Con un Comunicato congiunto, Coldiretti e Federforeste rimarcano come la mancata crescita dei porcini sia il segno visibile che l’intero ecosistema forestale italiano sta soffrendo per l’impatto dei cambiamenti climatici, mettendo a rischio non solo il mercato ma la sopravvivenza stessa del patrimonio forestale.
Oltre a città e campagne il caldo record sta mettendo a dura prova l’ecosistema boschivo e la stagione dei funghi, tradizionale motore di turismo per le aree interne.
A lanciare l’allarme il 3 agosto 2026 sonoColdirettieFederforesteche con un Comunicato stampa diffuso il giorno in cui l’Italia è ancora nella morsa dell’afa record e con bollino rosso in ben 25 Capoluoghi, segnalano le condizioni in cui versano le foreste italiane sotto gli effetti di settimane di elevate temperature, con ilgiugno più caldodi sempre un mese di luglio che ha visto susseguirsi 4 ondate di calore.
E per rendere bene l’idea della grave situazione in cui versa l’ecosistema forestale delle Alpi e di gran parte dell’Appennino segnalano che i cercatori di funghi trovano sottoboschi insolitamente asciutti e l’assenza quasi totale di porcini.
Il micelio, la rete sotterranea da cui si sviluppano i funghi, necessita di umidità costante nel terreno e di un’alternanza tra giornate miti e notti fresche. Quest’anno, invece, le elevate temperature si sono mantenute anche in quota, con uno zero termico che ha raggiunto valori eccezionali, mentre le precipitazioni sono risultate spesso violente ma concentrate in poche ore, senza riuscire a ricaricare efficacemente il terreno.
Non basta un temporale intenso per far ripartire la stagione micologica. L’acqua deve riuscire a infiltrarsi lentamente nel suolo e ristabilire le riserve idriche profonde. È questo equilibrio che oggi manca in molte aree montane. Ifunghi rappresentano un vero e proprio indicatore della salute delle foreste, sottolineano Coldiretti e Federforeste, e la loro comparsa dipende infatti dall’equilibrio tra disponibilità idrica, vitalità degli alberi e condizioni climatiche.
Quando i funghi faticano a fruttificare significa che è l’intero ecosistema forestale a trovarsi in una situazione di difficoltà. Per questola gestione attiva dei boschi diventa sempre più importante per aumentare la resilienza delle foreste ai cambiamenti climatici.
Le prospettive per il resto della stagione dipenderanno ora dall’evoluzione del meteo. Se nelle prossime settimane arriveranno precipitazioni diffuse, accompagnate da un sensibile abbassamento delle temperature, il micelio potrà riattivarsi ela stagione potrebbe recuperare nella seconda metà di agosto o, più probabilmente, nel mese di settembre.
I funghi rappresentano una risorsa importante per un Paese come l’Italia che può contare su quasi 120mila km quadrati di boschi, arrivando a occupare circa il 40% del territorio. Le regioni con la più alta percentuale di boschi rispetto alla superficie complessiva sono laLiguria(81% del territorio occupato da foreste), ilTrentino Alto Adige(62%) e laSardegna(56%) la quale vanta però il più esteso patrimonio boschivo in termini assoluti con 1,3.
La raccolta dei funghi alimenta un turismo gastronomico, con lo svolgimento di eventi e sagre, come la famosaFiera del fungo porcino di Borgotaro, l’unico micete ad aver ricevuto il riconoscimento di Indicazione geografica protetta (IGP).
Oltre l’aspetto economico,l’assenza di funghi è un rischio per il patrimonio forestale. La maggior parte delle conifere hanno un rapporto simbionte con i funghi, la cui interazione e fondamentale per il ciclo del carbonio e la crescita delle piante stesse,attaccandosi alle radici per fornire nutrienti e in cambio di carbonio.
Le foreste delle Alpi orientali hanno già subìto ingenti danni a seguito dellatempesta Vaiae dellasuccessiva epidemia di bostrico, per cui la riforestazione deve tener conto dellespecie più resilienti ai cambiamenti climatici.
“Le foreste italiane continuano a dimostrare una grande capacità di adattamento– concludonoColdirettieFederforeste–ma hanno bisogno di condizioni climatiche più equilibrate e di una gestione sostenibile che le renda sempre più resilienti.Investire nella cura dei boschi significa tutelare biodiversità, risorse idriche, economia delle aree montane e anche tradizioni come la raccolta dei funghi, profondamente legate ai nostri territori”.
In copertina:Boletus edulis(porcino). Fonte: Pineta Nature Resort
