La Commissione UE con il Pacchetto “Reti europee” e “Autostrade dell’Energia” adotta un nuovo approccio alla pianificazione e allo sviluppo delle infrastrutture energetiche per affrontare le sfide strutturali del sistema energetico europeo, riducendo il divario critico tra i progetti pianificati e quelli effettivamente necessari per raggiungere gli obiettivi climatici ed energetici.
La colonna portante del sistema energetico europeo, l’infrastruttura delle reti, sarà modernizzata e ampliata per consentire all’energia di fluire in modo efficiente tra gli Stati membri, integrando l’energia pulita più economica e accelerando l’elettrificazione, e contribuire così a ridurre i prezzi dell’energia, rafforzare l’indipendenza energetica e favorire un costo della vita accessibile per tutti gli europei.
È quanto si propone la Commissione UE che ha adottato il 10 dicembre 2025 con una Comunicazione il Pacchetto “Reti europee” e l’Iniziativa “Autostrade dell’energia” che affrontano questioni strutturali nella pianificazione e nell’attuazione delle infrastrutture energetiche dell’UE, fondamentali per il completamento dell’Unione dell’energia, garantendo che le esigenze infrastrutturali siano accompagnate da progetti concreti sul campo.
Nonostante i progressi compiuti nell’ambito dell’attuale quadro giuridico, l’UE non ha raggiunto il livello di interconnettività transnazionale che consentirebbe un’autentica Unione dell’energia. Diversi Stati membri sono infatti in ritardo per raggiungere l’obiettivo di interconnessione del 15 % entro il 2030. Il costo dell’inazione è ragguardevole: nel 2022 i combustibili fossili rappresentavano la quota maggiore del consumo energetico lordo disponibile (70 %) nell’UE e il 98 % di tutto il petrolio e il gas utilizzati negli Stati membri era importato, esponendo l’UE alla volatilità dei prezzi e a rischi geopolitici.
Nel 2024 i prezzi dell’energia elettrica per uso industriale nell’UE hanno raggiunto 0,199 euro/kWh, contro 0,082 euro in Cina e 0,075 euro negli Stati Uniti. Nel primo semestre del 2025 il prezzo medio dell’energia elettrica per i consumatori dell’UE variava da 0,3835 euro/kWh in Germania a 0,1040 euro/kWh in Ungheria; mentre i prezzi dell’energia elettrica per usi non domestici variavano da 0,2726 euro/kWh in Irlanda a 0,0804 euro/kWh in Finlandia. Uno dei motivi principali di questa disparità è il livello insufficiente di investimenti nelle infrastrutture e nella loro integrazione.

Secondo la Commissione, è pertanto fondamentale aumentare il sostegno finanziario. Nell’ambito del quadro finanziario pluriennale 2028-2034, la Commissione ha proposto di aumentare di cinque volte il bilancio dell’Mercato Comune Europeo dell’Energia, portandolo da 5,84 a 29,91 miliardi di euro, che saranno integrati da investimenti privati nella prossima strategia di investimento nell’energia pulita.
Il Pacchetto sulle infrastrutture di rete rappresenta un nuovo approccio in quanto introduce una prospettiva realmente europea in materia di pianificazione, accelerando nel contempo le procedure per accelerare il rilascio delle autorizzazioni per reti, sistemi di accumulo e fonti rinnovabili, tra cui la semplificazione delle valutazioni ambientali e la riduzione dei tempi di rilascio delle autorizzazioni, secondo quanto previsto dal Piano d’azione per l’energia accessibile, adottato lo scorso febbraio. Questo nuovo approccio consentirà di utilizzare al meglio le infrastrutture energetiche esistenti e, parallelamente, accelererà lo sviluppo delle reti e di altre infrastrutture energetiche fisiche in tutta l’UE.
“Il Pacchetto Reti Europee è più di una semplice politica – ha affermato nel corso della conferenza stampa di presentazione, la Vicepresidente Esecutiva per una Transizione Pulita, Giusta e Competitiva Teresa Ribera – È il nostro impegno per un futuro inclusivo, in cui ogni parte d’Europa possa beneficiare dei benefici della rivoluzione energetica: energia pulita più economica, ridotta dipendenza dai combustibili fossili importati, approvvigionamento sicuro e protezione dagli shock dei prezzi. Simboleggia la nostra determinazione a superare le sfide attraverso l’unità, fornendo una vera risposta dell’UE a una sfida di importanza europea”.
Annunciate dalla presidente Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione 2025, le 8 autostrade energetiche affrontano le esigenze infrastrutturali più urgenti che richiedono un sostegno e un impegno aggiuntivi a breve termine per l’attuazione. Sono state selezionate sulla base di due fattori, ossia la loro importanza strategica per il completamento dell’Unione dell’Energia e il livello di sostegno politico dell’UE necessario per la loro efficace attuazione.

Le 8 autostrade energetiche sono:
– Penisola iberica: Interconnessioni elettriche tra i Pirenei
– Interconnettore per il Grande Mare:porre fine all’isolamento elettrico collegando l’elettricità tra Cipro e l’Europa continentale.
– Harmony Link: rafforzamento dell’interconnessione elettrica degli Stati baltici, della sicurezza energetica e dell’indipendenza energetica dalla Russia.
– Gasdotto transbalcanico (TBP): invertire il flusso di gas per aumentare la resilienza dell’approvvigionamento energetico nella regione dei Balcani e nel vicinato orientale.
– Isola energetica di Bornholm:trasformare il Mar Baltico in un hub di interconnessione offshore.
– Europa sud-orientale: migliorare la stabilità dei prezzi e la sicurezza energetica nell’Europa sud-orientale, anche attraverso lo stoccaggio.
– Corridoio SouthH2: il corridoio meridionale dell’idrogeno che coinvolge la Tunisia, l’Italia, l’Austria e la Germania.
– Corridoio sud-occidentale dell’idrogeno: dal Portogallo alla Germania.
La Commissione si impegna a lavorare immediatamente in via prioritaria alle autostrade dell’energia attraverso un coordinamento politico rafforzato, attingendo ai gruppi regionali ad alto livello, mobilitando il sostegno dei coordinatori europei, lavorando a stretto contatto con la task force dell’Unione dell’energia, ed estendendo, ove necessario, le attività di sensibilizzazione fuori dai confini degli Stati membri. Ogni progetto sarà considerato prioritario a livello di UE e la Commissione sosterrà gli Stati membri affinché questi ultimi possano attribuire la stessa priorità a livello nazionale.
“Un sistema energetico realmente interconnesso e integrato è il fondamento di un’Europa forte e indipendente – ha aggiunto Dan Jørgensen, Commissario per l’energia e l’edilizia abitativa – Per realizzarlo, abbiamo bisogno di una rete infrastrutturale energetica di cavi, condotte e reti che sia aggiornata, pienamente interconnessa e che consenta all’energia pulita, economica e prodotta localmente di fluire liberamente e in modo sicuro in ogni angolo della nostra Unione. Questo è esattamente ciò che proponiamo oggi: un progetto energetico europeo comune che sostenga una vita a prezzi accessibili, la competitività economica, la sicurezza e la decarbonizzazione”.
In copertina: I Commissari UE alla Conferenza stampa di presentazione del Pacchetto “Reti europee” (foto di Aurora Martignoni, Servizio Audiovisivo CE).
