Nel corso di un webinar è stato presentato il documento predisposto da esperti della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, di ENEA e dell’Università di Bologna, che suggerisce un approccio “circolare” all’intera filiera idrica mirato al recupero sostenibile delle risorse materiali ed energetiche contenute nelle acque reflue.
Per favorire la transizione verso un modello di economia circolare nell’utilizzo delle risorse idriche, la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile (FoSS) e l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile (ENEA) hanno avviato un gruppo di lavoro la cui prima azione pubblica è avvenuta in occasione del webinar del 16 marzo 2021 “Il ciclo dell’acqua e l’economia circolare”, nel corso del quale è stato presentato l’omonimoDossier, a cui hanno contribuito anche l’Università di Roma “La Sapienza”, l’Università di Bolognae ilGruppo 183, che suggerisce un approccio “circolare” all’intera filiera idrica, mirato alrecupero sostenibile delle risorse materiali ed energetiche contenute nelle acque reflue.
Sotto l’impulso dei più recenti rapporti della Commissione UE e delle principali organizzazioni internazionali, che sottolineano la necessità di sviluppare adeguate misure finalizzate ad agevolare la transizione dal modello di economia lineare verso un modello di economia circolare in grado di valorizzare un uso efficiente delle risorse, il Gruppo di lavoro mette al centro delle sue attività la gestione della risorsa più preziosa, indispensabile per la vita e per tutte le attività dell’uomo, l’acqua.
La scarsità d’acqua, infatti, costituisce già oggi un problema grave per alcuni Stati dell’UE. Secondo la Commissione Europea, almeno l’11% della popolazione europea e il 17% del suo territorio sono stati colpiti da scarsità d’acqua, situazione destinata ad aggravarsi a seguito dei cambiamenti climatici. Per favorire, quindi, l’utilizzo di fonti alternative di acqua, di recente il Parlamento Europeo ha approvato il nuovoRegolamentosul riutilizzo delle acque reflue. Nei tre anni previsti per la sua effettiva entrata in vigore dovranno essere risolti importanti nodi strategici che interesseranno l’intera filiera idrica.
Il Gruppo di lavoro, ideato come un gruppo aperto all’adesione di nuovi componenti, si focalizza sui seguenti principali temi di interesse e attività:
–favorire lo sviluppo e la diffusione delle conoscenze in merito al riutilizzo di acque reflue depurate e di fanghi di depurazione;
–sviluppare studi, programmi e linee guida che possano consentire alle pubbliche amministrazioni di avviare le azioni necessarie;
–favorire l’adeguamento della pianificazione regionale a quanto stabilito dal Regolamento.
In particolare, ilriutilizzo delle acque reflue in agricoltura, cioè il settore che in Italia utilizza attualmente il 51% delle risorse idriche prelevate, rappresenta una delle maggiori sfide. Ai fini del riutilizzo delle acque reflue, l’attenzione deve essere posta:
– allaprevenzione dell’inquinamento alla fonte attraverso il divieto o il controllo puntuale nell’uso di alcune sostanze contaminanti;
– allaraccolta e trattamento delle acque reflue in modo efficace e diffuso;
–all’affinamento dei reflui e la loro distribuzione per farne una fonte alternativa di acqua, sicura ed economica, sia per l’irrigazione che per le industrie e per l’ambiente;
– allapossibilità di recuperare energia e materiali presenti nelle acque reflue urbane, quali nutrienti come il fosforo e prodotti chimici come biopolimeri o cellulosa, riutilizzabili nell’industria o nell’agricoltura.
I due interventi introduttivi del webinar, sia quello diEdo Ronchi, Presidente della FoSS che quello diRoberto Morabito, Direttore del Dipartimento di Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali di Enea e tra i curatori del Dossier, hanno evidenziato come la necessità nel nostro Paese di una gestione circolare della risorsa idrica sia prioritario, poiché l’Italia è particolarmente esposta al riscaldamento globalee allesiccità prolungate. Si stima, infatti, che per ogni grado di temperatura in più, la risorsa idrica sia colpita del 20%.
Esaminando più da vicino il contesto attuale economico, sarebbe auspicabile prevedere nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, (PNRR), e quindi nell’utilizzo del Recovery and Resilience Facility (RRF), una disponibilità in più per degli interventi di gestione circolare della risorsa idrica, anche tramite losviluppo di soluzioni innovative e tecnologie.
L’intervento del componente il gruppo di lavoroFabio Trezzini (Gruppo 183, Ong che deve il suo nome alla legge di riforma ambientale e istituzionale per la difesa del suolo e la tutela delle acque (n.183/89), assunta come riferimento della propria azione di proposta e di intervento) ha illustrato l’importanza dellaPianificazione nazionale, distrettuale e regionale per un’economia circolare dell’acqua, sottolineando come non si debba trascurare lacomponente economicae quella digestione del rischionella programmazione di misure che mirano a conseguire obiettivi di qualità dell’acqua.
Il Gruppo di lavoro fa sapere che per la partecipazione alle prossime attività è possibile far pervenire la propria candidatura, scrivendo a info@susdef.it
