30 Luglio 2021
Edilizia e urbanistica Efficienza energetica Energia Territorio e paesaggio

Direttiva EPBD III: associazioni deluse da schema di recepimento

Le Associazioni Renovate Italy, Kyoto Club e Legambiente, dopo aver preso visione dello schema di Decreto Legislativo di attuazione della Direttiva EPBD III relativa alla prestazione energetica degli edifici, hanno scritto una lettera al Governo per manifestare delusione per come viene recepita la parte più innovativa della Direttiva ovvero la “Strategia di ristrutturazione a lungo termine”.

Dopo la diffusione dello schema di Decreto Legislativo di attuazione della Direttiva 2018/844/UE sulla prestazione energetica degli edifici, denominata Direttiva EPD III (Energy Performance of Buildings Directive), adottato ai sensi della delega legislativa contenuta nell’articolo 23 della legge n. 117/2019 ed attualmente al Senato della Repubblica che dovrà esprimersi entro l’11 marzo 2020, le Associazioni Renovate Italy, a cui  sono associaterealtà imprenditoriali e no profit che promuovono attività e progetti per la riqualificazione energetica del patrimonio costruito in Italia, Kyoto Club e Legambiente hanno scritto una lettera al Governo in cui esprimono la loro “delusione” per il testo predisposto, in particolare per l’articolo 5 relativo alla “Ristrutturazione a lungo termine”.

Ricordiamo che la Direttiva EPBD III, entrata in vigore il 9 luglio 2018, fa parte del Pacchetto di misure legislative adottato a livello europeo (Clean Energy Package) che fissa il quadro regolatorio per il raggiungimento dei nuovi obiettivi europei al 2030 in materia di energia e clima. Composta da 5 articoli, la Direttiva EPBD III, si pone come obiettivo generale quello di promuovere una maggiore diffusione dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili negli edifici, al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi UE di riduzione delle emissioni di gas serra (al parco immobiliare è riconducibile circa il 36% di tutte le emissioni di CO2 nell’UE) e di contribuire ad aumentare la sicurezza energetica, in vista del raggiungimento di un sistema energetico decarbonizzato e ad alta efficienza entro il 2050.

La Commissione Ue ha inoltre adottato delle Raccomandazioni (maggio 2019 e giugno 2019) che mirano a garantire un’interpretazione uniforme tra gli Stati membri in vista dei Decreti nazionali di recepimento della Direttiva EPBD III entro il 10 marzo 2020.

Il compito non è semplice e richiederà politiche ed azioni aggiuntive rispetto a quelle già in essere, come si può facilmente dedurre dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (recentemente pubblicato e che non tiene conto di tale strategia) – osservano le Associazioni nella Lettera–  È però altrettanto necessario agire in fretta, non solo per l’impellente lotta ai cambiamenti climatici, ma anche perché ogni ritardo si ripercuoterà sull’intero percorso; rimandare l’applicazione delle politiche e delle azioni significa pertanto partire con un handicap, che sarà difficile recuperare”.

Tale recepimento è un passaggio fondamentale, soprattutto per quella che è la novità principale della Direttiva ovvero l’approvazione di una Strategia di ristrutturazione a lungo termine che sarà lo strumento che orienterà le azioni e le politiche in tema di ristrutturazione edilizia fino al 2050. La Direttiva prevede, infatti, che l’intero stock edilizio debba essere riqualificato, de-carbonizzato e trasformato in nuovi edifici a consumo energetico quasi nullo (NZEB).

La bozza di recepimento recita che la strategia di ristrutturazione a lungo termine conterrà ‘un’analisi della possibile integrazione degli interventi di efficientamento energetico degli edifici con gli interventi per la riduzione del rischio sismico e di incendio, volta ad ottimizzare la sicurezza, i costi di investimento e la durata degli edifici’ […] riteniamo che il nostro paese non abbia bisogno di decisioni dilatorie ma di scelte coraggiose e pertanto chiediamo che il recepimento avvenga correttamente, nei contenuti (aderentemente al testo della Direttiva), nei modi (tramite convocazione degli stakeholder, alla quale saremo felici di portare i nostri contributi) e nei tempi (almeno entro la fine del presente anno)”.

  

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