La Conferenza delle Parti (CMS-COP15) della Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie di animali selvatici che si è tenuta in Brasile (Campo Grande, 23-29), ha deciso di inserire altre 40 specie, sottospecie e popolazioni di specie aggiunte/aggiornate all’interno delle Appendici I (Specie minacciate di estinzione) e II (Specie che necessitano di cooperazione internazionale), per far fronte al declino del 49% delle popolazioni migratorie (un aumento del 5% in soli due anni).
Si è conclusa in Brasile (Campo Largo, 23-29 marzo 2026) la XV Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Conservazione delle Specie Migratorie (CMS-COP15) che ha visto riuniti sotto lo slogan “Connettere la natura per sostenere la vita” (Connecting Nature to Sustain Life), Governi, scienziati, ambientalisti, popolazioni indigene e comunità locali per affrontare le urgenti sfide diconservazione che riguardano le specie migratorie che attraversano i confini internazionali.
Si tratta uno degli incontri globali più importanti per la conservazione della fauna selvatica acquatica, aviaria e terrestre che migra attraverso terre, fiumi, oceani e cieli, nel corso del quale si sono affrontate una serie di azioni per far fronte all’attuale crisi globale della biodiversità, da cui dipende direttamente o indirettamente la metà del PIL mondiale, tra cui:
–rafforzare la conservazione globale e coordinata delle specie migratorie;
–mettere sotto protezione altri 44 pesci, uccelli e animali terrestri;
– attuare azioni di conservazione mirate e innovative per affrontare le esigenze e le minacce più urgenti;
–contrastare la cattura illegale e affrontare il sovrasfruttamento delle specie, compresi l’uso eccessivo e le catture accidentali;
–potenziare la connettività ecologica per salvaguardare i corridoi e le reti migratorie vitali e rafforzare la resilienza degli ecosistemi;
–promuovere infrastrutture sostenibili e ridurre al minimo l’impatto negativo sulle specie migratorie;
–affrontare le sfide per le specie migratorie attraverso la collaborazione globale, rafforzando le sinergiecon altri accordi ambientali multilaterali.
Il nuovoRapportointermedio“State of the World’s Migratory Species”, redatto in base alla decisione della CMS di fornire un aggiornamento sui principali sviluppi relativi allo stato di conservazione delle specie incluse negli allegati I e II della Convenzione, rileva cheil 49% delle popolazioni di specie migratorie è in declino(un aumento del 5% in soli due anni),il 24% rischia ora l’estinzione a livello globale(un aumento del 2%), mentre7 specie elencate nella CMS hanno migliorato il loro stato di conservazione,a dimostrazione che quando i Paesi lungo le rotte migratorie collaborano, le specie possono riprendersi.

b) Variazione delle tendenze demografiche delle singole specie elencate nella CMS tra lo Stato delle specie migratorie del mondo e rapporto. La legenda mostra il numero totale di specie elencate nella CMS in ciascuna categoria di tendenza demografica; I taxa aggiunti alle appendici del CMS alla COP14 sono esclusi dalla tabella (Fonte: State of the World’s Migratory Species, 2026)
Le migrazionifluviali
Alcune delle migrazioni più lunghe e importanti della Terra avvengono sotto la superficie dei fiumi del mondo e molte stanno rapidamente collassando, come denunciato dallanuova Valutazione“Global Assessment of Migratory Freshwater”, presentata nel corso della Conferenza, che ha identificato349 specie di pesci d’acqua dolce migratori e transfrontalieriche potenzialmente soddisfano i criteri dell’Appendice CMS, di cui24 sono già incluse nell’elenco, lasciando 325 specie candidate.
I numeri:
–205: le specie identificate nella sola Asia, il che la rende l’hotspot globale per i pesci d’acqua dolce migratori a rischio.
– 81%: il declino stimato delle popolazioni di pesci d’acqua dolce migratori a livello mondiale dal 1970, uno dei cali più drastici registrati per qualsiasi gruppo di vertebrati di rilievo.
–97%: la percentuale di pesci migratori già a rischio di estinzione, inclusi nell’elenco CMS.
–15.000: le specie di pesci d’acqua dolce valutate attraverso la Lista Rossa dell’IUCN e i set di dati globali utilizzati per produrre questa valutazione, la base di prove più completa mai assemblata per i pesci migratori d’acqua dolce.
–Oltre 250:i fiumi e laghi transfrontalieri in tutto il mondo, il che significa che il successo della conservazione dipende dalla cooperazione tra i paesi piuttosto che dalle sole azioni nazionali.
– 47%: la percentuale approssimativa dellasuperficie terrestre compresa in bacini fluviali condivisi.
–93%: la percentuale delpescato amazzonico costituito da specie migratorie d’acqua dolce, a sottolineare il loro ruolo cruciale nei sistemi alimentari e nei mezzi di sussistenza regionali.
–436 milioni di dollari: il valore annuo stimato della pesca in Amazzonia in base alle specie migratorie.
–20: le specie del bacino amazzonico identificate come conformi ai criteriper una potenziale inclusione nell’Appendice II della CMS nel nuovo caso di studio.
–Oltre 10.000Km: la distanza di migrazione del pesce gatto dorato(dorado), una delle migrazioni in acqua dolce più lunghe mai registrate.
– 1 solaSoluzione fondamentale: gestire i fiumi come sistemi ecologici interconnessi anziché come corsi d’acqua nazionali isolati.
“Questa nuova valutazione mette in luce una priorità fondamentale per la conservazione delle specie migratorie e dei loro habitat, che finora non ha ricevuto la dovuta attenzione– ha affermatoAmy Fraenkel, Segretaria esecutiva della Convenzione sulle Specie Migratorie (CMS) –Allineando scienza, politiche e cooperazione internazionale, i governi possono salvaguardare le grandi migrazioni di pesci d’acqua dolce ancora esistenti al mondo, nonché le comunità e gli ecosistemi che da esse dipendono”.
Iniziativa globale sulla cattura delle specie migratorie (GTI)
Mentre l’attenzione globale si è concentrata principalmente sul commercio internazionale illegale di alto valore, che può includere il commercio di specie migratorie, per la maggior parte di queste lacattura motivata in gran parte dal consumo domestico a scopo alimentare, dai mercati locali, dalle pratiche culturali e dalla debolezza della governance, è diventata una delle minacce più urgenti e in costante aumento per le specie migratorie in tutto il mondo.
Per affrontare questa sfida globale è stata lanciata l’Iniziativa globale collaborativa (GTI) nell’ambito della CMS che riunirà governi, organizzazioni internazionali, scienziati, organizzazioni ambientaliste, popolazioni indigene e comunità locali per affrontare le cause del prelievo illegale e insostenibile, concentrandosi su 4 aree di intervento:
1)migliorare i dati e il monitoraggio;
2)rafforzare i quadri giuridici e politici;
3)migliorare il coinvolgimento delle comunità;
4)sensibilizzare l’opinione pubblica.
“Il livello di prelievo illegale e insostenibile, compreso quello delle specie incluse nell’Appendice I, supera le nostre peggiori previsioni– ha sottolineatoColman O’Criodain, responsabile delle politiche per la fauna selvatica presso il WWF –Inoltre, la maggior parte di esso è di provenienza interna, quindi non può essere affrontato unicamente attraverso la CITES”.
Atlante delle rotte migratorie delle Americhe
Alla COP15 della CMS, inoltre, è stato presentato unimportante strumento onlineche mappa l’interopercorso annuale di 89 specie di uccelli migratori altamente vulnerabili attraverso le Americhe, che offre a governi, scienziati e ambientalisti una visione senza precedenti delle aree in cui è più urgente intervenire per proteggerle.
Sviluppato dalCornell Lab of Ornithologye dallaCMS, l’Atlante delle rotte migratorie delle Americheindividua isiti di riproduzione, sosta e svernamento crucialida cui dipendono gli uccelli migratori per sopravvivere, molti dei quali sono sottoposti a crescenti pressioni dovute alla perdita di habitat, alle infrastrutture e ai cambiamenti climatici.
Basandosi su milioni di osservazioni volontarie di cittadini inviate tramite la piattaforma eBird, e combinando queste informazioni con modelli scientifici avanzati, l’Atlante identifica le “Aree di Concentrazione degli Uccelli“, ovvero i principali punti di interesse in cui si concentrano in gran numero specie di uccelli elencate nell’Appendice I o II della CMS (Conservation and Monitoring System) in diverse fasi della loro migrazione.
L’Atlante comprende89 specie elencate nelle Appendici I e/o II della CMSe giunge in un momento di crescente preoccupazione per lo stato delle specie migratorie a livello globale. Lungo le rotte migratorie delle Americhe, che si estendono dall’Artico canadese alla Patagonia cilena,622 specie di uccelli migratori dipendono da una fragile catena di habitat che attraversa 56 paesi, molte delle quali sono in declino.
Dallapittima hudsoniana, che nidifica nell’Artico, alfenicottero andinoe allaparula cerulea nordamericana, in rapida scomparsa, questi uccelli dipendono da molteplici ecosistemi transfrontalieri. Un singolo punto debole – unazona umida prosciugata, una foresta frammentata,un sito di sosta alterato– può mettere a repentaglio intere popolazioni.
“Questo atlante mostra cosa diventa possibile quando milioni di osservazioni di uccelli, fornite da persone provenienti da tutto il continente americano, vengono riunite – ha affermato Chris Wood, Direttore del programma delCenter for Avian Population Studiese dieBirdpresso ilCornell Lab of Ornithology –Combinati con la modellazione moderna, questi contributi diventano un potente strumento per la conservazione. Trasformando queste osservazioni in mappe chiare delle aree di concentrazione degli uccelli migratori durante la riproduzione, la migrazione e l’inverno, l’Americas Flyways Atlas aiuta i governi e i partner per la conservazione a concentrare i loro sforzi dove possono fare la differenza maggiore“.
Maggiori tutele per 40 nuove specie migratorie
Le Parti hanno concordato di inserire 40 specie o popolazioni di specie aggiuntive negli Allegati I (specie in pericolo di estinzione) o II (specie che necessitano di un’azione internazionale coordinata) della CMS, che ora comprendono oltre 1.200 specie uniche nell’ambito della Convenzione, in vigore da 47 anni:
40 specie, sottospecie e popolazioni di specie aggiunte/aggiornate all’interno delle appendici I e II della CMS
Terrestre
– Ghepardo(Acinonyx jubatus) – La popolazione di ghepardi dello Zimbabwe è stimata tra i 150 e i 170 individui. Le altre popolazioni sono già state elencate nell’Appendice I.
–Iena striata(Hyaena hyaena)
Avicolo
–Procellariedel genere Pterodroma e Pseudobulweria.
–Gufo delle nevi(Bubo scandiacus)
–Berta piedicarnicini(Ardenna carneipes)
–Sporophila iberaensis (mangiasemi dell’Iberá) – aggiunto all’Appendice II
Aggiunto all’Appendice I:
–Chiurlo hudsoniano(Numenius phaeopus hudsonicus)
–Pittima reale dell’Hudson(Limosa haemastica)
–Gambecchio minore(Tringa flavipes)
Acquatico
Aggiunto agli allegati I e II
–Lontra gigante(Pteronura brasiliensis)
Aggiunto all’Appendice II:
–Mustelus schmitti (segugio patagonico dal naso stretto)
– Sorubi maculato(Pseudoplatystoma corruscans)
Aggiunti all’Appendice I (pur mantenendo il loro status nell’Appendice II):
–Squalo volpe pelagico,squalo volpe dagli occhi grandiesqualo volpe comune(Alopias pelagicus, Alopias superciliosus, Alopias vulpinus)
–Squalo martello smerlato(Sphyrna lewini)
–Grande squalo martello (Sphyrna mokarran)
“Siamo venuti a Campo Grande consapevoli che le popolazioni di metà delle specie protette da questo accordo sono in declino– ha dichiaratoAmy Fraenkel, Segretaria Esecutiva della Convenzione sulle Specie Migratorie (CMS) –Ce ne andiamo con protezioni più forti e piani più ambiziosi, ma le specie stesse non aspettano il nostro prossimo incontro. L’attuazione deve iniziare domani. L’estensione delle protezioni per la iena striata, il gufo delle nevi, la lontra gigante, lo squalo martello maggiore e molte altre specie, dimostra che le nazioni possono agire quando la scienza è chiara. Il nostro dovere ora è quello di colmare il divario tra ciò che abbiamo concordato e ciò che accade concretamente per questi animali”.
