27 Novembre 2022
Energia Fonti rinnovabili

Biomassa per riscaldamento: tecnologie mature per aumentarne il ruolo

Il nuovo Rapporto statistico di Bioenergy Europe dedicato al settore della biomassa per H&C evidenzia che i Paesi membri con le attuali proposte dei PNEC non riusciranno a rispettare gli impegni di incremento delle rinnovabili nel settore. Dal Coordinamento FREE la richiesta di un maggior ruolo nel nostro Piano di biogas e filiera del bosco.

Bioenergy Europe, ONG con sede a Bruxelles (nota precedentemente come AEBIOM) che riunisce più di 40 Associazioni nazionali del settore e 90 Aziende, nonché Università e Istituti di ricerca di tutto il mondo, il cui obiettivo è di sviluppare un mercato sostenibile delle bioenergie, ha recentemente pubblicato il 5° Rapporto statistico del 2019 dedicato al tema Biomass For Heat (Biomassa per riscaldamento) che estende l’analisi anche al raffrescamento (cooling).

Il Rapporto ha il merito di far meglio comprendere il nostro sistema di riscaldamento, fornendo i dati sul calore rinnovabile e le diverse fonti di energia nell’UE-28, i tipi di biomassa utilizzati per il bioheat nel 2018, su quali settori contribuiscono maggiormente al nostro consumo di calore, ecc. La maggior parte dei dati è suddivisa per Paese, in modo da aiutare i responsabili politici e gli investitori a calibrare meglio il loro processo decisionale.

Dal momento che in Heating and Cooling (H&C) si concentra circa la metà dell’energia finale consumata in Europa (49,5% nella EU28), gli sforzi di decarbonizzazione devono concentrarsi in questo settore.

In un momento in cui gli Stati membri stanno sviluppando i loro piani nazionali per l’energia e il clima (PNEC) per il 2030 è necessaria una maggiore ambizione per raggiungere gli obiettivi comuni, spostandosi efficacemente verso un riscaldamento e raffreddamento rinnovabili al 100% – si legge nel Rapporto – Gli attuali obiettivi per il settore proposti dagli Stati membri nei loro progetti di PNEC sono inferiori all’obiettivo di incremento di +1,3% all’anno per la maggior parte di loro. Senza compiere sforzi considerevoli per aumentare la quota di H&C rinnovabile, gli Stati membri non riusciranno a rispettare gli impegni climatici a lungo termine”.

In Italia la quota mercato dei consumi finali a carico di H&C è pari al 49,1% del totale, in Germania si arriva al 54,1% e in Ungheria al 60,0%. Le fonti fossili coprono il 79,4% della domanda, mentre le tecnologie rinnovabili contribuiscono con solo il 19,5%, con la biomassa leader (il 16,9%), mentre le altre rinnovabili generano un apporto pari solo al 2,6%.

Relativamente all’uso di rinnovabili in H&C, a livello Europeo emergono, tra gli altri, Lettonia che copre con fonti rinnovabili il 46,5%, Lituania con il 54,6%, Finlandia con il 54,8% e la Svezia addirittura al 69,1%. L’Italia utilizza solo il 20,1%.

Di quel 2,6% scarso di “altre rinnovabili”, la quota più determinante è quella delle pompe di calore (tecnologia che ha avuto negli ultimi dieci anni i più elevati tassi di sviluppo, con un moltiplicatore pari a un fattore 3), seguite dal solare termico e dal geotermico.

Relativamente al teleriscaldamento, lo studio indica una permanente eccessiva dipendenza degli impianti di district heating alimentati dalle fonti fossili, se pure si sia assistito negli ultimi anni a un forte decremento della componente solida e liquida a favore del gas naturale. A fine 2017 le rinnovabili rappresentavano il 26 % dell’energia distribuita, e di queste il 96% erano classificate come bioenergie. La biomassa solida rappresenta la quota parte principale, cresciuta di tre volte dal 2000 ad oggi.

Tuttavia, la velocità di questo alimentatore ha la potenzialità di cambiare in futuro – sottolinea il Rapporto – La nuova Direttiva Rinnovabili incentiva l’utilizzo di soluzioni efficienti di teleriscaldamento promuove l’uso efficiente delle rinnovabili nel teleriscaldamento, in quanto offre l’opportunità ai consumatori da scollegarsi da soluzioni inefficienti per riscaldarsi. Questo provvedimento dovrebbe incentivare i singoli consumatori a produrre il riscaldamento necessario con rinnovabili, e spingere al contempo i fornitori ad inserire una quota crescente di rinnovabili negli impianti di teleriscaldamento per evitare che i consumatori si scolleghino”.

Al fine di rendere di più immediata lettura il Rapporto, Bioenergy Europe ha reso disponibile un Summary che include gli aspetti salienti e una selezione di grafici, in grado di offrire una panoramica delle attuali dinamiche dei nostri sistemi di riscaldamento.

Nel corso del Convegno Il ruolo del settore agricolo e forestale nel Piano nazionale clima ed energia(Roma, 2 ottobre 2019), organizzato dal Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) come ulteriore occasione di confronto pubblico sulle ricadute economiche e occupazionali degli obiettivi al 2030, indicati nel PNIEC, sono state avanzate richieste per puntare di più su biogas e filiera del bosco.

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