Cibo e alimentazioneSostenibilità

Cibo: le persone hanno idee sbagliate sull’impatto ambientale  

Una ricerca dell’Università di Nottingham ha evidenziato che le persone spesso fraintendono l’impatto ambientale del cibo che consumano. Sebbene molti credano che gli alimenti trasformati siano i peggiori, tendono a trascurare l’impatto sorprendentemente elevato di alimenti come la frutta secca e a sottovalutare quanto sia dannosa la carne bovina, confermando la necessità di un’etichettatura che ne indichi l’impatto ambientale.

Per promuovere cambiamenti nelle abitudini alimentari del pubblico, necessari per evitare di superare i limiti di sostenibilità planetaria entro il 2050, è fondamentale comprendere come le persone percepiscono l’impatto ambientale dei prodotti alimentari. Tuttavia, le ricerche su questo argomento finora hanno preso in considerazione solo una gamma ristretta di tipologie di prodotti e hanno rilevato le percezioni utilizzando scale di valutazione ambientale a singolo elemento, che potrebbero non essere in linea con le rappresentazioni mentali sottostanti dei consumatori.

Ora un nuovoStudio(Dimensions underlying public perceptions and misperceptions of food\’s environmental impact), pubblicato sul Journal of Cleaner Productione condotto da ricercatori dellaFacoltà di Psicologiadell’Università di Nottingham,offre una nuova prospettiva sucome le persone valutano l’impatto ambientale degli alimenti che consumano, evidenziando come molti si sbaglino e ci sia una chiara necessità di etichette semplici sull’impatto ambientale per guidare scelte più consapevoli.

Perché le scelte alimentari sono importanti per l’ambiente
La produzione alimentare riveste un ruolo fondamentale nelle problematiche ambientali, tra cui le emissioni di gas serra e la perdita di biodiversità.Incoraggiare abitudini alimentari più sostenibili dipende in parte dalla comprensione di come le persone percepiscono l’impatto ambientale dei diversi alimenti. Per misurare l’impatto ambientale di un alimento, gli scienziati utilizzanouna valutazione del ciclo di vita che traccia l’intero processo dalla produzione allo smaltimento. Questo approccio “dalla culla alla tomba” considera gliinputcomefertilizzanti,acquaedenergia, insieme aglioutputcomeemissionidi gas serra(spesso espresse in equivalenti di CO2),uso del suoloerifiuti

Lo studio esamina le scelte di spesa nel mondo reale
Le ricerche precedenti si sono generalmente concentrate su una selezione limitata di alimenti. Questo progetto, finanziato daSmart Data Research UKI, è il primo a esplorarecome le persone percepiscono l’impatto ambientale di un’ampia gamma di prodotti comunemente reperibili in un tipico supermercato.

I ricercatori hanno chiesto a 168 partecipanti nel Regno Unito diclassificare un’ampia varietà di alimenti in categorie di impatto ambientale da loro stessi create. I risultati hanno rivelato unadiffusa discordanza di idee su quali alimenti siano più o meno dannosi per l’ambiente. Inoltre, ai partecipanti sono state mostrate stime scientifiche dell’impatto ambientale di ciascun prodotto edè stato chiesto loro se i risultati fossero superiori o inferiori alle loro aspettative.

Grafico dell’impatto ambientale stimato scientificamente, utilizzando i dati di Clark et al.(2022). In questo esempio illustrativo, gli impatti ambientali della carne macinata di manzo, della frutta secca mista, del tofu e della zucca arancione sono indicati come sorprendenti (fonte:Journal of Cleaner Production, 2025).

Per ciascuno dei 30 prodotti inseriti nella tabella soprastante, ai partecipanti è stato anche chiesto delle loroattuali abitudini di acquisto(“Attualmente non acquisto mai questo prodotto“; “Attualmente acquisto questo prodotto almeno occasionalmente”) e delle lorofuture intenzioni di consumo(“Acquistare meno spesso/smettere di acquistare“; “Nessun cambiamento“; “Acquistare più spesso/iniziare ad acquistare“).

Principali idee sbagliate su cibo e sostenibilità
Lo studio ha rilevato che le persone tendono a valutare l’impatto ambientale degli alimenti basandosi su due fattori principali:se il cibo proviene da animali o da pianteequanto è trasformato. In generale, ipartecipanti presumevano che carne e latticini, così come gli alimenti altamente trasformati, fossero più dannosi per l’ambiente.

Tuttavia, queste ipotesi non sempre corrispondono alla realtà.Molti partecipanti hanno sovrastimato l’impatto ambientale degli alimenti trasformati,sottovalutando al contempo quello dei prodotti ad alto consumo idrico(ad esempio lafrutta secca). Sono rimasti inoltre sorpresi nello scoprirequanto sia maggiore l’impatto ambientale della carne bovina rispetto ad altre carni come il pollo.

Abbiamo ideato un’attività online per coinvolgere le persone sull’argomento e fornire un modo interattivo e visivo per indagare la loro comprensione dell’impatto ambientale del cibo– ha affermatoDaniel Fletcher, Ricercatore post-dottorato presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Nottingham e autore principale dello studio –Abbiamo scoperto che i partecipanti erano disposti a modificare il proprio comportamento d’acquisto in base a questa attività, dichiarando l’intenzione di diminuire (o aumentare) il loro consumo futuro di prodotti per i quali erano rimasti sorpresi da quanto alto (o basso) fosse l’impatto ambientale stimato scientificamente. I risultati suggeriscono inoltre che le persone potrebbero avere difficoltà a confrontare l’impatto ambientale dei prodotti di origine animale e degli alimenti altamente trasformati, perché percepiscono i loro effetti come troppo diversi per poterli valutare a confronto. Le etichette di impatto ambientale che attribuiscono agli alimenti un unico punteggio complessivo (come A-E) potrebbero contribuire a semplificare questi confronti per i consumatori“.

Maggiori discrepanze nelle posizioni in classifica. I valori negativi indicano sottostime e i valori positivi indicano sovrastime (fonte:Journal of Cleaner Production, 2025)

Le maggiori discrepanze a livello di prodotto tra le classifiche di impatto percepite e quelle stimate scientificamente. Le maggiori sovrastime si sono registrate per i prodotti altamente trasformati, come patatine, patatine al forno e succo d’arancia. Le maggiori sottostime si sono registrate principalmente per gli alimenti con elevati valori di consumo idrico ponderati in base alla scarsità (ad esempio, frutta secca mista, latte di mandorle, riso), nonché per il tè, che è associato a emissioni di gas serra relativamente elevate 

Le etichette potrebbero aiutare le persone a fare scelte migliori
I dati sull’impatto ambientale dei prodotti alimentari stanno aprendo nuove prospettive per questa ricerca e questo è il primo studio ad analizzare la questione in relazione a una vasta gamma di prodotti di uso quotidiano, esaminando anche la percezione che le persone hanno di essi– ha aggiuntoAlexa Spence, Professoressa associata alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Nottingham e co-autrice della ricerca –Dallo studio è emerso chiaramente che esistono molti preconcetti al riguardo, il che conferma la necessità di un’etichettatura sull’impatto ambientale, che aiuterebbe le persone a essere più informate e a compiere scelte alimentari sostenibili“.

Immagine di copertina: Italian Food News

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.