25 Settembre 2021
Circular economy Risorse e rifiuti Sostenibilità

Rapporto UNIRIMA: Covid-19 non frena il recupero e il riciclo della carta

Il Rapporto 2020 di UNIRIMA (Associazione delle imprese operanti nel settore della carta da macero) sull’economia circolare evidenzia che nel 2019 la raccolta differenziata comunale ha superato le 3,5 milioni di tonnellate, equivalente a circa 57,5 kg per abitante e che il 57% della produzione totale italiana di carta immessa sul mercato è effettuata mediante fibre da riciclo.

Sono oltre 6,56 milioni di tonnellate di carta da macero (Materia Prima Secondaria) prodotte in Italia in uscita da 600 impianti di recupero e riciclo distribuiti capillarmente sul territorio (-2% rispetto al 2018). L’effetto del lockdown per l’emergenza Covid-19, riduce la raccolta differenziata di carta e cartone con un calo stimato per il 2020 pari al 3,2%, a cui è però corrisposto un incremento dei prezzi che erano drasticamente calati dal 2018 fino al primo trimestre 2020. Tiene l’export che passa da 1,9 milioni del 2018 a 1,8 milioni di tonnellate (-5%) su cui incide il crollo del mercato cinese (-83%).

Sono questi alcuni dei principali dati del Rapporto 2020 sull’Economia Circolare di  UNIRIMA (Unione Nazionale Imprese Recupero e Riciclo Maceri), l’Associazione autonoma nata dalla fusione di Unionmaceri e Federmacero, le due principali federazioni operanti nel settore della carta da macero, e realizzato dalla Società di consulenza Althesys., che analizza l’andamento della filiera della carta in Italia.

Il contesto del settore della raccolta, recupero, riciclo e commercio della carta, perno storico dell’industria green italiana è segnato anche dagli effetti della grave crisi economica causata dalla pandemia – ha dichiarato il Presidente di UNIRIMA, Giulio Tarallo nel presentare il Rapporto – L’importanza primaria di tale fondamentale comparto industriale italiano nello sviluppo dell’economia circolare richiede che siano trovate soluzioni volte in particolare a supportare l’export per assorbire il surplus strutturale di produzione di carta da macero. La produzione di materia prima secondaria deve avere un ruolo di primo piano in una ripresa economica che voglia far il più possibile leva sulla sostenibilità e la green economy. La recente firma del Decreto End of Waste che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto, e il recepimento del cosiddetto Pacchetto Economia Circolare con cui il Governo ha chiarito che la nuova definizione di rifiuti è tale ai soli fini del calcolo degli obiettivi di riciclo e non per affidarne la privativa ai comuni, rappresentano due importanti strumenti in questa direzione. Bisogna dare ora concretezza all’indirizzo generale del Governo di incentrare il Recovery Plan sulla sostenibilità e sulla green economy con misure volte a rimuovere alcuni punti di debolezza storici del nostro Paese, che da anni frenano lo sviluppo, facendo perno sulla semplificazione, normativa e fiscale, e sugli investimenti in innovazione tecnologica”.

Il 57% della produzione totale italiana di carta immessa sul mercato è effettuata mediante fibre da riciclo. Di queste, circa 4,6 milioni di tonnellate sono per imballaggi e i restanti 4,3 milioni altre tipologie di produzioni cartarie. Carta e cartone raccolte costituiscono circa il 20% della raccolta differenziata complessiva dei diversi materiali provenienti dai rifiuti urbani, rimanendo così la principale frazione tra quelle raccolte dai Comuni. Nel 2019 la raccolta differenziata comunale ha superato le 3,5 milioni di tonnellate, equivalente a circa 57,5 kg per abitante, in crescita di circa 102.000 tonnellate sull’anno precedente grazie all’incremento nel Meridione. Nel 2019 la produzione di carta da macero in uscita dagli impianti di recupero/riciclo si è attestata sulle 6,56 milioni di tonnellate, delle quali 1,82 milioni sono state esportate, mentre 4,75 milioni sono state usate dalle cartiere italiane.

La raccolta differenziata di carta e cartone nel canale domestico è effettuata da aziende pubbliche e private, mentre quella derivante da attività commerciali, artigianali, industriali e di servizi è svolta da imprese private del settore della gestione dei rifiuti che sono spesso attive anche nelle successive fasi di selezione, valorizzazione e trading. Gli impianti di trattamento rifiuti che ricevono carta e cartoni sono circa 600 e sono distribuiti in modo capillare sul territorio nazionale. Quelli che ricevono la raccolta differenziata di carta dai Comuni sono 364 con una distanza media di 16,2 km dai bacini di raccolta: il 42% al Sud; il 39% al Nord; il 19% al Centro Italia.

Il mercato dei maceri viene da una fase di profonda crisi per gli impatti congiunti di diversi fattori, sia nazionali che internazionali. A livello globale, le conseguenze della guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti, le politiche restrittive attuate dal governo cinese sulle importazioni di materiali di recupero e la saturazione dei mercati alternativi.
In Italia, le quotazioni dei maceri hanno, pertanto, registrato un crollo soprattutto nel 2019. Lo scenario ha registrato un brusco mutamento durante il lockdown, con gli impianti di trattamento rifiuti per la produzione di materia prima secondaria rimasti operativi, poiché inseriti tra i settori essenziali dell’economia, ma per la scarsa raccolta differenziata il comparto ha incontrato difficoltà nel soddisfare la domanda di carta da macero sul mercato. Ne è quindi corrisposto un aumento vertiginoso dei prezzi che si è poi assestato su valori più bassi e successiva leggera ripresa a settembre 2020.

Da più di quindici anni, l’Italia è esportatrice netta di maceri, grazie alla capacità delle imprese del settore che hanno saputo trovare uno sbocco al “surplus” di carta da macero. In conseguenza delle difficoltà incontrate dal comparto, nel 2019 si è registrata una contrazione per l’export di maceri, che è passato da 1,9 milioni del 2018 a 1,8 milioni di tonnellate (-5%). Le esportazioni verso la Cina registrano un crollo verticale dell’83%, sono aumentate invece le esportazioni verso gli altri principali partner, l’Indonesia in particolare.

Il Rapporto analizza anche le principali novità normative del settore del recupero e riciclo carta alla luce del recente recepimento da parte del Governo del cosiddetto Pacchetto Economia Circolare (D.lgs. 116/ 2020) e del Regolamento End of Waste firmato dal Ministro dell’Ambiente.
Tra le principali novità, il D.lgs 116/2020 chiarisce bene che la nuova definizione di rifiuti urbani che comprende i cosiddetti rifiuti simili prodotti da utenze non domestiche, varrà solo ai fini del calcolo degli obiettivi di riciclo e non per affidarne la privativa ai comuni, eliminando la possibilità ai Comuni di assimilare.
Sempre nel D.lgs 116/220 viene sottolineata l’introduzione del principio dell’obbligo di detassazione, secondo cui, le utenze non domestiche che conferiscono i rifiuti al di fuori del servizio pubblico, dimostrando di averli avviati al recupero mediante attestazione, sono escluse dalla corresponsione della componente tariffaria rapportata alla quantità di rifiuti conferiti.

In un contesto di profondo e drammatico mutamento in cui operano oggi gli attori del comparto recupero/riciclo, il Rapporto UNIRIMA 2020 sottolinea la necessità di attuare politiche nazionali che, tenendo conto delle caratteristiche del settore, possano inserirsi nell’alveo delle misure di rilancio post crisi pandemica. Il Rapporto riporta le proposte di policy avanzate da UNIRIMA assieme alle associazioni di categoria del riciclo metalli (Assofermet) e del riciclo plastica (Assorimap) nel Manifesto delle Associazioni del riciclo a sostegno dell’economia circolare, che possono dare concretezza al generale indirizzo del Governo di imperniare il Recovery Plan sulla sostenibilità e sulla green economy.

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