Circular economy Sostenibilità

Flexbimec: il progetto LIFE De – Bay

Maurizio Ruozi, CEO di Flexbimec International S.r.l (azienda che da molti anni opera nel campo della produzione di elementi per l’oleodinamica), in una intervista video a Regioni & Ambiente ci spiega in cosa consiste il progetto LIFE De – Bay, co-finanziato dalla Comunità europea.

La Flexbimec, azienda nata quarantacinque anni fa, è infatti, specializzata nella movimentazione dei fluidi lubrificanti ed è stata in grado di sviluppare una vasta gamma di attrezzature per il recupero dei materiali che costituiscono gli ELV (End of life Vehicles – veicoli giunti a fine vita) e per il controllo e la movimentazione dei fluidi degli stessi.

Si pensi che ogni anno in Europa vengono prodotti oltre 10 Mt di ELV, con cinque stati membri: Germania, Italia, Inghilterra, Francia e Spagna, che incidono profondamente sul bilancio finale.

Nel 2016 i progetti per l’ambiente selezionati dalla Commissione europea sono stati in totale 144, con un investimento complessivo di 379 milioni di euro: tra di essi spicca il progetto LIFE De – Bay (Flexbimec International S.r.l).

Lo smaltimento dei veicoli fuori uso è, infatti, una preoccupazione globale e quando un veicolo giunge al termine della propria vita, l’85% di esso dovrebbe essere riciclato.

Il progetto LIFE De – Bay, nasce, dunque, proprio con l’intento di ridurre l’impatto ambientale degli ELV e rendere più efficace il lavoro degli autodemolitori di piccole e medie dimensioni, sia in Italia che all’estero, riducendo parallelamente i tempi delle attività di smaltimento dei veicoli dell’80%.

Con il progetto LIFE De – Bay, la Flexbimec è stata, quindi, in grado di sviluppare tecniche di recupero decisamente più veloci rispetto agli standard attuali e ad alto grado di efficienza, mediante la predisposizione di “isole di bonifica” o “di disinquinamento”, completamente attrezzate con macchinari che permettono di recuperare considerevoli quantità di materiale proveniente dai veicoli (fino al 99% del peso), più i rispettivi fluidi ivi contenuti (olio motore, olio del cambio, olio idraulico, antigelo e molti altri), lavorando in totale sicurezza e con il massimo rispetto per l’ambiente.

Per ottenere la completa e auspicabile diffusione di questo progetto l’azienda non esiterà a utilizzare la propria rete commerciale sparsa in tutto il mondo.

È, infatti, indispensabile proporre questa soluzione anche in quei paesi dove la legislazione italiana (che fa riferimento alla direttiva europea 2000/53 CE, ormai divenuta legge) non è ancora applicata, o lo è solo parzialmente; insomma in tutti quei mercati che purtroppo non hanno ancora raggiunto gli alti standard europei, dal Sud America al Sudafrica.

Ambra Belloni

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.