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Zootecnia e proteine: la Strategia e il Piano d’azione dell’UE

La prima Strategia europea per la zootecnia e il contestuale Piano d’azione per le proteine, adottati dalla Commissione UE si pongono l’obiettivo di proteggere la sicurezza alimentare europea, sostenere le comunità rurali e ridurre le dipendenze strategiche dell’Unione dalle importazioni, contribuendo a un sistema agroalimentare più forte e resiliente.

La Commissione UE ha adottato il 7 Luglio 2026 laStrategia zootecnica per garantire che ilprezioso settore zootecnico europeo rimanga forte e resiliente a lungo termine, che stabilisceazioni per aiutare gli allevatori ad affrontare le sfide economiche, ambientali e di mercato, riconoscendo il ruolo fondamentale dell’allevamento sostenibile per proteggere la sicurezza alimentare dell’Europa e sostenere le comunità rurali in tutta la loro diversità.

L’allevamentoè un settore diversificato e complesso che rappresenta circail 40% del valore aggiunto agricolo dell’UE e genera 400 miliardi di euro di fatturato annuo. Ha un forte impatto sociale e territoriale, impiegando circa7 milioni di persone in 4 milioni di aziende agricole sparse in tutta Europa, spesso in aree con poche altre opportunità economiche. Il settore fornisceproteine di alta qualitàe mette in mostral’eccellenza europea in tutto il mondo,con alcuni dei più alti standard ambientali, di sicurezza e di qualità del mondo.

Tuttavia, l’allevamento si trova ad affrontaresfide crescenti:bassa redditività e aumento dei costi, mutamento delle condizioni di mercato, focolai ricorrenti di malattie animali, nonché l’emergere di nuove malattie, aspettative della società per standard più elevati di benessere degli animali e sfide ambientali.

Per questo motivo la Commissione aveva annunciato nella suaVisione per l’agricoltura e l’alimentazioneche si sarebbe adoperata perrafforzare la competitività e la resilienza del settore zootecnico. La Strategia per l’allevamento si basa su un ampio coinvolgimento dei portatori di interessi e oltre un anno di dialogo con gli Stati membri, gli agricoltori, i rappresentanti dell’industria e la società civile.

“La Strategia adottata propone un approccio lungimirante all’allevamento, ponendo al centro la salute e il benessere degli animali– ha affermato il Commissario UE per la Salute e il benessere degli animali,Olivér Várhelyinel corso della Conferenza stampa di presentazione della Strategia–È il risultato di un ampio processo di consultazione con le parti interessate di tutto il settore, in particolare con gli allevatori, le cui opinioni sono state attentamente considerate. Investendo nella prevenzione, nell’innovazione e nella preparazione, aiutiamo sia gli animali che gli allevatori. Oggi rafforziamo la capacità dell’Europa di prevenire e contrastare le malattie animali, sostenendo al contempo standard più elevati di benessere animale e consolidando la resilienza del settore zootecnico. Si tratta di proteggere i mezzi di sussistenza, salvaguardare la sovranità alimentare e dare agli allevatori la fiducia necessaria per investire nel futuro”.

La Strategia definisce5 priorità.
–Un settore zootecnico resiliente preparato alla crisi. La Commissione sta intensificando la preparazione per ridurre l’esposizione al rischio e consentire agli agricoltori di riprendersi più rapidamente dopo la crisi, rafforzando gli strumenti di gestione del rischio ed esplorando un nuovo regime di assicurazione e riassicurazione. La Commissione UE sosterrà, inoltre, gli Stati membri nellagestione dell’impatto delle malattie animali per rafforzare la prevenzione, l’individuazione precoce e l’azione tempestiva. Al contempo, gliinvestimenti nella resilienza ai cambiamenti climatici e nella riduzione delle dipendenze dalle importazioni rimangono una priorità fondamentale.

– Un settore zootecnico competitivo in UE e a livello mondiale. La Commissione si adopererà per aumentare la redditività e la diffusione dell’innovazione e per rafforzare la competitività e la sostenibilità, in modo che il settore possa prosperare. Oltre all’importante ruolo del futuro bilancio dell’UE, la Commissione esamineràin che modo l’accesso ai finanziamenti possa agevolare la transizione verso sistemi senza gabbie e sostenere le procedure di autorizzazione, la circolarità, la bioeconomia e la valorizzazione della biomassa. Inoltre, si concentreràsul reddito equo degli agricoltori e sulla garanzia della reciprocità internazionale. A tal fine, la Commissione si adopererà per unmaggiore allineamento delle norme di produzione, in particolare per quanto riguarda il benessere degli animali, in linea con gli obblighi dell’Organizzazione mondiale del commercio. Saranno inoltre rafforzati gli sforzi per promuovere nuoveopportunità di mercato attraverso la diplomazia agroalimentare.

– Un settore zootecnico sostenibile. Data la diversità dell’allevamento in tutte le regioni, la strategia promuoverà un approccio su misura per affrontare le sfide della sostenibilità. Propone misureper migliorare il benessere degli animali attraverso revisioni mirate per galline ovaiole, polli da carne e suini, che saranno basate su dati concreti e accompagnate da adeguati periodi di transizione e sostegno finanziario. Inoltre, l’UE svilupperàmetodi armonizzati per calcolare le emissioni del bestiame a livello di azienda agricola, le pratiche di mitigazione dei cambiamenti climatici, la gestione dei nutrienti e la circolazione sostenibile delle risorse. Rafforzerà la cooperazione tra agricoltori e produttori e sosterrà la sostenibilità e gli obiettivi socio-economici del settore.

– Un settore zootecnico adatto a tutte le aziende e regioni. Il legame tra l’allevamento e il territorio è essenziale in quanto l’allevamento apporta benefici economici, ambientali e sociali nelle zone rurali. La Commissione collaborerà con gli Stati membri aun piano per riportare la produzione zootecnica sostenibile nelle regioni vulnerabili, in particolare quelle a rischio di abbandono, con il sostegno di un osservatorio del territorio e delle politiche demografiche dell’UE. La filiera zootecnica elaborerà una tabella di marcia per imacelli mobili e/o a bassa capacità, contribuendoa promuovere catene del valore del bestiame integrate a livello locale, a ridurre il trasporto di animali e a rigenerare le economie locali.

– Eccellenza nella produzione zootecnica. La qualità è la risorsa strategica dell’Europa. La Commissione renderàpiù visibile e gratificante l’eccellenza dell’UE nella produzione rafforzando l’etichettatura di origine e il riconoscimento della qualità nell’UE. Svilupperà unsistema europeo di eccellenza per valorizzare meglio gli standard più elevati, la sostenibilità e le caratteristiche specifiche dellaproduzione. Inoltre, promuoverà prodotti zootecnici sostenibili dell’UE attraversopolitiche di promozione dedicate,indicazioni geografiche, lacampagna Buy Europeanesistemi di produzione biologica.

Affrontare le pressioni che gravano sul settore è essenziale per garantirne un futuro resiliente e sostenibile, attirando le future generazioni di agricoltori. Ciò significafare meno affidamento sui fattori di produzione importati e più sulle risorse nazionali e circolari e ridurre le emissionicome stabilito nelPiano d’azione per le proteine, contestualmente adottato, e nelPiano d’azione per i fertilizzanti, adottato lo scorso maggio.

Il Piano d’azione per le proteine mira adaumentare l’offerta e l’uso di proteine coltivate nell’UE. Nel 2025 solo il 25 % delle proteine provenienti da semi oleosi e colture proteiche proveniva dall’UE. Il Piano mira ad aumentare la quota al 35 % entro il 2035. La Commissione sosterrà la produzione europea di colture proteiche e migliorerà la competitività delle proteine coltivate nell’UE. Riconoscendo i forti legami tra le catene del valore alimentare, dei mangimi, dell’energia e industriale,incoraggerà anche l’innovazione, gli investimenti, le diete diversificate e un migliore monitoraggio delle dipendenze proteiche.

“Il settore zootecnico europeo è una storia di successo, ma oggi è a rischio– ha conclusoChristophe Hansen, Commissario UE per l’Agricoltura e l’Alimentazione –La strategia zootecnica e il piano proteico definiscono un obiettivo comune: rafforzare la sicurezza alimentare europea, consolidare la nostra autonomia strategica e contribuire a sostenere comunità rurali dinamiche, soprattutto nelle regioni a rischio di abbandono dei terreni. Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo superare i dibattiti polarizzanti e concentrarci su soluzioni pratiche. Vogliamo che gli agricoltori dell’UE siano redditizi e più preparati a gestire i rischi. Siamo orgogliosi dell’eccellenza europea nella produzione alimentare e vogliamo che questa venga valorizzata e riconosciuta, consentendo ai consumatori dell’UE di compiere scelte consapevoli. Come sempre, il mio approccio si basa sul dialogo: con gli agricoltori, gli Stati membri, l’industria, gli scienziati e la società civile”.

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