Biodiversità e conservazione

Specie migratrici: la natura non conosce confini

Nel corso della prima giornata della Conferenza delle Parti della Convenzione sulle Specie Migratrici (CMS-COP14) in corso a Samarcanda (Uzbekistan) è stato presentato il primo Rapporto sullo stato delle specie migratrici che fornisce una panoramica completa sullo stato di conservazione e delle tendenze della popolazione degli animali migratori, insieme alle informazioni più recenti sulle principali minacce e sulle azioni efficaci per salvarli.

Si è aperta (Samarcanda, 12-17 febbraio 2024) la 14ma Conferenza delle Parti della Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici degli animali selvatici (CMS-COP14) con lo slogan “La natura non conosce confini” che, insieme al logo, unleopardo delle nevi (Panthera uncia), uno felini selvatici più rari del Pianeta il cui areale si estende  su 12 paesi ed è anche un simbolo leggendario della città di Samarcanda, ricorda chei viaggi delle specie migratrici non conoscono i confini politici e che la loro sopravvivenza dipende dalla collaborazione internazionale e dagli sforzi di conservazione transfrontalieri.

La CMS-COP14 è l’incontro internazionale triennale in cui Governi, Scienziati e Stakeholder si riuniscono per concordare strategie per la conservazione delle specie migratrici e dei loro habitat, ed è l’evento più importante a livello globale per la biodiversità dopo l’adozionedelQuadro Globaleal 2030 di Kunming-Montreal(2022).

Nel corso della cerimonia inaugurale, trasmessa instreaming, è stato presentato ilprimo Rapportosullo stato delle specie migratrici (State of the World’s Migratory Species) che fornisce una panoramica completa sullo stato di conservazione e delle tendenze della popolazione degli animali migratori, insieme alle informazioni più recenti sulle principali minacce e sulle azioni efficaci per salvarli.

Il Rapporto redatto dagli scienziati ambientalisti del Centro di monitoraggio della conservazione mondiale del Programma ambientale delle Nazioni Unite (UNEP-WCMC), utilizza i set di dati sulle specie più affidabili al mondo e presenta i contributi di esperti di istituzioni tra cuiBirdLife International, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) e la Zoological Society of London (ZSL), e si focalizza sulle 1.189 specie animali che sono state riconosciute dalle Parti della CMS nell’elencocome bisognose di protezione internazionale, sebbene contenga anche analisi correlate dioltre 3.000 ulteriori specie migratorie non CMS.

Il rapporto di oggi presenta le prove che le attività umane non sostenibili stanno mettendo a repentaglio il futuro delle specie migratrici, creature che non solo fungono da indicatori del cambiamento ambientale, ma svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento della funzione e della resilienza dei complessi ecosistemi del nostro pianeta– ha affermatoInger Andersen, Direttrice esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) – La comunità globale ha l’opportunità di tradurre quest’ultimo risultato scientifico sulle pressioni cui sono sottoposte le specie migratorie in azioni concrete di conservazione. Data la situazione precaria di molti di questi animali, non possiamo permetterci ritardi e dobbiamo lavorare insieme per trasformare le raccomandazioni in realtà”.

Fonte: State of the World’s Migratory Species, 2024

Queste le principali evidenze che emergono dal Rapporto:
– Mentre alcune specie migratorie elencate nella CMS stanno migliorando, quasi la metà (44%) mostra un calo di popolazione.
Più di una su cinque (22%) delle specie elencate nel CMS è a rischio di estinzione.
– Quasi tutti (97%)i pesci elencati nel CMS sono a rischio di estinzione.
– Ilrischio di estinzione sta crescendo per le specie migratrici a livello globale,comprese quelle non elencate nel CMS.
– La metà (51%)delle aree chiave per la biodiversitàidentificate come importanti per gli animali migratori elencati nel CMSnon ha uno status protetto, e il58%dei siti monitorati riconosciuti come importanti per le specie elencate nel CMSsta registrando livelli insostenibili di fenomeni causati dalla pressione antropica.
– Le due maggioriminaccesia per le specie elencate nel CMS che per tutte le specie migratorie sono losfruttamento eccessivoela perdita di habitatdovuta all’attività umana. Tre specie su 4elencate nell’elenco CMS sonocolpite da perdita, degrado e frammentazione dell’habitat, e7 specie su 10dell’elenco CMS sono colpite dallosfruttamento eccessivo(incluso il prelievo intenzionale e la cattura accidentale).
– Anche icambiamenti climatici, l’inquinamentoe lespecie invasivestanno avendo profondi impatti sulle specie migratorie.
– A livello globale,399 specie migratorie minacciate o quasi a rischio di estinzione non sono attualmente elencate nel CMS.

Le specie migratrici fanno affidamento su una varietà di habitat specifici in momenti diversi del loro ciclo di vita– ha osservatoAmy Fraenkel, Segretaria esecutiva del CMS –Viaggiano regolarmente, a volte migliaia di chilometri, per raggiungere questi luoghi. Affrontano enormi sfide e minacce lungo il percorso, così come nelle destinazioni in cui si riproducono o si nutrono. Quando le specie oltrepassano i confini nazionali, la loro sopravvivenza dipende dagli sforzi di tutti i paesi in cui si fermano. Questo storico rapporto contribuirà a sostenere le azioni politiche tanto necessarie per garantire che le specie migratorie continuino a prosperare in tutto il mondo”.

Il Rapporto sullo stato delle specie migratrici nel mondo lancia un chiaro campanello d’allarme e fornisce una serie di raccomandazioni prioritarie per l’azione, che includono:
Rafforzare ed espandere gli sforzi per contrastare il prelievo illegale e insostenibile di specie migratrici, nonché la cattura accidentale di specie non bersaglio,
Aumentare le azioni per identificare, proteggere, collegare e gestire efficacemente siti importanti per le specie migratorie,
Affrontare urgentemente le azioni per le specie a maggior rischio di estinzione, comprese quasi tutte le specie ittiche elencate nel CMS.
– Aumentare gli sforzi peraffrontare il cambiamento climatico, nonché l’inquinamento luminoso, acustico, chimico e plastico.
– Prendere in considerazionel’espansione degli elenchi CMSper includere specie migratorie più a rischio che necessitano di attenzione nazionale e internazionale.

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