Secondo l’annuale Rapporto statistico di WindEurope, l’energia eolica ha continuato a sostenere la base industriale e la sicurezza energetica dell’Europa nel 2025, con 19,1GW (UE-27 con 15,1GW) di nuova capacità eolica installata durante l’anno, con l’eolico onshore che si è confermato il motore trainante con il 90% di tutta la nuova capacità installata.I timori per la ventilata revisione da parte della Commissione UE del mercato dell’energia e del sistema ETS.
Nel 2025 in Europa sono stati installati 19,1 GW di nuova capacità eolica e l’UE-27 ne ha installati 15,1 GW. Il 90% della nuova capacità eolica costruita in Europa lo scorso anno è stata onshore, mentre 2 GW di nuova capacità eolica offshore sono stati collegati alla rete.
Lo evidenziaWindEurope, l’Associazione con sede a Bruxelles che riunisce produttori, fornitori di componenti, istituti di ricerca e associazioni nazionali dell’eolico, con l’obiettivo di diffondere l’uso di energia dal vento in Europa, che ha presentato il 26 febbraio 2026 ilRapporto“Winds Energy in Europe. 2025 Statistics and the outlook for 2026-2030”, in vista delwebinarsull’argomento che avrà luogo il5 marzo 2016(ore 15.00 -16.00).
L’Europa dispone ora di 304 GW di capacità eolica, 265 GW onshore e 39 GW offshore. L’UE-27 rappresenta 246 GW della capacità installata totale, 224,5 GW onshore e 21,5 GW offshore.
“L’industria eolica europea si sta impegnando al massimo– ha sottolineatoTinne van der Straeten, CEO di WindEurope –Nel 2025 sono stati investiti 45 miliardi di euro per rendere l’Europa più competitiva e sicura. Ma i politici che stanno valutando di modificare la struttura del mercato elettrico dell’UE e l’architettura dell’ETS rischiano di compromettere in modo diretto. Cambiare le regole del gioco ora significherebbe dire addio alla competitività e alla sicurezza energetica“.
Il riferimento del CEO di WindEurope è al recente Vertice informale del Consiglio UE in cui si sono annunciate misure per affrontare il problema degli elevati costi energetici in UE, tra cui la revisione dellariforma del mercato elettrico(Regolamento UE/2024/1747) e larevisione del sistema ETS, sollecitata da 11 Paesi, tra cui l’Italiache ne chiede addirittura la sospensione.

Tendenze di installazione
Dal report emerge che laGermaniaha installato la maggior parte della nuova capacità (5,2 GW), seguita daTurchia(2,1 GW),Svezia(1,8 GW) eSpagna(1,6 GW).
L’eolico onshore si è confermato il motore trainante dell’espansione dello scorso anno, con il 90% di tutta la nuova capacità installata a terra. Il 2025 ha segnato un anno record con oltre 17 GW di nuova capacità eolica onshore aggiunta. Ilrepowering ha rappresentato 2 GW di questa cifra. Gli impianti eolici onshore sono stati distribuiti in modo piuttosto uniforme in tutta Europa, con 9 Paesi che hanno installato oltre 500 MW.
LaLituania si è distinta, installando759 MW per aumentare la sua capacità totale di oltre il 40%. L’eolico ha coperto il 33% della domanda di elettricità del Paese nel 2025, consentendo al paese baltico in prima linea con la Russia di sganciarsi dalla rete elettrica russa e di essere meno dipendente dalle importazioni di combustibili fossili russi.
Nello stesso periodo, l’Europa ha collegato alla rete2 GW di nuova capacità eolica offshore, il numero più basso di installazioni dal 2016. Ciò è dovuto in parte ai ritardi nella costruzione. Prevediamo un effetto di recupero nel 2026. Solo 3 Paesi hanno collegato nuove turbine eoliche offshore: Regno Unito,GermaniaeFrancia.

Prospettive per il 2026-2030
L’Europa si appresta a costruire 151 GW di nuova energia eolica nel periodo 2026-2030. Di questi,112 GW saranno nell’UE.Oltre un terzo di questa espansione nell’UE proverrà dal fiorente mercato eolico onshore tedesco. La maggior parte degli altri paesi dell’UE sta affrontando serie sfide all’espansione dell’energia eolica a causa di:
–Reti. L’insufficiente sviluppo della rete elettrica e le code di connessione alla rete rimangono i principali colli di bottiglia. Gli Stati membri non hanno tempo da perdere nell’attuazione delle eccellenti misure previste dalPacchetto Reti dell’UE.
– Elettrificazione. I governi non stanno facendo abbastanza per elettrificare l’industria, la mobilità e il riscaldamento. La lenta adozione dell’elettrificazione sta minando sempre più la validità economica delle nuove fonti eoliche. Il prossimo Piano di azione per l’elettrificazione dell’UE che darà adottato nel primo semestre 2026 e sul quale si è conclusa lo scorso novembre la fase di consultazione dovrà affrontare il problema., concentrandosi specificamente sui “frutti a portata di mano“, come le applicazioni di riscaldamento industriale a bassa e media temperatura, che possono essere elettrificate con tecnologie disponibili in commercio comepompe di caloreecaldaie elettriche. Più in generale, l’UE e gli Stati membri devono fare di più perridurre i rischi degli investimenti nell’elettrificazione e le tasse e i prelievi non energetici sull’elettricità.
–Autorizzazioni. L’UE ha propostomisure eccellenti per accelerare il rilascio delle autorizzazioni per nuovi progetti eolici ai sensi della Direttiva sulle energie rinnovabili. Tuttavia, la maggior parte degli Stati membri sta rallentando. Anzi, nella maggior parte degli Stati membri, le autorizzazioni stanno peggiorando anziché migliorare. La Commissione ha avviato lo scorso luglio procedure di infrazione contro 26 dei 27 Stati membri dell’UE per mancata attuazione di queste misure. Secondo WindEurope,in un periodo di calo della competitività industriale e di prezzi elevati dell’energia, questi ritardi sono inaccettabili.
