Paesi dovranno rivedere i loro piani e le politiche nazionali sul clima, non ogni cinque anni, ma ogni anno, fino a quando non sia assicurato il mantenimento di 1,5 °C”.

Guterres ha annunciato l’intenzione di istituire un nuovo gruppo di esperti per elaborare un quadro per misurare e valutare la credibilità degli impegni net zero delle imprese, lamentando il deficit di credibilità e la diversità di metriche utilizzate, per combattere il “greenwashing” e garantire che lo zero netto diventi molto più di un semplice slogan.

La nostra dipendenza dai combustibili fossili sta spingendo l’umanità sull’orlo dell’abisso – ha avvertito Guterres – Siamo di fronte a una scelta netta: o lo fermiamo, o ci ferma. È ora di dire: basta. Basta a brutalizzare la biodiversità. Basta a ucciderci con il carbonio. Basta trattare la natura come un gabinetto. Basta bruciare, trivellare e scavare più a fondo. Stiamo scavando le nostre stesse tombe“.

Nel corso della prima giornata è intervenuto anche il Presidente del Consiglio Mario Draghi che ha ricordatoil G20 di Roma nel corso del quale è stato fissato l’obiettivo di 1,5 °C entro la fine del secolo e quello di zero emissioni al 2050.

Dobbiamo andare oltre rispetto a quanto fatto nel G20, dobbiamo accelerare il nostro impegno – ha affermato il Premier – Il cambiamento climatico ha gravi ripercussioni sulla pace e sulla sicurezza nel mondo. Può esaurire le risorse naturali e aggravare le tensioni sociali. Può portare a nuovi flussi migratori e contribuire al terrorismo e alla criminalità organizzata. Il cambiamento climatico può dividerci”.

Negli ultimi, i giovani ci hanno reso un servizio, portando il tema del clima al centro del nostro dibattito politico – ha aggiunto Draghi, ricordando il loro contributo alla pre-Cop26 di Milano dello scorso settembre – A Glasgow dobbiamo renderli orgogliosi. Le generazioni future ci giudicheranno per ciò che otteniamo o che non riusciamo a raggiungere, Dobbiamo coinvolgerli, ascoltarli e, soprattutto imparare da loro”. “Dobbiamo rafforzare i nostri sforzi nel campo dei finanziamenti per il clima e l’Italia ha triplicato il suo contributo, arrivando a 7 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni, per aiutare i Paesi vulnerabili – ha aggiunto Draghi, annunciando che il Ministro del MiTE Roberto Cingolani avrebbe annunciato una iniziativa ambiziosa da parte dell’ItaliaDobbiamo far lavorare insieme il settore pubblico e quello privato

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