Kyoto Club ha presentato i 35 casi studio raccolti che coprono l’intera filiera del sistema produttivo italiano, dall’industria al terziario e residenziale, coinvolgendo anche realtà del mondo accademico italiano e della consulenza e finanza agevolata, che dimostrano come l’integrazione tra digitalizzazione ed efficienza energetica sia una leva concreta per la sostenibilità del Made in Italy.
Nel corso del Convegno “Digitalizzazione, sostenibilità, efficienza energetica: leve di sviluppo del Made in Italy!” è stato presentato il Dossier “Casi di sviluppo digitale e sostenibile. Sintesi perimetro e benefici” che raccoglie 35 casi studio reali, individuati dal Gruppo di lavoro Efficienza energetica e trasformazione digitale di Kyoto Club, che evidenzia come la digitalizzazione funga da motore per la transizione ecologica in Italia, con impatti misurabili, tra cui una riduzione delle emissioni fino all’85% e un ritorno sull’investimento entro 2-3 anni in settori chiave come l’efficienza energetica e l’elettrificazione.
“È un Made in Italy che va conosciuto, compreso, sostenuto, da politica, mercato e istituzioni – si legge nell’introduzione – È uno scenario che, senza pretendere di essere esaustivo e predittivo, indica strade concrete di sviluppo tecnologico, efficienza energetica ed operativa, creatività, collaborazioni virtuose”.
I lavori sono stati introdotti da Laura Bruni – Coordinatrice del Gruppo di lavoro Efficienza energetica e trasformazione digitale – Kyoto Club.

I casi raccolti coprono l’intera filiera del sistema produttivo italiano, dall’industria al terziario e residenziale, coinvolgendo anche realtà del mondo accademico italiano e della consulenza e finanza agevolata.
Nel settore industriale l’utilizzo mirato di sistemi di misura e controllo dell’energia, unito all’automazione di processi e macchine, ha permesso di incrementare l’efficienza energetica fino al 30%, con impatto positivo anche sull’efficienza operativa e sui valori ambientali, sociali e di governance (ESG) di tutta la filiera.
Nel settore residenziale, progetti di riqualificazione energetica e geotermia hanno generato risparmi sui costi energetici che in diversi casi superano il 60%, livelli di indipendenza energetica fino a oltre il 70% e incrementi del valore immobiliare compresi tra il 6% e il 10%.
In strutture sanitarie e sportive, l’integrazione tra autoproduzione rinnovabile e sistemi digitali di gestione ha permesso di ridurre drasticamente la dipendenza da fonti fossili senza interrompere le attività.

“Non investire preventivamente in sostenibilità significa scontrarsi con il fatto che le risorse del nostro pianeta sono finite – ha osservato Geoffrey Richard, Professore onorario di economia circolare e sostenibilità all’ École nationale supérieure des mines de Paris e ora Vp Strategy in Schneider Electric di Stezzano (Bergamo) nel suo intervento – Schneider sta investendo molto nei processi di elettrificazione, automatizzazione e digitalizzazione. Tutto questo consente di ridurre la nostra impronta di carbonio, prestando attenzione alla regola delle ‘4C’: climate, per cui tutti gli Stati sono impegnati a ridurre la propria impronta carbonica per raggiungere il target del 1.5 °C fissato dall’Accordo di Parigi; ‘compliance’, che richiede l’adeguamento degli stati nazionali alle normative sulle impronte di carbonio; ‘custom’, per rispondere alle esigenze dei clienti e a quelle della catena del valore; e infine ‘cost’, per gestire l’impatto dei costi energetici e delle materie prime”.
Sono intervenuti, tra gli altri, rappresentanti di alcune delle aziende menzionate nelle 35 best practices (A2A Seingim Consulting, Teicos Group, Comoli, Ferrari & C, PMTECHS).
Dall’analisi emerge con chiarezza un elemento trasversale: le tecnologie sono mature, i benefici economici sono misurabili e le competenze sono già presenti lungo le filiere del Made in Italy.
Per trasformare queste esperienze in sistema è però necessario garantire stabilità normativa, strumenti finanziari accessibili e continuità delle politiche di sostegno alla transizione energetica, in coerenza con gli obiettivi europei.
