28 Settembre 2021
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Ecodom: nel 2019 raccolto e riciclato il 16% in più di RAEE

Ecodom il più grande Consorzio italiano per il recupero e il riciclaggio di RAEE con il corretto trattamento di tale tipologia di rifiuti ha evitato l’immissione in atmosfera di 849mila tonnellate di CO2 e il consumo di oltre 153 milioni di kWh di energia elettrica.

Ecodom, il più grande Consorzio italiano per il Recupero e il Riciclaggio di Elettrodomestici con 124 aziende consorziate,nel 2019 ha gestito 122.330 tonnellate di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) provenienti dai nuclei domestici (+16% rispetto al risultato del 2018): una quantità paragonabile al peso di 156 Freccia Rossa 1000 da 8 carrozze.

I risultati ottenuti da Ecodom nel 2019 sono la prova di un impegno continuo per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Più che delle quantità gestite, siamo particolarmente orgogliosi della qualità del servizio che il Consorzio offre al Paese, sia per quanto riguarda la puntualità dei ritiri dalle isole ecologiche, che lo scorso anno è stata pari al 99,6% su 53.567 ritiri effettuati, sia per i benefici ambientali che la nostra attività genera – ha dichiarato Giorgio Arienti, Direttore generale di Ecodom – Sono risultati ancora più importanti se si considera che il settore dei RAEE è indebolito da carenze legislative e dalla mancanza di adeguati controlli lungo la filiera, come è stato evidenziato dalla recente inchiesta svolta dal nostro Consorzio insieme ad Altroconsumo sulle rotte illecite dei rifiuti elettrici ed elettronici in Italia”.

Il riferimento è all’indagine Dov’è finito il mio frigorifero?”, che ha portato alla luce molti degli elementi che pregiudicano il corretto funzionamento della filiera italiana dei RAEE, dalla mancanza (soprattutto in alcune zone di Italia) di servizi efficaci per consentire una sicura dismissione dei RAEE da parte dei cittadini, fino al comportamento non corretto tenuto da alcuni degli stessi attori della filiera, come è stato rilevato in alcuni casi anomali all’interno di alcune isole ecologiche e di alcuni impianti di trattamento.

Tra tutti i RAEE raccolti durante il 2019 hanno prevalso ancora, ovviamente, quelli del raggruppamento R2 (Grandi Bianchi: lavatrici, lavastoviglie, forni) con 76.042 tonnellate, pari al 62% del totale. Seguono quindi quelli del Raggruppamento R1 (Freddo e Clima) con 38.451 tonnellate (31%), R4 (Piccoli Elettrodomestici) con 4.553 tonnellate (4%) e infine R3 (Tv e Monitor) con 3.277 tonnellate (3%). Il Consorzio ha trattato, inoltre, anche 7 tonnellate di sorgenti luminose (R5).

Nella tabella sono riportate le quantità di RAEE trattate da Ecodom in ciascuna regione italiana. Sul podio 3 Regioni del Nord (Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto), seguite dalla Toscana, mentre fanalino di coda è il Molise che ha scambiato il titolo di Regione meno virtuosa con la Basilicata, nel 2019 penultima.

I risultati operativi del 2019 confermano il ruolo chiave di Ecodom nello sviluppo di una reale Economia Circolare a livello nazionale. Il tasso di riciclo delle Materie Prime Seconde è stato pari al 89% del peso dei RAEE domestici gestiti dal Consorzio (la percentuale si riferisce all’intero bilancio di massa prodotto dal Consorzi, che comprende altri materiali come vetro e cemento). Considerando solo le 4 materie prime seconde prese in esame (rame, ferro, alluminio e plastica), il tasso di riciclo si attesta sul 73%.

Dalle oltre 122mila tonnellate di RAEE domestici gestiti, Ecodom ha ricavato 70.833 tonnellate di ferro, pari a 202 volte il peso della copertura della Galleria Vittorio Emanuele di Milano, 2.264 tonnellate di alluminio, pari a 2,7 milioni di caffettiere, 2.493 tonnellate di rame, pari a 27 volte il peso del rivestimento della Statua della Libertà, e 13.894 tonnellate di plastica, pari a 38,6 milioni di cestini da ufficio.

Il corretto trattamento di questa tipologia di rifiuti ha permesso di risparmiare 153.475.338 kWh di energia elettrica, pari ai consumi domestici annui di una città di 141.844 abitanti (come Salerno) e di evitare l’immissione in atmosfera di 849.408 tonnellate di anidride carbonica, come la quantità di CO2 che verrebbe assorbita in un anno da un bosco di 849 kmq (esteso quanto la provincia di Lecco).

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