2 Luglio 2022
Edilizia e urbanistica Territorio e paesaggio

Edilizia in legno: nel 2020 oltre 3.000 realizzazioni (+3%)

Il 6° Rapporto Edilizia in Legno,l’’accurata analisi di mercato sviluppata dal Centro Studi FederlegnoArrredo per conto di Assolegno, che fotografa la filiera delle costruzioni in legno in Italia, evidenzia che nonostante la pandemia nel 2020 il settore è cresciuto e il trend troverebbe conferma anche nel 2021.

Cresce in Italia il numero di abitazioni in legno: nel 2020 c’è stata una crescita del +3% rispetto al 2019 e oltre 3.000 realizzazioni e il trend, stando ai dati dei primi mesi, prosegue nel 2021. Aumentano sia la produzione che l’export e la percentuale sui permessi di nuove costruzioni tocca il 7%. Il settore ha toccato un fatturato complessivo di 1,39 miliardi di euro.

Sono alcuni dei dati che emergono dal 6° Rapporto Case ed Edifici in Legno”, presentato nei giorni scorsi e realizzato dal Centro Studi di FederlegnoArredo (FLA), per conto di Assolegno, l’Associazione che promuove il corretto uso del legno quale elemento strutturale all’interno del comparto edile.

La ripartenza per l’edilizia in legno è stata più veloce rispetto ad altri settori – a partire da quello edile tradizionale – anche per effetto della messa in moto del comparto residenziale e la spinta europea verso un modello sostenibile dell’abitare. Mentre nel 2020 il comparto industriale edile ha registrato un -15%, la bioedilizia si consolida con una quota di mercato del 7% dei permessi per costruire (in linea con il 2019) e un turnover di 1,39 miliardi di euro, con un balzo del 3% rispetto al 2019, confermando l’Italia come 4° Paese europeo per realizzazione di edifici in legno.

Fonte Assolegno

Per il 2021 i dati relativi ai primi mesi confermano questo trend rispetto all’anno precedente(+17,6%), grazie soprattutto a interventi di riqualificazione nel residenziale e investimenti nelle opere pubbliche, “anche se la crescita sarà confermata qualora vengano davvero messe in atto politiche di mitigazione del fenomeno del caro materiali e ci sarà un effettivo impegno da parte del Governo nel rispettare gli ambiziosi progetti di transizione ecologica”.

Il nostro settore può rappresentare per il Paese una vera e propria rivoluzione edile, mettendo al centro la qualità dell’abitare e la sostenibilità – ha spiegato Angelo Luigi Marchetti, Presidente di Assolegno – Ne sono una prova importante la tenuta del comparto, che nel 2020 segna indici paragonabili al 2019, nonostante le chiusure nell’anno più buio della pandemia. Sono infatti oltre 3000 le realizzazioni portate a termine in questo periodo in cui abbiamo assistito anche a una patrimonializzazione delle imprese più solida rispetto al comparto tradizionale. Ma non solo, abbiamo riscontrato una vocazione a definire soluzioni ingegnerizzate che rendono la fase di cantiere più sicura, snella e con meno ingombri in ambito urbano“.

Il Rapporto, analizzando la distribuzione geografica, mette in evidenza una novità importante che già l’anno scorso aveva timidamente iniziato a intravedersi: il mercato della bioedilizia non sembra più essere a esclusivo appannaggio del Nord Italia, ma prende sempre più corpo e consistenza anche nelle regioni del Centro, con Toscana, Marche e Umbria che ormai hanno realizzazioni del tutto paragonabile a quello del Triveneto.

Gli edifici in legno costruiti nel 2020 (Fonte: slide di presentazione del Presidente di Assolegno Angelo Luigi Marchetti)

Il Report indica anche una sempre più sviluppata complessità ingegneristica delle opere, con la chiara tendenza a sviluppare soluzioni multipiano attraverso le costruzioni in legno. Milano, Torino, Firenze e le maggiori città del Nord e Centro Italia presentano ormai numerosi esempi di come l’ingegneria in legno si sviluppi in altezza. Per la prima volta, rispetto al 2019, si registra infatti un aumento del 20% delle unità abitative all’interno della medesima realizzazione. La competitività del materiale, sia per interventi residenziali, che per alberghi e edifici polifunzionali, sembra avere in ambito urbano un focus ben preciso: costruzioni di 4-5 piani fuori terrà dove il legno si consolida, non più come alternativa ai materiali tradizionali, ma anche come tecnologia di riferimento per investitori e progettisti.

Sostenibilità e efficienza energetica degli edifici sono le priorità della Strategia UE “Renovation Wave” e gli edifici in legno combinano le due caratteristiche: catturano e stoccano la CO2, hanno un basso impatto ambientale e garantiscono un risparmio energetico, riducendo al minimo i consumi dell’abitazione, sono competitivi in termini di costi di costruzione e sono sicuri dal punto di vista sismico

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