22 Settembre 2021
Basilicata Beni culturali e turismo Calabria Emilia Romagna Territorio e paesaggio Trentino Alto Adige

Basilicata: da visitare prima che il mondo la scopra

Basilicata_da_visitare_prima_che_il_mondo_ la_scopra

La Basilicata si colloca al prestigioso 3° posto nell’elenco dei luoghi che devono essere assolutamente visitati nel corso del 2018, stilato ogni anno in gennaio dal New York Times, in virtù delle sue spiagge e città antiche, come Matera Patrimonio UNESCO e Capitale Europea della Cultura 2019.

di Carmela Marinucci

Questa è l’occasione di visitarla prima che il mondo la scopra”.
Inizia così la raccomandazione di visitare la Basilicata che la giornalista Danielle Pergament fa dalle colonne del New York Times, rievocando in qualche modo la risposta che nel film “Balla coi lupi” il tenente John Dunbar (Kevin Costner) dà all’ufficiale dell’esercito Unionista che gli domanda come mai voglia essere assegnato ad un avamposto della Frontiera americana: “Voglio vederla prima che scompaia”.

Ogni anno a gennaio il quotidiano statunitense stila l’elenco dei luoghi che dovrebbero essere assolutamente visitati nel corso del 2018 (52 Places to go in 2018). Dei 52 siti dell’elenco, la Basilicata si colloca al prestigioso 3° posto, dopo la città di New Orleans (Louisiana) e la Colombia, e prima dei Mar dei Caraibi.

Nell’articolo si spiega che la Basilicata si trova “nell’arco del piede dell’Italia, tra il tallone della Puglia e la punta della Calabria. Nonostante un passato storico e antico, la regione è stata sottovalutata nei tempi moderni”.

Segreto meglio conservato d’Italia, la Basilicata è ossequiata per le bellissime spiagge, le antiche città e l’assenza del crimine organizzato. Nel 2019 la Città di Matera, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, sarà Capitale europea della cultura. Le sue grotte, un tempo usate come luogo per tenere al riparo il bestiame, poi usate come case primitive, sono ora residenze private e hotel in stile Flintstone”.

Per ora, almeno – conclude la Pergament – il segreto è ancora al sicuro”.

Un tale endorsement per la Basilicata, del tutto giustificato secondo noi italiani, non può che rendere orgogliose le comunità locali che di tale “segreto” sono custodi.

Affascina e rapisce. La Basilicata è riuscita a guadagnarsi la visibilità e riconoscibilità, anche mondiale come in questo caso, sapendo investire sulle sue peculiarità, senza puntare ad una omologazione e ad un turismo di massa – ha dichiarato il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, commentando la classifica stilata dal New York Times, che – ci inorgoglisce e ci stimola sicuri di dover continuare a preservare intatte le nostre caratteristiche e ad investire sempre più nella bellezza del paesaggio, nel sistema ricettivo e turistico lucano che deve essere capace di intercettare flussi e generare economie“.

L’elenco dei 52 luoghi da visitare, quest’anno annovera 3 regioni italiane, contro l’unica della scorsa edizione, la Calabria che si era piazzata al 37° posto, scelta “per le sue offerte culinarie fuori dalle regioni degli itinerari turistici più consueti“. Oltre la Basilicata, infatti, si inseriscono l’Emilia Romagna (40° posto) e Alto Adige/Südtirol (50°).

Dell’Emilia Romagna si parla come di una regione “fertile” con ottimo cibo (food valley) e con città del divertimento estivo come Rimini, dove il 20 gennaio 2018 riaprirà il cinema “Fulgor, allestito dallo scenografo, tre volte premio Oscar, Dante Ferretti, la cui sala è stata immortalata nel film “Amarcord”.

La terza regione italiana a guadagnare una menzione da parte del più prestigioso giornale statunitense è l’Alto Adige/Südtirol, considerata una destinazione wellness di grande rilievo: “i tirolesi hanno sfruttato la pulizia dei cieli… diventando una destinazione per il benessere”, tra saune, spa e bagni caldi. Lo scorso settembre, annota il New York Times, c’è stato l’Alto Adige Wine Summit, “sottolineando le varietà di vini locali meno conosciuti”, quasi a rimproverare al pubblico statunitense di limitare le sue scelte a poche varietà di vini, tralasciando le grandi opportunità di sapori che derivano dalle varietà di vitigni meno conosciuti sul mercato.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.