Edilizia e urbanistica Efficienza energetica Energia

Smart Building Report 2020: il comparto energetico traina gli investimenti

La II edizione dello Smart Building Report dell’Energy & Strategy Group del POLIMI conferma che Il comparto energetico fa la parte del leone sia nelle soluzioni più smart, con 800 milioni (53,2%), sia considerando gli investimenti complessivi, con 3 miliardi di euro (il 55%) in Building devices&solutions che nel 2019 valgono il 69% degli investimenti totali pari a 8,2 miliardi di euro.

Il concetto di “Smart Building”, che ha suscitato negli ultimi anni grande attenzione da parte di operatori di mercato e decisori politici, fa riferimento ad un “edificio in cui gli impianti in esso presenti sono gestiti in maniera integrata ed automatizzata, attraverso l’adozione di una infrastruttura di supervisione e controllo degli impianti stessi, al fine di massimizzare il risparmio energetico, il comfort e la sicurezza degli occupanti, e garantendone inoltre l’integrazione con il sistema elettrico di cui l’edifico fa parte”.

Nel corso di un Convegno in modalità online è stato presentata il 10 febbraio 2021 la II edizione dello “Smart Building Report” realizzato dall’Energy&Strategy Group della School of management del Politecnico di Milano, che presenta le stime del volume d’affari associato alle diverse soluzioni per la realizzazione dell’edificio intelligente in Italia, offrendo una panoramica in termini di quali siano i servizi che gli “smart building” di oggi devono offrire ed una loro evoluzione prospettica nel tempo.

In Italia gli investimenti in “smart building” hanno raggiunto 8,2 miliardi di euro nel 2019, “ma solo 2 miliardi – relativi al 25% degli interventi effettuati – hanno riguardato soluzioni effettivamente smart, capaci di dotare un edificio di ‘intelligenza’ e autonomia di gestione. Parliamo di costruzioni i cui impianti sono gestiti in modo automatizzato da una infrastruttura di controllo che minimizza il consumo energetico e garantisce il comfort, la sicurezza e la salute degli occupanti, dettaglio non trascurabile dopo il Covid19 – ha affermato il Vicedirettore dell’E&S Group, Federico Frattini, osservando che “il mercato, benché interessato, ancora non ne ha pienamente colto il valore“.

Da qui ai prossimi 5 anni “molto dipenderà dall’andamento del mercato immobiliare – ha spiegato Frattini –  Il rinnovamento del parco tecnologico e la penetrazione di tecnologie smart, oggi non ancora sufficientemente diffuse, sono strettamente correlati allo sviluppo del comparto edilizio, che in Italia è molto più vecchio rispetto alla media europea. La realizzazione di nuovi edifici e la ristrutturazione di quelli esistenti, comprese le riqualificazioni di alcune aree dismesse, sono infatti al centro delle principali modifiche urbanistiche che molte città italiane vareranno nel prossimo decennio, interventi che fungeranno da traino al mercato degli Smart building”.

Il report sviluppa diversi temi: dall’andamento degli investimenti, allo sviluppo dello Smart Readiness Indicator-SRI (ovvero l’indicatore che misurerà il grado di “smartness” di un edificio in modo omogeneo in tutta Europa); dall’evoluzione della normativa, all’accoglienza del Super ecobonus; al ruolo, infine, delle startup, destinate a influenzare le strategie di innovazione e i modelli di business.

Di ciascun edificio smart si distinguono 4 elementi chiave:
Building devices & solutions ovvero le tecnologie di generazione di energia, di efficienza energetica, di safety&security ,impianti che garantiscono il comfort, la sicurezza e la salute degli occupanti;
Automation technologies, la sensoristica connessa agli impianti, finalizzata alla raccolta dati, e gli d attuatori che eseguono sugli impianti i comandi elaborati dalle “Piattaforme di controllo e gestione”;
Piattaforme di controllo e gestionecostituite da software di raccolta, elaborazione e analisi dei dati acquisiti dalla sensoristica installata sugli impianti;
Connectivity, i mezzi di comunicazione, wireless o cablati, che permettono la comunicazione tra sensori, attuatori e la piattaforma di controllo e gestione.

Distribuzione degli investimenti
Considerando, come accennato, che il mercato effettivamente “smart” del complessivo Smart Building, è di 2 miliardi di euro, dal report dell’E&S Group emerge che il 75% di tale valore va in “Building devices&solutions”, mentre il restante 25% è ripartito in modo omogeneo tra “Automation technologies” (13%) e Piattaforme di gestione e controllo (12%), mentre ancora marginale (0,3%) il ruolo delle tecnologie legate alla salute.

Il comparto energetico fa la parte del leone sia nelle soluzioni più smart, con 800 milioni (il 53,2%), sia considerando gli investimenti complessivi, con 3 miliardi di euro (il 55%) in Building devices&solutions che nel 2019 valgono il 69% degli investimenti totali (5,5 miliardi su 8,2), a riprova di come l’efficientamento energetico e la produzione da fonti di energia rinnovabile siano ancora le tematiche preponderanti.

Indice di intelligenza degli edifici
Lo Smart Readiness Indicator (RSI), introdotto dalla Direttiva EPBD III si pone l’obiettivo di definire una metodologia di calcolo, comune a livello Europeo, che servirà a classificare il livello di “intelligenza” di un edificio.

Ognuno dei 9 domini su cui si basa l’indicatore (riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria, sistema di ventilazione, illuminazione, copertura dinamica edificio, elettricità, sistemi di ricarica veicoli elettrici, controllo e gestioneè caratterizzato da molteplici servizi i cui contributi vengono aggregati a livello di dominio, il quale viene poi valutato relativamente a 7 categorie di impatto, che attraverso opportuni coefficienti permettono di ottenere un indice complessivo dello SRI associato a ciascun edificio.
Al fine di raccogliere ed analizzare la percezione dei principali player del mercato Smart Building in Italia, è stato predisposto un sondaggio sul tema a cui hanno partecipato 60 player del mercato. Ne è emerso che l’adozione di questo strumento possa produrre numerosi benefici, ma al tempo stesso, sono diversi gli ostacoli e le barriere da tenere in considerazione per ottenere un’applicazione diffusa dello strumento: la necessità di reperire dati da fonti diverse ed eterogenee; la mancata definizione di un indice customizzato in funzione della tipologia di edificio considerato; la poca chiarezza in merito ai benefici economici ottenibili da un aumento del livello di intelligenza dell’edificio; la natura e caratteristiche del soggetto responsabile incaricato del rilascio della certificazione.

Il quadro normativo e le recenti evoluzioni
Per contrastare gli effetti sul settore causati dalla pandemia globale generata da Covid-19, è stato emanato il Decreto Rilancio (D.L n. 34/2020), rivolto principalmente al settore residenziale, che riguarda interventi svolti su edifici unifamiliari o condomini per il miglioramento dell’isolamento termico, la sostituzione di impianti di riscaldamento (con pompa di calore o altre soluzioni affini) ed il miglioramento sismico, possibilmente combinati con interventi quali l’installazione di un impianto fotovoltaico, di un sistema di accumulo o di colonnine di ricarica elettrica.

Gli interventi ammessi all’aumento dell’aliquota di detrazione al 110% sono di due tipologie: gli interventi trainanti e gli interventi trainati. I primi riguardano l’isolamento termico delle superfici opache e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti, i secondi, invece, l’installazione di impianti fotovoltaici (eventualmente integrati con sistemi di accumulo) e/o l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici, a patto che esse siano eseguite congiuntamente a uno degli interventi di riqualificazione energetica o di miglioramento sismico.
Il requisito fondamentale per l’accesso alla detrazione è che gli interventi garantiscano il miglioramento di almeno due classi energetiche o il conseguimento della classe A+, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (A.P.E.).

Superecobonus
Il Superecobonus (riconfermato con la Legge di Bilancio 2021 fino al 30 giugno 2022) ha senza dubbio riscontrato un grande interesse da parte del mercato, tuttavia si è “faticato a convertirlo in domanda reale a causa dell’incertezza sull’estensione del periodo di validità, dell’obbligo di congruità urbanistica e dell’assenza di indicazioni sui processi di controllo successivi all’investimento“. Di contro, la mutata percezione del valore dell’edificio ha aumentato la domanda da parte di privati e amministratori di condominio per gli interventi ammessi dal Superecobonus e ha creato fermento anche tra gli operatori. Sarebbe necessario promuovere una campagna di sensibilizzazione mirata e chiara per illustrare i benefici tangibili che derivano dall’introduzione di determinate tecnologie, così da stimolare la riqualificazione del parco immobiliare italiano.

Startup attive in ambito Smart Building
È interessante l’analisi del campione di 150 startup europee, statunitensi e israeliane fondate tra il 2015 e il 2019, con almeno un finanziamento raccolto. L’ambito tecnologico Building devices and solutions risulta essere il più rilevante (79% del campione totale), sia perché comprende uno spettro più ampio di tecnologie, sia perché l’impiantistica e le tecnologie sembrano rappresentare il principale focus delle startup esaminate. Al suo interno, le soluzioni legate alle Tecnologie di Efficienza Energetica rappresentano quasi il 40% del campione, confermando come il trend di sviluppo per il settore Smart Building continui ad essere fortemente trainato dal vettore energetico. Crescono anche le categorie relative a Security e Comfort che hanno raccolto più finanziamenti complessivi rispetto a quelle attive in ambito efficienza energetica, nonostante siano di meno dal punto di vista numerico.  

Le startup italiane sono ancora poche rispetto agli altri Paesi Europei, nonostante in Europa ci sia una concentrazione di startup maggiore rispetto agli Stati Uniti, che presenta però realtà mediamente più giovani ed in grado di attrarre maggiori capitali di finanziamento (72% dei finanziamenti totali). Al fine di favorire un ulteriore sviluppo di startup afferenti al comparto Smart Building, servirà sempre più prevedere incentivi per lo sviluppo di soluzioni integrate e volte ad aumentare il livello medio di digitalizzazione ed un maggior utilizzo di strumenti imprenditoriali sul territorio.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.