5 Ottobre 2022
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Stati Generali della Green Economy: definito il Programma

È stato definito il Calendario definitivo con le sessioni tematiche degli Stati Generali della Green Economy 2019, in programma (5-6 novembre 2019) nel corso di ECOMONDO (Fiera di Rimini, 5-8 novembre 2019), che quest’anno si focalizzerà sulle misure da intraprendere per attuare il “Green New Deal”. Iscrizioni fino al 4 novembre 2019.

È stato definito il Programma degli Stati Generali della Green Economy, Convegno promosso dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 66 organizzazioni di imprese della green economy in Italia, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) e della Commissione europea, e con il coordinamento della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile (FoSS).

Come di consueto, l’evento che quest’anno ha per tema “Green New Deal e sfida climatica: obiettivi e percorso al 2030”, si svolgerà come da consuetudine in due giornate (5-6 novembre 2019) all’interno di ECOMONDO (Fiera di Rimini, 5-8 novembre 2019), la Fiera organizzata da IEG (Italian Exibition Group) che è divenuta nel tempo leader della green e circular economy nell’area euro-mediterranea.

In Europa la nuova Commissione europea e in Italia il nuovo Governo e la nuova maggioranza hanno avanzato, per la prima volta, la proposta di promuovere un “Green New Deal” per affrontare congiuntamente la crisi ambientale, e la bassa crescita economica.

Avviare concretamente un Green New Deal per l’Italia non bastano le dichiarazioni programmatiche, l’inserimento nella Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza(NADEF), nel Documento Programmatico di Bilancio (DPB) inviato a Bruxelles, e nei provvedimenti del “Decreto Clima”, peraltro riduttivi rispetto a quelli annunciati, c’è bisogno di una Strategia complessiva e un Programma ampio e pluriennale con misure e obiettivi al 2030, che abbiano come asse centrale il contrasto alla crisi climatica e prevedano il reperimento delle risorse finanziarie per attuarle.

 L’abbattimento delle emissioni è un passaggio cruciale per realizzare la svolta epocale necessaria per assicurare un futuro al nostro Pianeta e al nostro Paese. Le emissioni mondiali di gas serra continuano, infatti, ad aumentare e i danni della crisi climatica sono sempre più evidenti e ingenti; in Italia hanno pesato con 20 mila decessi e circa 65 miliardi di euro di danni tra il 1980 e il 2017. Se si aspetta che tutti i Paesi partano contemporaneamente, non si arriverà in tempo a contenere l’aumento della temperatura ben al di sotto dei 2°C, come previsto dall’Accordo di Parigi per il clima. Questo passaggio è ritenuto centrale dal Parlamento europeo che recentemente, come richiesto da Olanda, Danimarca e Francia con l’appoggio della Presidente della nuova Commissione, ha votato una risoluzione che chiede di aumentare fino al 55% l’impegno di riduzione al 2030 e il 23 ottobre 2019 ha approvato, con 529 voti a favore, 130 contrari e 43 astensioni, una risoluzione con cui chiede di aumentare di 2,7 miliardi di euro il  bilancio UE 2021-2027 per il Clima, rispetto alla proposta della Commissione UE.

Cosa significa per l’Italia l’impegno assunto dall’UE di riduzione delle emissioni?
Le nostre emissioni di gas serra, dopo un periodo di calo, negli ultimi anni non stanno più diminuendo – ha osservato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – Nel 2018 sono state pari a 426 milioni di tonnellate equivalenti di CO2, le stesse del 2014. Per rispettare la traiettoria dell’Accordo di Parigi, che richiede di azzerare le emissioni nette al 2050, occorrerebbe di dimezzare entro il 2030 almeno quelle del 1990, facendole scendere quindi a circa 260 milioni di tonnellate. Con le misure vigenti, tuttavia, secondo ISPRA, le emissioni italiane scenderebbero solo a poco più di 380 milioni di tonnellate al 2030, mancando l’obiettivo di oltre 120 milioni di ton. Agli Stati Generali della Green Economy chiederemo al Governo un ulteriore sforzo per realizzare una politica più incisiva e di attuazione di un Green New Deal al fine di raggiungere gli obiettivi necessari alla sopravvivenza del nostro Pianeta”.

La partecipazione agli Stati Generali della Green Economy è gratuita, ma è gratuita, ma è necessario iscriversi entro le ore 16.00 del 4 novembre 2019, accedendo alla pagina di registrazione, inserendo i propri dati personali. Dopo aver svolto queste operazioni si può stampare il biglietto o salvarlo sul telefonino e conservarlo per l’ingresso in Fiera, evitando le code.

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