L’analisi quantitativa sulle materie plastiche riciclate utilizzate in Italia, realizzata da Plastic Consult per conto dell’IPPR, ha aggiornato i dati al 2025 dei volumi provenienti tanto da scarti industriali che da post-consumo, assorbiti dall’industria di trasformazione nazionale, ripartiti per polimero e principali settori applicativi, evidenzia che per la prima volta da diversi anni il settore registra un calo, seppur lieve, confermando che le plastiche riciclate stanno soffrendo la concorrenza dei polimeri vergini a basso costo e i costi energetici in aumento.
– Qual è oggi lo stato di salute del mercato delle plastiche riciclate in Italia?
–Quali sono i polimeri maggiormente impiegati?
–In quali settori cresce l’utilizzo dei materiali riciclati e quali sono invece le principali criticità che ne frenano lo sviluppo?
A queste domande risponde la nuova Analisi quantitativa 2025sulle Materie Plastiche Riciclate utilizzate in Italia, commissionata daIPPR(Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo)e realizzata daPlastic Consult, Società di consulenza specializzata in servizi per le PMI, che aggiorna il quadro dell’impiego delle materie plastiche riciclate nell’industria italiana di trasformazione attraverso un’indagine approfondita dei dati di mercato,delle dinamiche della domanda e dell’evoluzione della filiera nazionale.
Lo studio prende in esame iprincipali polimeri riciclati meccanicamente(PP,PET,HDPE,LDPE/LLPE,PS/EPS,PVC) analizzandone ivolumi di impiego, laprovenienza pre e post consumo, ladistribuzione nei diversi comparti applicativie l’evoluzione registrata nel corso del 2025,sulla base di un campione di234 operatori della filiera, tra imprese di trasformazione, riciclatori, compounder/formulatori e altri stakeholder del settore.
Tra le principali evidenze emerge che nel 2025 l’industria italiana ha impiegato circa 1,318 milioni di tonnellate di polimeri rigenerati, un lieve calo rispetto al 2024 di 22.000tonnellate.
In uno scenario caratterizzato da unadomanda ancora debolee dallacrescente pressione competitiva delle materie prime vergini, il comparto dell’imballaggio si conferma il principale sbocco applicativo delle plastiche riciclate(40%). L’edilizia si conferma il secondo settore di sbocco con il24%. Seguonoigiene e arredo urbano con il 12%.
Restano pressoché invariate le quote di casalinghi, mobile e arredo(9%),tessile(4%),agricoltura(3%), articoli tecnici(3%) cheperdono però in volume ben il 14,3%, e altri settori diversificati (5%).

Tra lecategorie di polimeri, ilPET registra la crescita più significativa(6,6%), sostenuto dall’aumento della domanda nel settore beverage e dagli obiettivi europei sul contenuto minimo di materiale riciclato nelle bottiglie (Direttiva SUP). Anche ilPVC riciclato ha mostrato un incremento dei consumi, pari al +1,8%. Le poliolefine chiudono in negativo, più accentuato nel caso delle stireniche (-11,6%), dopo una crescita sostenuta nell’ultimo triennio.
“I dati del 2025 ci dicono che il riciclo delle plastiche è una componente strutturale dell’industria italiana di trasformazione, ma anche che la crescita non è scontata–ha postatoLibero Cantarella, Presidente IPPR –Servono investimenti, stabilità normativa e una domanda più consapevole per valorizzare il lavoro di tutta la filiera, dai riciclatori ai brand utilizzatori”.
