Il nuovo rapporto di punta della FAO“The State of Agricultural Commodity Markets” (SOCO) 2026” evidenzia come i mercati alimentari e agricoli siano sempre più interconnessi e vulnerabili a shock frequenti e intensi e la cooperazione internazionale più forte svolga un ruolo fondamentale per garantire la stabilità globale.
Tra il 2000 e il 2024, il commercio di prodotti alimentari e agricoli è quintuplicato, raggiungendo circa 2 trilioni di dollari, e con un numero crescente di Paesi integrati nelle reti commerciali, Tuttavia, questi mercati sono sempre più esposti a shock, tra cui eventi meteorologici estremi, conflitti, pandemie, pressioni macroeconomiche e crisi finanziarie.
L’edizione 2026 diThe State of Agricultural Commodity Markets (SOCO), uno dei rapporti di punta della FAO dal titolo “Trade, resilience and food security: Global food markets under stress”, diffuso il 9 luglio 2026 nel corso di uneventodi lancio trasmesso in streaming, esaminacome tali shock influenzino il commercio, come le interruzioni si trasmettano attraverso le catene commerciali e cosa ciò significhi per la sicurezza alimentare globale, sottolineandola necessità di politiche commerciali che riflettano l’interdipendenza dei sistemi agroalimentari,rafforzino la resilienzaecontribuiscano a mitigare gli effetti degli shock sui mercati alimentari e sulla sicurezza alimentare.
“Tutti i Paesi possono trarre vantaggio da una cooperazione internazionale più forte, da reti commerciali ben funzionanti e integrate e da una maggiore fiducia nel sistema commerciale multilaterale– ha scritto il Direttore generale della FAO,QU Dongyunella prefazione al Rapporto –Di contro, tutti i Paesi rischiano di perdere a causa della frammentazione, dell’incertezza e del declino della cooperazione”.
Messaggi chiave del SOCO 2026
–I mercati globali alimentari e agricoli sono esposti a una serie di shock, tra cui eventi meteorologici estremi, perturbazioni economiche e finanziarie, tensioni e conflitti geopolitici, pandemie e fluttuazioni dei prezzi dell’energia, e questeperturbazioni possono essere sistemiche.
–Una migliore connettività all’interno della rete commerciale rafforza le capacità di assorbimento degli shock: i Paesi che possono approvvigionarsi di cibo da un maggior numero di partner commerciali sono generalmente più resilienti agli shock.
–Quando i principali produttori implementano restrizioni alle esportazioni per proteggere i propri mercati interni, trasferiscono l’instabilità ai mercati globali e contribuiscono ad aumentare l’insicurezza alimentare in tutto il mondo.
– A seguito di uno shock, ivolumi delle esportazioni attraverso i collegamenti commerciali bilaterali diminuiscono significativamente, con effetti che si attenuano entro un periodo di sei mesi.
– I picchi dei prezzi delle materie prime alimentariinnescati da uno shockpossono avere un impatto persistentee non sono compensati da movimenti di prezzo al ribasso.
– Lescorte alimentari sono una componente integrante delle strategie di resilienza. Sebbene il mantenimento di ingenti scorte di riserva per stabilizzare i prezzi interni si sia dimostrato estremamente costoso e fiscalmente insostenibile, riserve alimentari di emergenza più ridotte, integrate nelle reti di protezione sociale rivolte ai bisognosi e ai vulnerabili, possono affrontare efficacemente l’insicurezza alimentare senza distorcere i mercati.
Nuove evidenze
Basandosi su ricerche originali, SOCO fa luce su un’area relativamente poco studiata:le dinamiche di reazione agli shock nei mercati alimentari, che dimostrano, in particolare, che ilcommercio alimentare globale è relativamente resiliente, adattandosi in genere agli shock entro pochi mesi.Tale resilienza non dipende solo dalla struttura dei mercati e del commercio globali, ma anche dalle scelte politiche.
Tuttavia, questoadattamento comporta ampie oscillazioni dei prezzi alimentari che possono essere persistenti, ponendo rischi per la sicurezza alimentare, soprattutto per i paesi a basso reddito che importano cibo.
I mercati globalizzati implicano che gli shock più importanti generino effetti significativi sui mercati interni. Il rapporto ha analizzato la velocità e l’entità medie con cui gli shock meteorologici che influenzano i prezzi mondiali di grano, mais e riso si propagano e si ripercuotono sui mercati locali. Sebbene i fattori specifici possano variare, i mercati del grano tendono a normalizzarsi più rapidamente, mentre per il riso le interruzioni durano più a lungo e le oscillazioni dei prezzi sono maggiori, a causa della bassa intensità degli scambi commerciali nel mercato globale del riso.
I Paesi che dipendono fortemente da un numero limitato di esportatori affrontano rischi maggiori e sono particolarmente vulnerabili. Uno studio, basato sui dati commerciali mensili di tutti i paesi del mondo nel periodo 2007-2024, ha rilevato che,per un paese importatore di prodotti alimentari, essere collegato a esportatori con numerosi collegamenti commerciali – ad esempio, tramite hub commerciali – può attenuare gli effetti di uno shock.
Le modifiche alle politiche commerciali hanno contribuito in modo sostanziale all’aumento dei prezzi mondiali dei prodotti alimentari di base durante la crisi alimentare globale del 2007-2008. Si stima chele politiche isolazionistiche e le misure reattive di protezione alle frontiere spieghino circa il 45% dell’aumento del mercato mondiale del riso e il 30% di quello del grano.
Uno scenario che simulal’impatto di una forte fase calda dello shock di El Niño che colpisce diversi paesi suggerisce che le restrizioni alle esportazioni aggiungono 21,4 milioni di persone a quelle già spinte nella fame a causa dello shock.
In particolare, e grazie alla costante pressione della FAO, iPaesi hanno imposto restrizioni alle esportazioni di prodotti alimentari in numero minore e di durata inferiore durante la pandemia di COVID-19, mitigando significativamente i rischi di insicurezza alimentare.
Poiché i mercati alimentari globali sono sottoposti a crescenti pressioni dovute a tensioni geopolitiche, conflitti ed eventi meteorologici estremi,la cooperazione internazionale e il coordinamento delle politiche possono contribuire a un rapido aggiustamento degli scambi commerciali e limitare l’incidenza dei picchi dei prezzi alimentari, rafforzando la resilienza, osserva il Rapporto.
