Circular economy Risorse e rifiuti Sostenibilità

Chiudere il cerchio: siamo appena all’inizio

Il 4° Rapporto dell’AEA sula promozione dell’economia circolare in Europa indica che l’intero ciclo di vita del prodotto non viene ancora affrontato in modo coerente, ribadendo la necessità di integrare le attuali politiche e modelli di business circolari con quelle sul clima e la bioeconomia.

L’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha pubblicato il 1° ottobre 2019 il RapportoPaving the way for a circular economy: insights on status and potentials” che fa il punto sulle iniziative intraprese per implementare un’economia circolare che preservi le risorse naturali e riduca al minimo le emissioni e i rifiuti dannosi.

Secondo l’AEA le aziende europee stanno adottando sempre più modelli di business circolari, focalizzati principalmente sull’efficienza operativa e sulla riduzione degli sprechi. Il passaggio a modelli di business basati su prodotti a servizi sarebbe un altro sviluppo promettente, ma cultura aziendale, fattori di mercato e complessità del sistema ne stanno limitando la diffusione

Sono 21 i Paesi su 32 che aderiscono all’AEA che sostengono già iniziative di economia circolare, utilizzando strumenti normativi e di mercato, principalmente per il riciclaggio, il recupero energetico e la gestione dei rifiuti, mentre l’eco-design, il consumo e il riutilizzo sono in genere attuati tramite strumenti politici più morbidi, come campagne di informazione e di etichettatura.

 Produzione di rifiuti da attività economiche per tipologie nell'Ue + Norvegia al 2016 (Fonte: Eurostat, 2019) 

Il nuovo Rapporto rileva inoltre che il monitoraggio dei progressi nell’economia circolare richiede ulteriori investimenti. Molti dati pertinenti – ad esempio, sulla fase di produzione e consumo dei cicli di vita dei prodotti – non sono disponibili nei sistemi di informazione consolidati, comprese le statistiche nazionali. 

Infine viene ulteriormente ribadito che le politiche e le iniziative dell’economia circolare richiedono una migliore integrazione con le politiche sulla bioeconomia e sul clima.

Questo è il 4° Rapporto sull’economia circolare a sostegno della definizione, attuazione e valutazione della politica europea di economia circolare da una prospettiva ambientale. I 3 precedenti Rapporti hanno applicato un approccio sistemico alla definizione di un’economia circolare e ai relativi prodotti.

Nel primo, “Circular economy in Europe. Developing the Knowledge base“, pubblicato nel gennaio 2016, oltre a richiamare l’attenzione sui considerevoli benefici economici ed ambientali derivanti dall’adozione in Europa di un’economia circolare, con la riduzione della forte dipendenza del continente dalle importazioni di materie prime, erano state evidenziate le aree in cui è necessario porre maggior attenzione da parte del mondo della ricerca e della politica, onde trasformare il concetto di economia circolare in situazioni concrete.

Il secondo, “Circuar by design. Products in the circular economy“, pubblicato nel giugno 2017, affrontava specificamente cosa guida la progettazione industriale e come i trend emergenti di produzione e consumo possano favorire o ostacolare un uso dei materiali più circolare e più efficienti, sottolineando la necessità di una migliore conoscenza delle relazioni tra i prodotti, il loro modello imprenditoriale sotteso e il comportamento dei consumatori.

Il terzo,“The Circular Economy and the Bioeconomy. Partners in Sustainability”, preso atto che il programma UE per l’economia circolare (Circular Economy Action Plan – 2015) e quello per la bioeconomia (Bioeconomy Strategy – 2012) hanno obiettivi e aree di intervento simili, in particolare nella progettazione di prodotti e infrastrutture e nella collaborazione lungo tutta la catena del valore, sottolinea che un approccio circolare basato sulla bioeconomia potrebbe aiutare a mantenere il valore dei materiali e la funzionalità per un tempo più lungo, oltre che a evitare sprechi di biorifiuti non riciclati.

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