Uno Studio sulla gestione dei tessili dismessi nella regione dell’Europa Sud-orientale del JRC della Commissione UE, commissionato a Circle Economy Foundation, ha evidenziato che, nonostante l’elevato potenziale di riciclabilità, infrastrutture limitate, incoerenze qualitative e instabilità del mercato indeboliscono le ragioni economiche per un’espansione del riciclo tessile nella regione.
Una parte significativa dei tessuti post-consumo (PCT) raccolti nell’Europa Sud-orientale e destinati al riutilizzo e al riciclaggio viene smistata per il riutilizzo all’interno dell’UE (40%), mentre una percentuale minore (22%-23%) è destinata al riutilizzo al di fuori dell’UE e al riciclaggio a ciclo aperto/chiuso.
Sono alcune delle conclusioni delloStudio“Fate and Composition of Textile Waste from Italy, the Czech Republic and Romania”, pubblicato dal Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione UE, che ha esaminato le caratteristiche, la riutilizzabilità e la riciclabilità dei rifiuti tessili post-consumo (PCT) inItalia,Repubblica CecaeRomania, sia raccolti separatamente che nei rifiuti urbani,lanciando l’allarme sulla preparazione degli Stati membri alle norme sulla raccolta dei tessuti.
Nonostante l’elevato potenziale di riciclabilità, si evidenzia che i Paesi oggetto dell’analisi rischiano di subire gravi conseguenze se dovessero persistere infrastrutture limitate, incoerenze qualitative e instabilità del mercato che indeboliscono le ragioni economiche per un’espansione del riciclo tessile nell’Europa orientale e meridionale.
Per la ricerca, coordinata dallaCircle Economy Foundation che ha ricevuto l’incarico di condurla, un Consorzio di partner (per l’ItaliaHumana People to People Italia S.C.a r.l.) ha raccolto 18 tonnellate di tessuti post-consumo provenienti dai rifiuti tra il 2023 e il 2024.
Dall’analisi emerge che:
– In media,oltre il65% dei tessuti analizzati erano miscele di fibre o materiali ricchi di cotone, la cui composizione consentirebbe tecnicamente il riciclaggio fibra-fibra.
–Circa il 40% dei prodotti tessili destinati al riutilizzo è rimasto sul mercato dell’UE, mentre il22-23% è entrato nei flussi di riciclaggio.
–Circa il 75% dei prodotti tessili esportati al di fuori dell’UE per essere riutilizzati non presentava difetti, sebbene il 25% mostrasse evidenti problemi di qualità.
– I flussi di rifiuti urbani hanno rivelato chei tessili rappresentavano dal 7% al 14% (Romania) del volume, una quota significativamente più alta rispetto alle ipotesi dell’Europa occidentale.
–I tessuti destinati al riciclo venivano venduti a un prezzo compreso tra 0,1 e 0,4 euro al chilogrammo evidenziando un valore di mercato limitato.
– Cotone, poliestere e tessuti misti dominano il profilo dei rifiuti, presentando sia opportunità che sfide per l’implementazione su larga scala di soluzioni di riciclo tessile in queste regioni.

I dati confermano che i sistemi di raccolta catturano solo una frazione dei tessili post-consumo. mentre grandi quantità finiscono nei flussi di rifiuti urbani misti.L’analisi dei materiali indica che cotone, poliestere e tessuti misti dominano il profilo dei rifiuti, presentando sia opportunità che sfide per l’implementazione su larga scala di soluzioni di riciclo tessile in queste regioni.
I ricercatori sottolineano che:
– l’armonizzazione degli standard tra gli Stati membri creerebbe condizioni più prevedibili affinché i riciclatori accettino input post-consumi;
– l’azione dei Governisarà decisiva nel determinare se il riciclaggio post-consumo potrà crescere oltre i volumi di nicchia;
– strumenti politici come laresponsabilità estesa del produttore(EPR) potrebbero fornire flussi di entrate per ampliare la raccolta e lo smistamento;
– gliinvestimenti pubblici in moderni impianti di smistamentopotrebbero ridurre le lacune qualitative che attualmente penalizzano i tessuti post-consumo.
