16 Settembre 2021
Acqua Risorse e consumi

Sicurezza idrica: le aziende non possono permettersi di aspettare

Un nuovo Rapporto di CDP indica che la sicurezza idrica dovrebbe costituire una delle priorità di investimento per le imprese, dal momento che i rischi correlati sarebbero superiori di 5 volte rispetto alle spese per le azioni di mitigazione, Inoltre, oltre alla gestione del rischio, sempre più richiesta dagli investitori, ci sarebbero le opportunità di business e lo stimolo allo sviluppo economico, creando posti di lavoro, contribuendo a una ripresa economica verde post-Covid a breve termine e resiliente a lungo termine.

Il costo dei rischi idrici per le imprese potrebbe essere oltre cinque volte superiore al costo di un’azione immediate per affrontare tali rischi.

È quanto si evince dal Rapporto A wave of change: The role of companies in building a water-secure world” di Carbon Disclosure Project (CDP), Ong internazionale che supporta imprese e governi nel ridurre le emissioni di gas serra, salvaguardare le risorse idriche e proteggere le foreste dalla deforestazione, e che gestisce la piattaforma mondiale di divulgazione dei dati ambientali delle imprese.

Stando alla compilazione del questionario sulla sicurezza idrica che 2.934 aziende della piattaforma CDP hanno accettato di divulgare, si rileva che queste rischiano di perdere fino a 301 miliardi di dollari di valore commerciale combinato se non affrontano i rischi idrici, mentre la stima del costo totale per affrontare questi rischi è pari a 55 miliardi di dollari, meno di un quinto della somma.
Oltre alla gestione del rischio, ci sono anche le opportunità di business quando si investe nella sicurezza idrica, stimata in 711 miliardi di dollari, stimolando lo sviluppo economico, creando posti di lavoro, contribuendo a una ripresa economica verde post-Covid a breve termine e resiliente a lungo termine.

Nel 2020 quasi due terzi delle aziende hanno ridotto o mantenuto inalterato il prelievo di acquapiù della metà sta monitorando la qualità dei propri scarichi di acque reflue, un’azione fondamentale che tutte le aziende dovrebbero intraprendere. Tuttavia, è preoccupante che solo il 4,4% delle imprese stia segnalando progressi rispetto agli obiettivi di riduzione dell’inquinamento idrico.

Sebbene sia necessaria una maggiore azione, CDP segnala con esempi di best practice che alcune aziende pioniere stanno integrando la gestione dell’acqua nella loro strategia aziendale e intraprendendo azioni coraggiose per affrontare i rischi idrici.

principali rischi idrici che le aziende devono affrontare sono: aumento della scarsità d’acqua; inondazioni; siccità; eventi meteorologici estremi; calo della qualità dell’acqua
Le risposte più comuni da parte delle aziende di ogni settore e regione sono: l’adozione di misure di efficienza idrica; riutilizzo, riciclaggio o stoccaggio; sviluppo di piani di emergenza inondazioni. Sebbene questi siano i più comuni, la maggior parte del denaro viene speso in conto capitale per infrastrutture, controllo dell’inquinamento, nuove soluzioni tecnologiche e conformità ai requisiti normativi locali.

La carenza di acqua sta colpendo più di 3 miliardi di persone in tutto il mondo, con la quantità di acqua dolce disponibile per persona che si è ridotta di un quinto in due decenni. La crisi idrica deve essere affrontata con la stessa urgenza e innovazione della crisi di Covid-19 e le ragioni per agire sono più chiare che mai – ha affermato Cate Lamb, Direttrice globale della Sicurezza idrica presso CDP – Alcune delle aziende più assetate del mondo stanno già innovando, riutilizzando l’acqua in modi creativi, sviluppando prodotti water-smart e rimodellando le loro strategie per adattarsi alla crisi idrica. Possiamo ribaltare questa situazione, ma abbiamo bisogno di un’azione molto più trasformativa. Poiché gli investitori prestano maggiore attenzione alla gestione dei rischi idrici da parte delle aziende, CDP chiede a tutte le aziende di sviluppare obiettivi ambiziosi per ridurre i prelievi idrici ed eliminare l’inquinamento delle acque, compresi gli obiettivi idrici net zero. Le aziende devono intraprendere azioni coraggiose ora per trasformare i loro modelli di business“.

Gli investitori, infatti, sollecitano una maggiore trasparenza e azione da parte delle aziende sui rischi idrici. I 590 investitori con oltre 110 trilioni di dollari di asset, che si affidano ai servizi di consulenza di CDP, richiedono alle aziende di rivelare gli impatti, i rischi e le azioni sulla sicurezza idrica attraverso la piattaforma CDP nel 2021.

Gli investitori, inoltre, sono anche sempre più preoccupati per la perdita della natura e della biodiversità, che include l’acqua come elemento vitale per tutti gli ecosistemi. Molte istituzioni finanziarie hanno aderito alla nuova Task Force on Nature-related Financial Disclosures (TNFD2), lanciata in occasione del Summit “One Planet” che si prefigge di creare standard di rendicontazione per la biodiversità e il capitale naturale, proprio come quello per il clima (TCFD) che è sostenuto però dal G20, al fine di “orientare la finanza verso risultati che siano positivi per la natura” o ad altre iniziative come Finance for Biodiversity, l’impegno a proteggere e ripristinare la biodiversità attraverso le loro attività finanziarie e gli investimenti in vista della Conferenza delle Parti (COP 15) della Convenzione sulla Biodiversità (CBD), riprogrammata a causa della pandemia di Covid-19 (Kunming, 17-30 maggio 2021). Man mano che questo diventerà mainstream, si prevede che aumenterà la pressione sulle aziende affinché divulghino i dati sui rischi e gli impatti del loro approvvigionamento idrico.

“L’investimento responsabile è una priorità fondamentale per il Fondo Pensione Globale del Governo Norvegese, che copre circa 1.300 miliardi di dollari in attività, poiché supporta la performance economica a lungo termine dei nostri investimenti e riduce il rischio finanziario – ha scritto nella Prefazione al Rapporto di CDP, Carine Smith Ihenacho, Chief Governance and Compliance Officer, Norges Bank Investment Management – La scarsità d’acqua e l’inquinamento possono comportare rischi per le imprese e il modo in cui l’acqua viene gestita dalle aziende può influenzare i loro profitti e persino quelli di altre società in cui investiamo, che dipendono dalle stesse fonti idriche. Ogni anno valutiamo gli sforzi di gestione dell’acqua delle aziende attraverso indicatori di governance, strategia, gestione del rischio e divulgazione di metriche e obiettivi. L’analisi di CDP mostra che il costo della mitigazione dei rischi idrici per le aziende è solitamente molto inferiore al loro potenziale impatto finanziario. Questo illustra un forte business case per agire ora, migliorando la performance finanziaria in un secondo momento. Le aziende dovrebbero prestare attenzione a questo consiglio: riferire in modo trasparente sui propri rischi idrici e intraprendere azioni efficaci per gestirli“.

In un altro Report pubblicato in questi giorni, CDP-Europe ha constatato che solo l’8% delle imprese è attualmente in linea con un aumento di temperatura globale alla fine del secolo ben al di sotto dei 2 °C, nonostante ricevano prestiti da banche che intendono allinearsi agli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

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