Il CIB (Consorzio Italiano Biogas) ha presentato a Biogas Italy (Roma, 18-19 marzo 2026), l’evento annuale di riferimento per il settore del biogas e del biometano agricolo in Italia, il Manifesto programmatico per consolidare lo sviluppo del settore agricolo in ottica di sostenibilità e sovranità energetica. L’avvenimento è stato anche l’occasione per celebrare i 20 anni di attività del Consorzio.
Le sfide globali, le possibili soluzioni di decarbonizzazione grazie al biometano agricolo per i settori hard to abate, il contributo del biogas e del biometano agricolo alla sicurezza energetica, il ruolo delle biomasse per raggiungere il potenziale produttivo di biometano nello scenario in Italia e in Europa e le esperienze delle filiere agroalimentari: sono tra i temi principali diBiogas Italy 2026(Roma, 18-19 marzo), l’evento annuale di riferimento per il biogas e il biometano agricolo in Italia, organizzato dal Consorzio Italiano Biogas (CIB).
Il Consorzio, attivo sull’intera area nazionale,rappresenta tutta la filiera della produzione di biogas e biometano in agricoltura, con l’obiettivo difornire informazioni ai Soci per migliorare la gestione del processo produttivo e orientare l’evoluzione del quadro normativo per favorire la diffusione del modello delBiogasfattobene® e raggiungere gli obiettivi al 2050 sulle energie rinnovabili e la lotta al cambiamento climatico.
Il Convegno, giunto alla sua X edizione e organizzato in partnership conEcomondo,SNAM,Veoliae con il patrocinio delMASE, è stato anche l’occasione percelebrare i 20 anni di attività del Consorzio.
“Celebrare il ventennale del nostro Consorzio è un traguardo non scontato– ha sottolineatoPiero Gattoni, Presidente del CIB –In questo cammino abbiamo visto l’agricoltura trasformarsi in una risorsa inestimabile per il Paese, capace di generare beni comuni e restituire dignità a chi lavora la terra. Il contesto geopolitico complesso, ci impone una riflessione attenta sull’orientamento degli investimenti futuri. L’agricoltura è pronta a dare un contributo decisivo, senza arretrare sul percorso di transizione ecologica intrapreso, facendo leva su un ampio potenziale di produzione rinnovabile e su un patrimonio di impianti esistenti che non deve essere disperso”.
Nella prima giornata di Biogas Italy, è stata tracciata la strada da percorrere per raggiungere il pieno potenziale produttivo di gas rinnovabile agricolo al 2030, focalizzandosi sull’attuale quadro geopolitico internazionale e sulla crescente attenzione ai temi di sicurezza e indipendenza energetica. In questo contesto, la filiera agricola è protagonista, offrendo opportunità importanti in termini di alimentazione, energia e fertilizzazione organica.
UnaKey Notes SpeechdiFrancesco La Camera, Direttore generale dell’Agenzia Internazionale delle Energie Rinnovabili (IRENA) dal titolo “La finanza rinnovabile e la crisi globale”, ha evidenziato come il biometano sia un pilastro fondamentale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, specialmente in settori difficili da abbattere (hard-to-abate) e per garantire la sicurezza energetica.
“Viviamo un momento in cui l’energia è tornata al centro del dibattito globale, non solo come questione climatica, ma come questione di sicurezza, stabilità economica e sovranità strategica– ha sottolineato il Direttore di IRENA –Francesco La Camera, Direttore generale IRENA –Le tensioni geopolitiche recenti lo confermano con estrema chiarezza: un sistema energetico dominato dai combustibili fossili è inevitabilmente esposto alla geopolitica. In questo scenario, le bioenergie assumono un ruolo strategico e l’Italia rappresenta un esempio particolarmente rilevante, assumendo il ruolo di leader tra i paesi europei nello sviluppo del biometano, grazie a una filiera agricola avanzata, a un forte coinvolgimento del settore privato e a politiche di sostegno mirate”.
La Camera ha ricordato che l’ultimoRapportodi IRENA sugli investimenti nelle rinnovabili evidenzia come gli investimenti globali della transizione energetica abbiano superato il doppio del valore del 2019, ma “l’investimento è concentrato su alcune economie” il che rende fragile il sistema. Servono maggiori investimenti e apertura a tutti i mercati. Uno scenario in cui “potrebbero essere utili le esperienze italiane” nei paesi più fragili. Questo perché si tratta di unatecnologia attuabile già nel presente e che nell’immediato può dare un contributo importante a sostenere l’energia delle rinnovabili intermittenti.
A tracciare la prospettiva Europea sul settore è intervenuta in video collegamento, la Direttrice Generale ENER della Commissione UE, con laKey Notes Speech“Il ruolo del biogas e del biometano agricolo nella strategia di decarbonizzazione”.
“Le bioenergie rappresentano una via di uscita già pronta e disponibile per l’Europa, in grado di rispondere efficacemente alla crisi energetica e climatica– ha affermatoBiljana Kulisic–Come Commissione, potremmo far leva suitripartite agreement[NdR: sono accordi di collaborazione tra tre parti fondamentali — Governi (o enti pubblici), produttori di energia rinnovabile e consumatori industriali — progettati per garantire forniture energetiche stabili, sostenibili ed economicamente accessibili]per costruire un concreto percorso di sicurezza energetica nel breve periodo. Inoltre, strumenti come RepowerEu e Direttive europee chiave come la RED3, appena recepita anche in Italia, aiuteranno il sistema a definire le nuove norme di supporto fondamentali per lo sviluppo del settore del biogas e del biometano in Europa”.
Sul fronte nazionale, se da un lato serve rendere effettivi tutti gli investimenti promossi dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dall’altro occorre proseguire il percorso di crescita del settore definendo unPiano razionale ed efficace di lungo termine, favorendo il raggiungimento della traiettoria delineata dal PNIEC che prevede di traguardarei 5,7 miliardi di mc al 2030. Serve quindi attivare unPiano strutturato di almeno 5 anniche consenta agli operatori agricoli e industriali di programmare e scadenzare gli investimenti, con unsistema flessibile per le connessioni alla rete del gas e una maggiore interoperabilità tra le reti di distribuzione e trasporto, senza dimenticare la corretta valorizzazione della programmabilità degli impianti che producono energia elettrica e termica da biogas.
Sono queste le proposte principali che secondo il CIB sono i punti cardine per favorire l’utilizzo effettivo del potenziale produttivo reale proveniente dal mondo agricolo. Un potenziale dibiometano che potrà coprire al 2040 fino al 30% dei consumi di gas naturale a livello nazionale.
“Assistiamo purtroppo a crisi internazionali in cui vengono utilizzate le risorse primarie come arma– ha concluso Gattoni –Noi, al contrario, sappiamo bene che è a partire da elementi essenziali come l’energia, l’acqua e il cibo che si costruisce la pace e la stabilità tra i popoli.Non dobbiamo avere paura del futuro: l’agricoltura è, a tutti gli effetti, il futuro dell’umanità”.
