27 Maggio 2022
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Global Risks Report 2022: cooperazione essenziale per contrasto

Il Global Risks Report 2022 del WEF segnala che quest’anno oltre ai principali rischi a lungo termine correlati al clima e all’ambiente e a quelli a più breve come le divisioni sociali, la crisi dei mezzi di sussistenza e il deterioramento della salute mentale, ne stanno emergendo altri 4: sicurezza informatica, competizione nello spazio, disordinata transizione climatica e pressioni migratorie, ognuno dei quali richiede una cooperazione internazionale per contrastarli efficacemente, che attualmente non si intravede.

Per lunga tradizione la pubblicazione del “Global Risks Report” del World Economic Forum (WEF) anticipava di qualche giorno il Forum di Davos, la località sciistica svizzera dove per 50 anni si sono riuniti gli esponenti di primo piano della politica e dell’economia mondiale con intellettuali e giornalisti selezionati, per discutere dei principali problemi sullo scenario internazionale e sulle sfide politico-economiche che si prospettavano a medio-lungo termine.

Per il secondo anno consecutivo, causa le restrizioni correlate alla pandemia di Covid-19, il Forum è stato annullato e rinviato a data da destinarsi, ma il Rapporto 2022, giunto alla 17ma edizione, è stato puntualmente presentato l’11 gennaio 2022.

Prodotto con la collaborazione di Marsh & McLennan Companies, SK Group e Zurich Insurance Group, il Rapporto costituisce una delle pubblicazioni più significative sui rischi globali a medio-lungo termine, sulla base dei risultati dell’ultimo Global Risks Perception Survey (GRPS) che ha coinvolto oltre 950 esperti e decisori politici di tutto il mondo, esamina i rischi raggruppati nelle tradizionali 5 categorie (economici, ambientali, geopolitici, sociali e tecnologici).

Il Rapporto individua alcune delle tensioni globali critiche che potrebbero peggiorare gli impatti a cascata della pandemia e complicare il coordinamento necessario per affrontare le sfide comuni che includono il rafforzamento dell’azione per il clima, il miglioramento della sicurezza digitale, il ripristino dei mezzi di sussistenza e la coesione sociale, e la gestione della concorrenza nello spazio

Di seguito i principali risultati.

Percezioni globali dei rischi
Con il senno del poi: gli intervistati hanno osservato che i rischi per la società e l’ambiente sono peggiorati maggiormente dall’inizio della pandemia, con “l’erosione della coesione sociale” e le “crisi dei mezzi di sussistenza” che occupano i primi posti dei rischi attesi. Altri rischi identificati come peggiorati in modo significativo sono “crisi del debito“, “fallimenti della sicurezza informatica“, “disuguaglianza digitale” e “sfiducia nei confronti della scienza”.

– Outlook e sentiment: solo l’11% degli intervistati ritiene che il mondo sarà caratterizzato da un’accelerazione della ripresa globale verso il 2024, mentre l’89% percepisce che le prospettive a breve termine sono volatili, frammentate o sempre più catastrofiche. L’84% degli intervistati ha espresso sentimenti negativi per il futuro, ovvero è “preoccupato”. Il pessimismo pervasivo potrebbe creare un ciclo di disillusione che rende l’azione galvanizzante ancora più impegnativa.

Orizzonte: “Erosione della coesione sociale”, “crisi dei mezzi di sussistenza” e “deterioramento della salute mentale” sono tre dei cinque rischi visti come le minacce più preoccupanti per il mondo nei prossimi due anni. Queste cicatrici sociali aggravano le sfide del processo decisionale nazionale, limitando il capitale politico, l’attenzione dei leader e il sostegno pubblico necessari per rafforzare la cooperazione internazionale sulle sfide globali. La salute del pianeta, tuttavia, resta una preoccupazione costante. I rischi ambientali, in particolare il “eventi climatici estremi” e il “fallimento dell’azione per il clima“, appaiono come rischi principali nelle prospettive a breve, medio e lungo termine. A medio termine, emergono anche rischi economici come “crisi del debito” e “esplosione della bolla patrimoniale” mentre i governi lottano per bilanciare le priorità di bilancio.

In un orizzonte a più lungo termine:

– Gravità: gli intervistati segnalano ancora una volta che i rischi ambientali hanno il potenziale per produrre i maggiori danni alle persone e al pianeta, seguiti dalle sfide sociali. Anche “crisi del debito” e “dissidi geoeconomici” sono tra i primi 10 rischi per gravità nei prossimi 10 anni.

Mitigazione internazionale: le opinioni degli intervistati su 15 diverse aree di governance segnalano un’ampia delusione per l’efficacia degli sforzi internazionali di mitigazione del rischio. Le aree che sono state valutate quali quelle dove gli sforzi sono stati più intensi: “facilitazione del commercio“, “criminalità internazionale” e “armi di distruzione di massa“, ma solo il 12,5% degli intervistati li ha ritenuti efficaci. Al contrario, “intelligenza artificiale“, “affollamento dello spazio“, “attacchi informatici transfrontalieri e disinformazione” e “migrazioni e rifugiati” sono stati indicate come le aree in cui la mitigazione internazionale non è neppure iniziata.

Una ripresa divergente minaccia la prosperità a lungo termine per tutti
Traiettorie di ripresa irregolari rischiano di far emergere priorità e politiche contrastanti in un momento in cui le società e la comunità internazionale devono collaborare per controllare il COVID-19 e sanare le cicatrici della pandemia. In alcune società, il rapido progresso dei vaccini, i progressi nella digitalizzazione e il ritorno alla crescita pre-pandemia annunciano migliori prospettive per il 2022 e negli anni a seguire. Altri situazioni potrebbero pesare per anni, se non per decenni, dalle lotte per far vaccinare, ai divari digitali e a nuove fonti di crescita economica.

La sfida maggiore che persiste dalla pandemia è la stagnazione economica. Le prospettive macroeconomiche rimangono deboli, con l’economia globale che dovrebbe essere inferiore del 2,3% al 2024 rispetto a quanto sarebbe stata senza la pandemia. I prezzi delle materie prime, l’inflazione e il debito stanno aumentando sia nel mondo sviluppato che in quello in via di sviluppo. La pandemia e le sue conseguenze economiche continuano a soffocare la capacità dei paesi di controllare il virus e facilitare una ripresa sostenibile. Insieme agli squilibri del mercato del lavoro, alle politiche protezionistiche e alle crescenti disparità nell’istruzione e nelle competenze, le ricadute economiche della pandemia rischiano di dividere il mondo tra traiettorie divergenti.

I Governi, le imprese e le società stanno affrontando crescenti pressioni per passare a economie a zero nettoUna transizione rapida e aggressiva allevierebbe le conseguenze ambientali a lungo termine, ma potrebbe avere gravi ripercussioni a breve termine, con milioni di lavoratori del settore ad alta intensità di carbonio che potrebbero trovarsi senza lavoro o innescare tensioni sociali e geopolitiche. Al contrario, una transizione più lenta ma più ordinata prolungherebbe il degrado ambientale, le fragilità strutturali e le disuguaglianze globali. Traiettorie divergenti tra paesi e settori stanno creando più ostacoli alla collaborazione e alla cooperazione in entrambi gli scenari.

– La crescente dipendenza dai sistemi digitali, intensificata dalla risposta al COVID-19, ha modificato radicalmente le società. Allo stesso tempo, le minacce alla sicurezza informatica stanno crescendo e superando la capacità delle società di prevenirle o di rispondere efficacemente. Gli attacchi alle infrastrutture critiche, alla disinformazione, alle frodi e alla sicurezza digitale avranno un impatto sulla fiducia del pubblico nei sistemi digitali e aumenteranno i costi per tutte le parti interessate. Man mano che gli attacchi diventeranno più gravi e di ampio impatto, le tensioni già acute tra i governi colpiti dalla criminalità informatica e quelli complici di tali attacchi aumenteranno poiché la sicurezza informatica diventa un altro cuneo di divisione, piuttosto che di cooperazione, tra gli stati nazionali.

La crescente insicurezza sotto forma di difficoltà economiche, il peggioramento dell’impatto dei cambiamenti climatici e la persecuzione politica costringeranno milioni di persone a lasciare le proprie case in cerca di un futuro miglioreTuttavia, in molti paesi, gli effetti persistenti della pandemia, l’aumento del protezionismo economico e le nuove dinamiche del mercato del lavoro stanno creando maggiori barriere all’ingresso di migranti alla ricerca di opportunità o rifugio. La riduzione delle possibilità di migrazione ordinata e l’effetto di ricaduta sulle rimesse rischiano di far perdere la strada   per ripristinare i mezzi di sussistenza, mantenere la stabilità politica e colmare i divari di reddito e lavoro.

Anche se l’uomo da decenni esplora lo spazio esterno, negli ultimi anni si è assistito a un aumento delle attività private e pubbliche, creando nuove opportunità, si segnala che lo spazio esterno è un terreno emergente di rischioLa conseguenza più immediata dell’aumento dell’attività spaziale è un maggiore rischio di collisione tra le infrastrutture vicine alla Terra e gli oggetti spaziali, che potrebbe influenzare le orbite su cui fanno affidamento sistemi chiave sulla Terra, danneggiare preziose apparecchiature spaziali o innescare tensioni internazionali. La crescente militarizzazione dello spazio rischia anche un’escalation delle tensioni geopolitiche, a causa in particolare dell’incapacità delle potenze spaziali di collaborare su nuove regole per governare lo spazio.

Insomma, proprio nel momento in cui c’è un urgente bisogno di collaborare per controllare il Covid-19 e sanare le ferite anche sociali ed economiche, la comunità internazionale rischia di aggravare le divisioni politiche.

L’unica cosa che redimerà l’umanità è la cooperazione… è normale augurarsi il proprio benessere, ma nel nostro mondo tecnicamente unificato, voler bene a se stessi è sicuramente inutile a meno che non sia combinato con il voler bene agli altri”, ammoniva negli anni ’50 il filosofo pacifista e premio Nobel per la Letteratura, Bertrand Russel.

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