Benessere

World Happiness Report 2026: “Social Media & Happiness”

In occasione della Giornata Internazionale della Felicità 2026 che si celebra ogni anno il 20 marzo, il cui tema quest’anno è “Social Media & Happiness”, per sottolineare che non esiste un unico modo “giusto” di usare i social media, ma piccole scelte ponderate su come li utilizziamo e su come ci trattiamo a vicenda online possono fare davvero la differenza, è stato presentato l’annuale World Happiness Report che indaga lo stesso tema, oltre la pubblicazione della classifica dei Paesi più felici del mondo.

Il 20 marzo 2026 si celebra la Giornata Internazionale della Felicità(International Happiness Day) , proclamata conRisoluzionedell’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 28 giugno 2012 “nella consapevolezza di come la ricerca della felicità sia uno scopo fondamentale dell’umanità, […] riconoscendo inoltre la necessità di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone”.

Social Media & Happinessè anche il tema del nuovoWorld Happiness Report (WHR 2026), lapubblicazione più importante al mondo sulla felicità globale, offrendo preziosi spunti interdisciplinari sul benessere e la felicità delle persone in tutto il mondo, oltre alla classifica dei paesi più felici del mondo, redatto dalWellbeing Research Centredell’Università di Oxford, in collaborazione conGallup,UN Sustainable Development Solutions Networke, ilComitato editorialedel WHR, che viene lanciata in unaserie di eventia livello globale, ma diffusa il 19 marzo, propria in vista della Giornata Internazionale della Felicità.

Da quando è iniziata la pubblicazione, il World Happiness Report poggia su2 pilastri:
– che la felicità o la valutazione della vita possono essere misurate attraverso sondaggi di opinione;
– che possiamo identificare i determinanti chiave di benessere e quindi spiegare i modelli di valutazione della vita nei vari Paesi

La classifica che viene stilata su come gli individui di 147 Paesivalutino la condizione di felicità della loro vita (media 2023-2025) su unascala che va da 0 a 10, sulla base di6 parametri: (reddito pro-capitesostegno socialeaspettativa di vita alla nascitalibertà di compiere delle scelte di vita; generositàcorruzione) mostra che i Paesi nordici continuano a dominare la classifica.Finlandia,Islanda,Danimarca,SveziaeNorvegiasono tutte nellatop 10. Tuttavia la classifica del 2026 ha riservato una sorpresa: per la prima volta nei 14 anni di storia del rapporto, un paese latino-americano (Costa Rica) ha continuato la sua ascesa pluriennale, raggiungendo il4° posto. Completano la top ten:Paesi Bassi(),Israele(),Lussemburgo() eSvizzera(10°).

Secondo il rapporto, questi paesi si classificano bene grazie alla lororicchezza, all’equa distribuzione delle risorse, aisolidi sistemi di welfaree all’elevata aspettativa di vita. Anche ilsostegno socialee lastabilità giocano un ruolo importante nella felicità generale delle persone

L’Italiasi colloca al38° posto, favorita dalreddito medio-pro capitee dall’aspettativa di vita alla nascita, ma viene penalizzata dallascarsa libertà di compiere delle scelte di vitae dall’elevata percezione della corruzione.

Altro aspetto rilevante della classifica di quest’anno è che nessun grande paese anglofono è entrato nella top 10 :Australiaal15° posto,Stati Unitial 23°,Canadaa l25°eRegno Unitoal29°. Peraltro, proprio l’uso eccessivo dei social media sembra contribuire al calo del benessere tra i giovani nei Paesi anglofoni e nell’Europa occidentale, soprattutto tra le ragazze.

Un’indagine internazionale condotta su quindicenni in quasi 50 Paesi suggerisce che un uso intensivo dei social media è associato, mediamente, ad un calo significativo del benessere tra gli studenti intervistati, sebbene l’effetto dipenda fortemente dal tipo di piattaforma social utilizzata, dalle modalità di utilizzo, nonché da fattori demografici come il genere e lo status socioeconomico.

Altri fattori, come ilegami socialie ilsenso di appartenenza, sono associati a cambiamenti ben più significativi nel modo in cui gli intervistati percepiscono la propria vita.

I giovani che utilizzano i social media per meno di un’ora al giorno dichiarano di avere i livelli di benessere più elevati, superiori a quelli di chi non li utilizza affatto. Tuttavia, secondo una stima,gli adolescenti trascorrono in media 2,5 ore al giorno sui social media.

Nel Rapporto Mondiale sulla Felicità 2024, avevamo documentato le tendenze della felicità nelle diverse fasce d’età, riscontrando modelli divergenti a livello globale, con cali di felicità giovanile particolarmente marcati nei paesi anglofoniha affermatoJohn F. Helliwell, Professore emerito di economia all’Università della British Columbia e fondatore del World Happiness Report– Ora, grazie al contributo di una serie di esperti nazionali, regionali e globali e dei dati internazionali disponibili abbiamo verificato in che misura l’entità e la natura dell’utilizzo dei social media corrispondano alle differenze internazionali nelle tendenze della felicità all’interno e tra i paesi e le regioni del mondo“.

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