28 Settembre 2021
Diritto e normativa Società

Danno Ambientale: pubblicate le Linee Guida della Commissione UE

Per fornire chiarimenti su cosa debba intendersi per “danno ambientale” e quando gli operatori  siano responsabili dei danni ambientali che provocano, di cui alla Direttiva sulla responsabilità ambientale, la Commissione ha pubblicato delle Linee guida che spiegano in dettaglio l’ambito e forniscono maggiore chiarezza giuridica e armonizzazione della sua interpretazione e applicazione.

Sulla GUUE del 7 aprile 2021 è stata pubblicata la Comunicazione della Commissione UE “Linee guida per un’interpretazione comune del termine ‘danno ambientale’ di cui all’articolo 2 della direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale

La Direttiva 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale (ELD) ha istituito quadro legislativo basato sul principio “chi inquina paga”, oltre che prevenire e porre rimedio ai danni ambientali.

La Direttiva definisce (art. 2) “danno ambientale“: “danno alle specie e agli habitat naturali protetti, vale a dire qualsiasi danno che produca significativi effetti negativi sul raggiungimento o il mantenimento di uno stato di conservazione favorevole di tali specie e habitat”, la cui entità è da valutare in riferimento allo stato di conservazione, al momento del danno, ai servizi offerti dai valori ricreativi connessi e alla capacità di rigenerazione naturale, secondo i criteri enunciati nell’Allegato I.

La Direttiva si applica (Art. 3) ai danni causati da operatori che svolgono attività pericolose elencate nell’Allegato III e che sono soggetti a responsabilità oggettiva, e dagli altri operatori non inclusi in tale elenco che sono responsabili dei danni per colpa a specie o habitat naturali protetti

Stabilire se la Direttiva si applichi a una particolare attività . Gli operatori che esercitano attività professionali non incluse nell’allegato III sono responsabili soltanto dei danni causati alle specie e agli habitat protetti) (Fonte: Direttiva sulla responsabilità ambientale – Manuale per la formazione, elaborato da EFTEC per conto della Commissione UE, 2013)

Una valutazione sull’attuazione di tale Direttiva effettuata dalla Commissione UE aveva rilevato significativi ostacoli nella mancanza di un’applicazione uniforme dei concetti chiave, in particolare di quello di “danno ambientale”.

Un emendamento adottato nel 2019 richiedeva alla Commissione UE di sviluppare delle Linee guidaper fornire una comune interpretazione del termine “danno ambientale“.  Così lo scorso marzo la Commissione UE ha dato attuazione a tale richiesta adottando le Linee guida che forniscono chiarimenti su cosa debba intendersi per “danno ambientale”, che aiuteranno gli Stati membri a valutare meglio se i danni all’acqua, al suolo, alle specie protette e agli habitat naturali debbano essere prevenuti o ripristinati, spiegando in dettaglio l’ambito di ciascuna di queste categorie e fornendo maggiore chiarezza giuridica e armonizzazione della sua interpretazione e applicazione.

La natura è sottoposta a forti pressioni a causa delle attività umane e dell’inquinamento e arrestare la perdita di biodiversità è un’enorme sfida per tutti noi – ha dichiarato il Commissario UE all’Ambiente, agli Oceani e alla Pesca, Virginijus Sinkevičius  Rendendo più chiaro quando gli operatori sono responsabili dei danni ambientali che causano, queste nuove linee guida aiuteranno a raggiungere gli obiettivi della nostra strategia per la biodiversità e del prossimo piano d’azione per l’inquinamento zero“.

Le Linee guida sono importanti perché la nozione di “danno ambientale”, basata sul principio “chi inquina paga”, è strettamente legata ad altre Direttive UE, in particolare a quelle su Uccelli, Habitat, Acque e Ambiente marino. Per cui le Linee guida contribuiscono anche al raggiungimento degli obiettivi previsti da tali normative.

La Commissione UE sottolinea che tali orientamenti fanno parte di un più ampio sforzo per rafforzare l’attuazione della Direttiva sulla responsabilità ambientale e, più in generale, il modo in cui gli Stati membri seguono i problemi relativi ai danni ambientali e al mancato rispetto della legislazione ambientale dell’UE, e che collaborerà con tutte le parti interessate per garantire che le Linee guida siano utilizzate correttamente nell’attuazione della Direttiva.

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